DA UN “CUORE” DI ANNI FA: L’ORAFO

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cuore2Nella scuola elementare di Agnone, negli anni che vanno da 1961 al 1968,  si stampava una giornalino dal titolo “Cuore” che pubblicava i pensierini dei bambini.
Lorenzo Della Valle nel 1962 frequentava la 5° elementare. All’epoca era ancora attivo in Corso Garibaldi l’ultimo artigiano della nobile arte orafa di Agnone. Oggi quella bottega è diventata spazio museale. Il bambino fa un resoconto dettagliato di una visita da lui effettuata nella bottega che ingenuamente chiama “oreficeria”. 

L’OREFICERIA
di Lorenzo Della Valle – classe 5° sez. B – Agnone 1962

BOTTEGA ORAFO

In Agnone, al corso Garibaldi, c’è una bottega di orefice. Vi è un uomo solo lì dentro che si chiama Vittore Galasso.
Un giorno vi entrai per osservare come lavorava l’oro. La porta di entrata aveva la forma di un semicerchio con una grande vetrata. Le pareti interne dell’unica stanza erano annerite dal fumo.
In mezzo alla bottega c’era un grande tavolo su cui poggiavano tutti gli attrezzi dell’orefice: pinzette, martellini, tenaglie, bilancia, lime, bottiglie per gli acidi.
L’orefice prese alcuni anelli vecchi, li mise nel crogiuolo e li fece liquefare su una piccola fornace; quando l’oro fu sciolto lo versò nelle forme e, raffreddato, lo cominciò a lavorare per farne una collana e dei ciondoli. Egli lavorava con molta pazienza.
Questa è l’unica bottega rimasta; ma 100 anni fa ce n’erano moltissime e vi lavoravano molti apprendisti.
Oggi nessuno più impara questo mestiere.
Quando non ci sarà più il signor Galasso, l’ultima bottega agnonese per la lavorazione dell’oro si chiuderà e finirà così un’arte che ha fatto conoscere Agnone in tante regioni d’Italia.

5 Commenti

  1. E’ anche un contributo per ricordare l’ultimo orafo Vittore Galasso e il suo ultimo inconsapevole cronista Lorenzo Della Valle.

  2. Aver trovato qualcosa di così bello ed importante ha riempito di gioia me e la mia famiglia! ogni qual volta mi rechi ad agnone, mio paese natale, mi soffermo ad ammirare la magnifica bottega orafa. E a quanto pare, non sono l’unica nel restare estasiata dinanzi ad una esposizione rimasta intatta negli anni. IL mio papà aveva intuito che dopo l’artigiano galasso, in pochi avrebbero coltivato l’arte della lavorazioe dei metalli preziosi. Agnone ed il suo centro storico conserveranno per sempre la magia di quei luoghi, dove piccoli abitanti di allora, hanno avuto la fortuna di assistere e restare affascinati dinanzi a ciò che era qualche anno fa una delle preziose risorse del luogo. “CUORE” ….. grazie papà per la tua dolce testimonianza! Venera Della Valle.

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