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Dal Cratere Aquilano Il ricordo di Michele Strazzella

A tutti gli studenti universitari
morti quella notte a L’ Aquila

 .

Storie dolorose  dal cratere aquilano, raccolte e narrate da Umberto Braccili nel suo libro verità “MACERIE dentro e fuori[1]”, con la collaborazione di parenti, fidanzati/e, amici

 .

 Il ricordo di Michele Strazzella [2] nelle parole di Daniela, Carmine e Roberta

****

 “…e al centesimo catenaccio
alla sera mi sento uno straccio
per fortuna che al braccio speciale
c’è un uomo geniale che parla co’ me… …
A che bell’ò cafè
pure in carcere ‘o sanno fa
co’ à ricetta ch’à Ciccirinella
compagno di cella
ci ha dato mammà…”
(Don Raffaè – F. De Andrè) 

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Michele Strazzella

Ho invitato un po’ di amici a casa…dopo cena alternativo a base di pop corn e vino e poi a ballare… … in certe occasioni ci vuole un po’ di movida! Sono quasi le sei del mattino … oggi, o forse già ieri, è il mio compleanno … 27 anni! La serata è passata molto in fretta, è sempre così, quando ci si diverte il tempo vola… e quando sopraggiunge l’ansia che l’idillio dello “zero pensieri” finisca, ci sembra troppo presto per tornare a casa e allora passeggiata al castello.

Nel buio e nel silenzio del girovagare ci siamo noi, c’è la nostra vita, i no- stri racconti. Avrei voluto che questa serata non finisse mai, in città non c’è quasi più nessuno e L’Aquila è bellissima, una magia di luci e colori d’au- tunno… una bella serata come questa non può che concludersi in cucina con tanta soddisfazione per un bel panino con i wrustelgran bella serata, mancava solo lei… sarebbe stato perfetto… cazzo, comunque non posso star così male… sarà dura, ma mica si può morir per amore!… mi fumo una sigaretta, mi metto a nanna per cinque minuti e domani mattina vado a le- zione bello riposato… ma non si finisce mai di studiare?… a questo punto credo proprio di no!… obiettivo luglio 2010… sì, mi piace… laurea luglio 2010… e con il caldo super… una nuova festa super… e questa volta basta tesi su strade, solo Superstrade… poi lavoro e costruisco la mia vita quì a L’Aquila… mi piacerebbe molto restare qui… mi ricorda Chieti… con tutti
i suoi saliscendi.

Un po’ mi manca lavorare il giovedì sera fino a tardi al locale, con un sacco di sconosciute che pur di aver una tazza a gratise mi ricamavano uno sdol- cinato “Ciao Michele, come stai?… lo sai che il tuo è il miglior mohito che io abbia mai bevuto?!” ma non lo sanno che per me gli amici so’ gli amici, anzi so’ la mia seconda famiglia… anche se a dirla tutta il ricamo qualche volta ha funzionato… e ho pure rimorchiato!… L’Aquila mi ha cresciuto. Questo fine settimana torno a Chieti, sicuro mia sorella ha pensato al re- galo per me… mi aspetta il caminetto, la buona cucina di mamma e il buon vino di papà… e un aperitivo con gli amici di sempre… e… è tardissimo, domani chi si sveglia?!?!?

Chissà quante cose cambieranno in un anno ancora, ma di una cosa sono certo: non potrà che essere un anno fantastico!

***

… strade deserte, rintocchi lugubri…le ombre scappano
e si riuniscono dietro gli angoli delle case distrutte.
Mantello nero, faccia di teschio, bastone su cui poggiarsi.
Un libro verde speranza, uno nero angoscia.
Continuate a ridere e giocare bambini, voi nemmeno la vedete.
Ragazzi stringetevi vicini, vivete e amate, per voi è lontana.
Vecchi raccomandatevi a Dio, è dietro la porta.
Però no… bussa ad una porta, la tua… no, non ci credo…perché?…
no, non adesso… la fissi…”è ora!” sussurra. Perché?… perché proprio te?!
Lacrime solcano il viso e ci cadono in mano come gocce di pioggia.
Non è possibile, non è vero!
Un pezzo di cuore se ne và.
Al suo posto sabbia, ricordi, foto, luoghi…

***

Michele,
non potrà festeggiare il suo 28° compleanno,
non potrà festeggiare la tanto sospirata Laurea specialistica a Luglio,
non potrà festeggiare il Capodanno 2010, né quelli a seguire,
non potrà festeggiare l’opportunità di un lavoro e dell’agognata indipendenza economica,
non potrà festeggiare il suo futuro,
perché
Michele non potrà festeggiare la fortuna di essere vivo!

Michele Strazzella e i suoi amici

Già, la fortuna!… Uno fa le stesse cose di sempre e poi si ritrova un bel giorno, per caso o per destino, a prendere la strada per andare a morire. La sua amata L’Aquila l’ha portato via con sé per sempre, ingoiandolo nelle sue viscere più profonde.
Il terremoto, come un vento forte e rumoroso, ha abbracciato case e persone… s’è portato via credo e speranze, valori e responsabilità, ambizioni e aspettative, sogni e sacrifici, rimpianti e nostalgie, amicizia e convivenza, paura e coraggio, amore e prezzo,… insomma, come un vento di morte s’è portato via LA VITA!… anche di quelli che restavano vivi.

Al terremoto non interessa chi tu sia uomo o donna, giovane o vecchio, ricco o povero, buono o cattivo… colpisce e basta!… occultando tutto sotto di sé. Ha cambiato il nostro tempo.
Ha portato via con sé la vita di Michele, ma non è riuscito a portar via quel pezzetto di lui, che ormai fà parte di quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo… già, la fortuna!

Ciao Patolo…nell’anima per sempre e nel sempre… non ci lascerai mai veramente!

Daniela

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I nostri sogni restano nel cassetto. Di quella domenica in Via Luigi Sturzo 39 ho la sensazione di ricordare
ogni particolare… faccio tuttavia confusione con i riferimenti temporali di
quei tanti fermo-immagine…

Non è stata una domenica come tante, è stata una lunga domenica. Ricordo Michele in ansia per l’esame che avrebbe dovuto sostenere il 6 aprile; la mia insofferenza allontanata riordinando la camera; Carmine in giro a lavorare con dietro i suoi libri. Quella sera, dopo la buonanotte, ognuno di noi ha chiuso la porta della propria camera. Poco dopo la scossa delle undici ci siamo ritrovati spaventati nel corridoio, ognuno in cerca dell’altro.

Ricordo il sospiro di Michele che appoggiato alla porta della sua camera indossava il suo pigiama preferito, blu a righe colorate: era in ansia per l’esame ed ora anche per il terremoto; Carmine, irrequieto, che continuava a muoversi nel corridoio. Ricordo che io mi sentivo tranquilla e protetta con loro e di aver proposto di dormire tutti insieme. Non so quanto tempo siamo stati nel corridoio e per quanto tempo io e Michele abbiamo inutilmente cercato di connetterci al sito dell’INGV per vedere la magnitudo… “dai Robbè, sarà la prima cosa che ti dirò a colazione”. E di nuovo la buonanotte.

Michele Strazzella e i suoi amici d'infanzia

Andando nella mia camera ho tolto il quadro che avevo sulla testa pregando Michele di fare la stessa cosa con i suoi poster… ci abbiamo riso su. Mi sono svegliata quando ho sentito nuovamente la terra tremare… ho acceso la luce, in corridoio il silenzio, una leggera sensazione di paura e dopo un lungo sospiro ho spento la luce… Carmine uscendo dalla sua camera ha visto la mia luce spegnersi (ero l’unica ad avere la porta a vetro) ed è entrato nella stanza per dirmi che sarebbe andato a dormire in macchina. Ho provato a convincerlo a restare lì con me. Siamo stati mezz’ora a discutere nel corridoio… Michele dorme e non lo svegliamo: pensiamo che una notte di dormiveglia sia poco indicata per affrontare al meglio l’esame. Poco prima delle due siamo al parcheggio dell’IperGS, e ci scopriamo in compagnia di altra gente che come noi prova a dormire in macchina.
Sono le ore 3.32 del 6 aprile 2009.

Scesa dalla macchina ho alzato gli occhi al cielo, la luna illuminava la polvere che si levava dalla città. Il primo pensiero: Michele… il suo cellulare era spento: ho pensato che avesse preferito mettersi le scarpe piuttosto che prendere il cellulare. Una pattuglia del Corpo Forestale dello Stato che bloccava l’ingresso di Porta Napoli ci ha sconsigliato di entrare in città: le strade erano invase dalle macchine e dalle persone in preda allo spavento, al terrore, al panico….

Durante le ore successive la terra ha continuato a tremare e il tempo si è fermato. Quando poco dopo il sorgere del sole, siamo arrivati sotto casa… Michele.

C’erano uomini della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, c’erano unità cinofile, c’erano persone che a mani nude cercavano la vita. Abbiamo iniziato a scavare e con noi altri ragazzi, altri studenti… la terra continuava a tremare sotto i nostri piedi.

Michele.

E il tempo si è fermato… un uomo in pigiama è estratto dalle macerie del palazzo adiacente al nostro… una madre attende impaziente che salvino il proprio figlio…

Trovano Michele alle 22 dell’8 aprile.

Col tempo scoprirò che quell’uomo in pigiama ha perso la moglie e la figlia, che quel ragazzo è Tonino.
Tante domande riguardo quella sera… ma i nostri sogni restano nel cassetto.

Carmine e Roberta coinquilini di Michele

 

L'Aquila, mattina del 6 aprile 2009

 



[1]È un libro difficile da scrivere quello che vi apprestate a leggere. Un libro scritto con il cuore da genitori fratelli fidanzate ma con dati precisi che denunciano quello che ormai è scivolato nel dimenticatoio. Quello che non è stato fatto per salvare degli studenti universitari che non sapevano del pericolo che correvano quella notte (Umberto Braccili).
[2] Chieti
22 ottobre 1981, iscritto al 2° anno, corso di laurea specialistica in ingegneria civile, L’Aquila
via Luigi Sturzo, 3

 

 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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