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Cristo si è fermato a ‘Sergna

di Gustavo Tempesta Petresine

Foto-di-Ivano-DOrtenzio-Dalla-Transiberiana-dItalia-Sulmona-la-valle-Peligna-e-sullo-sfondo-il-Gran-Sasso

 

Cristo si è fermato a ‘Sergna (ISERNIA)

ed era l’anno che non si conosce, quello nel quale il Nazareno si trovò a percorrere la valle del Sangro. Dette una sbirciata di qua e di là, dialogò con qualche sparuto armento ma, visto che alle sue parole venivano resi soltanto distratti muuu!, se ne allontanò annoiato.

Arrivato a Ateleta prese la strada che porta, attraversando carceri basse e carceri alte, a Roccaraso. Guardando di poco lontano la maestà del Gransasso ne fu affascinato, ma poi decise di fare teatro nei pressi di un monte più accessibile ai più abbienti della comodità. Scelse per l’evento e le sue diciture di perento il monte Velino, da dove ammaestrò la curiosa folla che ivi si era radunata e intervenuta sentendone fare pubblicità da Telemolise.

Alla vista di uno sbadigliante pubblico, per qualche verso anche entusiasta, acquistò un’aria severa e si dolse risentendosi nel capire che molti di quei Molisani erano li per ascoltare l’ultima versione di “Rusenella Rusenella

Grattandosi energicamente la testa e contenendo lo sdegno e la costernazione per quel popolo ignavo, impettì e così disse:

beati voi autonomisti che rinchiusi nei propri confini esulate da ogni bene e male”
beate le vacche nei prati che continueranno a perdere le corna e a limitarsi nel produrre latte”
beati quelli che dicono che me ne freca a mme! Poiche di essi è il regno dei cieli (a questo punto si volse verso lo scriba che aveva preparato il discorso e lo redarguì severamente)
beati i montanari isolati dalle loro province perché vedranno Dio ( a questo punto prese una mazza che ridondò sul cranio dello scriba)
beati voi, che sentite e non ascoltate. Meglio avere le orecchie foderate di caciocavallo che adoperarsi per i propri diritti.

Detto questo, tirò fuori dallo zaino uno sfilatino e alzando gli azzurri occhi al cielo sentenziò: mio Dio perché mi hai abbandonato, adesso me ne vado a ‘Sergna e là io rimarrò fino a che tu non deciderai il da fare.

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine

About Gustavo Tempesta Petresine

Gustavo Tempesta Petresine, Molisano di Pescopennataro (IS), si definisce “ignorante congenito, allievo di Socrate e Paperino”. Ama la prosa e la poesia, cui dedica molto del suo tempo, con risultati eccezionali, considerati i premi conseguiti e la stima di tutti.

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