DA UN “CUORE” DI ANNI FA: ILMAZZAMARRIELLO

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cuore2Pensierino tratto da “Cuore”, un giornalino che si pubblicava presso la Scuola Elementare di Agnone negli anni che vanno dal 1961 al 1968 – .

Sembra non avere dubbi il piccolo Tonino Masciotra quando parla del “mazzamarriello”, un folletto dispettoso, ospite indesiderato di tutte le case, che… non consente mai a nessuno di rubargli il cappello.

 MAZZAMARRIELLO
di Tonino Masciotra – classe 5° elamentare – contrada Sant’Onofrio

monaciello
Il “mazzamarriello” nella fantasia popolare. In altre regioni d’Italia è chiamato anche “monaciello”

Mazzamarriello era un maligno furbacchione che entrava nelle case mentre tutti dormivano e faceva i dispetti alla massaia: impastava le lasagne con la cenere, mescolava la cenere nella farina, prendeva piatti, scodelle e bottiglie, li rompeva tutti per terra; quando la massaia la mattina si alzava, trovava tutta la casa sotto sopra. Qualche volta faceva uscire il vino dalla botte e spesso faceva cadere il letto agli sposi.
I bambini cantavano una canzone di Mazzamarriello:

“Mazzamarriello dietro alla porta
non venire per questa notte,
Ch’è venuto tata mio
e mi ha portato una gonnella
piena di cioffe e zacanelle;
una a me, una a te,una alla figlia del re”.

Si diceva anche che Mazzamarriello teneva un cappellaccio rosso e chi riusciva a rubarglielo diveniva molto ricco, ma nessuno mai è riuscito ad impadronirsene.

 

“Cioffe” = fiocchi,  “zacanelle” = guarnizioni, fettucce (n.d.r.)

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