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Da un “Cuore” di anni fa: ru cuotramajje

di Gaetano Mastronardi – classe 3° – Agnone – 1964

buona

Il primo maggio vidi in giro per Maiella* un vecchietto che portava sulle spalle un frondoso alberello e vicino alla porta di ogni casa recitava delle frasi che io non capivo.
Tornai a casa e mi feci spiegare dalla nonna. Anticamente il 1° maggio nelle case e nelle masserie dei contadini benestanti si usava cuocere la “lessata”: frumento, granturco e legumi di tutte le specie. Dalla mattina, vecchi poveri con su le spalle un alberello che si chiamava “CUOTRAMAJJE” si recavano casa per casa, masseria per masseria, cantando una specie di nenia per avere la “lessata” e altre cose da mangiare.

“Vulem cumenz’appròim’appròima
a laudà le peane che le voine.

Chi n’ze n’addéuna ca majje é menìute
esca féure e re vede ben vestiute.

Signora patrona, vid’a ru nòide,
se n’ge stea l’uove damme la alloina.

Signora patrona vòide alla votte
ca leuche stea chi te vascia mocca.

Signora patrò, damme ru presutte,
se n’té ru curtielle dammere tutte.

Tu puozz’ fea tanda salme de peane
quanda préte sténe a ru campanaeare.

Tu puozze fea tanda salme de vòine
quanda pile téne le fajòine”

Tu puozz’armett tanda salma d’uoglie
quanda so le ceréasa che tu cuòglie.

La massaia, dopo aver ascoltato l’augurio di un buon raccolto, offriva all’uomo uova, lardo e cacio.

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Traduzione
Vogliamo cominciare dapprima
a lodare il pane col vino
Chi non si accorge che maggio è venuto
esca fuori e lo vede ben vestito.
Signora padrona, vedi al nido
se non c’è l’uovo dammi la gallina.
Signora padrona, vedi alla botte
che lì c’è chi ti bacia in bocca.
Signora padrona, dammi il prosciutto,
se non hai il coltello dammelo tutto.
Che tu possa fare tante salme di pane
quante pietre stanno al campanile.
Che tu possa fare tante salme di vino
quanti peli ha la faina.
Che tu possa rimettere tante salme di olio
quante sono le ciliege che tu cogli.


cuore2Il giornalino “Cuore si stampava nella scuola elementare di Agnone, negli anni che vanno da 1961 al 1968. In esso si riportavano i pensierini dei bambini più piccoli, ma anche dei veri e propri articoli dei ragazzi più grandi.

*Maiella è un quartiere di Agnone (IS)


Copyright Altosannio Magazine
Editing: Flora Delli Quadri


About Flora Delli Quadri

Flora Delli Quadri, Molisana di Agnone (IS), prof.ssa di Matematica in pensione. Si occupa di cultura e politica; pur risiedendo altrove, ha conservato intatto l'amore per il suo paese d'origine che coltiva in forma attiva.

2 commenti

  1. Avessa esser arre tiembe de auoje. Te mannesser affanghiur e chiamesser ri carabbenier!

  2. Usanza assente al mio paese, mai sentita che ci fosse stata prima ancora della mia infanzia. Sempre la stornellata è allegra, ma questa è simpatica e riesce a strappare il nostro sorriso anche oggi.
    E credo che al tempo antico avesse il suo fascino, un fascino concreto basato sul cibo (allora molto importante per la sopravvivenza ) e un po’quasi adulatorio, ma sotto forma augurale di abbondanza di alimenti e paricolarmente del vino, dolce come un bacio.

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