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La cummara secca

di Gustavo Tempesta Petresine[1]

cielo-stellato

La cummara secca

Cummara! Siè menùta də felzùnə.
Tə siè angappàtə ‘sctə quattr’òssa rottə,
e senza fa sapè niéndə a nesciùnə
tə siè ‘mbelièta déndrə a chéscta nottə.

Iə  te sendìvə, e me sciuscìsctə ‘n’guollə,
ne te vedeva ma tə uarduàva l’uocchiə.
E arrepénzivə a tanda cosə bellə.
A prétə, a sctellə; a terra ,ciélə e rocchiə.

Può me candìsctə ‘na canzona sctrèusa,
e m’addurmìvə də ‘nə suonnə amàrə.
A chescta vita ‘nnajə tenuta causa
pə ‘ngénétarmə ‘mmiézzə a quìssə marə.

 

La comare secca

Comare! Sei arrivata di soppiatto
prendendoti queste ossa  rotte,
e acquattata, nascosta nel tuo manto
ti sei infilata dentro  questa notte.

Ti sentii e mi alitasti addosso,
non ti vedevo ma avvertii quegli occhi.
Ripensai a tante cose per me belle,
a pietre e stelle; a terra cielo e rovi.

Poi mi cantasti una canzone strana,
così mi addormentai di un sonno amaro.
Non ho mai fatto tanto male in questa vita
da rimanere immobile guardandoti.

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[1] Gustavo Tempesta Petresine, Nativo di Pescopennataro, si definisce “ignorante congenito, allievo di Socrate e Paperino”. Ama la prosa e la poesia, cui dedica molto del suo tempo, con risultati eccezionali, considerati gli apprezzamenti e i premi che consegue continuamente.  Il suo libro di poesie più bello e completo si chiama “‘Ne cande,”

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine

About Gustavo Tempesta Petresine

Gustavo Tempesta Petresine, Molisano di Pescopennataro (IS), si definisce “ignorante congenito, allievo di Socrate e Paperino”. Ama la prosa e la poesia, cui dedica molto del suo tempo, con risultati eccezionali, considerati i premi conseguiti e la stima di tutti.

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