Home / Cronaca / Attualità / La curva Mingone di Agnone simbolo universale d’emigrazione

La curva Mingone di Agnone simbolo universale d’emigrazione

di Domenico Lanciano [1]

curva Mingone Agnone lato Isernia
Una volta svoltata la Curva Mingone il Paese appare alla vista di chi arriva e scompare dalla vista di chi parte.

 

ULTIMA VISTA DI AGNONE A COLLE MINGONE 21.05.2014 ORE 15.30
Agnone visto dalla Curva Mingone, dopo la quale il paese non è più visibile a coloro che partono

Alle ore 17 di lunedì 2 giugno, Festa delle Repubblica e giorno di unità nazionale anche per coloro che vivono “oltre-confine”, ci sarà pure il clero locale, con l’arciprete don Alessandro Di Sabato e il cappellano ospedaliero don Francesco Martino, a benedire la Curva Mingone di Agnone come simbolo universale d’emigrazione, poiché ogni paese del nostro pianeta ha un suo “extreme point” (punto estremo) dopo il quale il luogo natio non si scorge più. Ed è proprio questo “extreme point” che rappresenta uno dei luoghi di più grande, suggestiva, memorabile ed evocativa emozione per chi parte, ma anche per chi torna. Curva Mingone è per Agnone il punto estremo dove intere generazioni hanno esclamato e purtroppo continuano ad esclamare  e continueranno ad esclamare “Curva Mingone, addio addio Agnone!”. Infatti, in questi ultimi anni è tornato più intenso l’esodo migratorio, specialmente giovanile, ma anche di intere famiglie. Ed è prevedibile che nel futuro prossimo e remoto l’emigrazione sarà  ancora massiccia.

Pure per questa ormai “persistente e dolorosa emigrazione” il Cenacolo Culturale Francescano “Camillo Carlomagno” di Agnone, su iniziativa dell’Università delle Generazioni, intende rendere omaggio a tutti gli emigrati di ieri, di oggi e di domani con una solenne cerimonia che avrà luogo proprio a Colle Mingone sul luogo degli ultimi addii, a quella “curva delle lacrime” che il dolore di chi emigra (ma anche la gioia di chi ritorna) consacra simbolo dell’emigrazione universale. Un omaggio, quindi, che Agnone intende rendere a tutti gli emigrati del mondo, diventando così la simbolica capitale mondiale dell’emigrazione.

E per rimarcare questi simboli e questi significati, il prof. Giuseppe De Martino, presidente pro-tempore del Cenacolo, vestirà la fascia iridata per indicare in quei sette colori e nell’arcobaleno che li esprime l’abbraccio a tutti i popoli migranti. In tale contesto, De Martino assumerà il mandàto, la missione di “Sindaco del Popolo dei residenti e degli emigranti” con il compito di tèssere relazioni di accoglienza e di dialogo con il popolo che vive oltre i confini comunali e nazionali ed anche con gli immigrati di altri paesi del mondo, specialmente con coloro – e sono davvero tanti – che vivono e lavorano in Alto Molise per non farli sentire “stranieri” ma “concittadini” e “fratelli”.

Nel pomeriggio del 2 giugno alla Curva Mingone verrà posta una gigantografia del Monumento agli Emigrati che, opera dello scultore Ruggiero Di Lollo, da parecchi anni ricorda agli agnonesi e a chiunque passi da Agnone che c’è un popolo che vive altrove e che, proprio nella ricorrenza annuale della Festa della Repubblica, s’intende più unito all’anima patria più che negli altri giorni.

La “Giornata agnonese dell’emigrazione mondiale” verrà conclusa nella Chiesa parrocchiale di Santa Maria di Costantinopoli (ex Cappuccini) con la celebrazione di una Messa dedicata proprio a tutti gli emigrati, in particolare a Sabatino Travaglini scomparso di recente e che, emigrato in Canada non soltanto ha voluto il Monumento agli Emigrati in Agnone ma, sempre amoroso e collaborativo con il paese natìo, ha raccontato in un bel libro l’emigrazione agnonese della seconda metà del 20° secolo, la più dolorosa e la meno rassegnata. Durante l’evento del 2 giugno verrà ricordato pure Eutimio Mastronardi di Villacanale, un altro emigrato recentemente scomparso che rappresenta quell’emigrazione che ha letteralmente svuotato al 90%  un intero paese contribuendo però a fare grande e significativo il Canada.

La “Giornata agnonese dell’emigrazione mondiale” intende essere, nelle motivazioni  e nelle intenzioni degli organizzatori, un monito ed una riflessione contro lo spopolamento e per il riequilibrio territoriale, senza cui specialmente le zone interne della dorsale appenninica ed alpina, ma anche tutti gli altri luoghi spopolati del mondo, rischiano di morire e di necrotizzarsi irreversibilmente non senza rischio per la stessa civiltà umana e globale, dal momento che il fenomeno è “troppo ingente”.

_____________________________
[1]Domenico Lanciano
, Calabrese di Badolato (CZ), agnonese di adozione, lavora alla Asrem di Agnone (IS). Laureato in filosofia, si sente giornalista “vocazionale” fin da piccolo; ama fare il giornalista e, ancor di più, il divulgatore di opere altrui.

 

 

 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.