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Criste mé

Poesia di Rodrigo Cieri [1] 
tratta dal suo libro “Memoria è Anima” Campobasso 2017.

Criste mé

Che sì menute a fà ecche abballe
a mette le vištite ‘n carne e osse?
Giacché lu pese grosse purte a spalle
arcacce pure a mmé da cuštu fosse

a ddò me sente trište e štramacciate
ca ogne iurne t’ajje messe ‘n croce.
Pe’ fà lu bbene a mmé šti turmentate;
Te guarde crucifisse e cchiù me coce.

La luce che šta alte j’ le vedee
cerche d’aggrapparme a cacche prete,
ma ‘rcasche sempre sotte ca so’ fiacche.

Ce vo la mana té che ce pruvvede
sennò m’attocche sole a štarme a ‘rrete
e la lehazze ‘n terre nen me štacche.

Celenza sul Trigno, 10 gennaio 2005

Cristo mio

Che sei venuto a fare Tu quaggiù
ad indossar vestiti in carne ed ossa?
Giacché il peso grosso porti a spalla
ricaccia anche me da questo fosso

dove mi sento triste ed abbattuto
perché t’ho messo in croce ogni giorno.
Per fare il bene a me stai tormentato;
Ti guardo crocifisso e ancora soffro.

La luce vedo ben che sta in alto
e cerco d’aggrapparmi a qualche pietra,
però ricado giù perché son fiacco.

Ci vuol la mano Tua che provvede
sennò son destinato a stare indietro
e il legame in terra non mi stacca.

 


[1] Rodrigo Cieri, abruzzese di Celenza sul Trigno, di madre molisana, una vita dedicata alla Scuola, da docente e poi da Preside, dedito all’impegno sociale e la promozione culturale che porta avanti con testardaggine, in paese e neIl’ Alto Vastese. Coltiva un’antica passione, la pura poesia, in lingua, o più spesso in vernacolo, ottenendo consensi e premi.

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright: Altosannio Magazine 

 

About Rodrigo Cieri

Rodrigo Cieri, abruzzese di Celenza sul Trigno, di madre molisana, una vita dedicata alla Scuola, da docente e poi da Preside, dedito all’impegno sociale e la promozione culturale che porta avanti con testardaggine, in paese e neIl’ Alto Vastese. Coltiva un’antica passione, la pura poesia, in lingua, o più spesso in vernacolo, ottenendo consensi e premi.

2 commenti

  1. Profondo e vero il sentimento religioso espresso in questo sonetto!
    E profondo l’invito a capire quanto il legame-la lehazze-al carnale ci possa tenere ancorati a disvalori, da cui è difficile distaccarsi…senza l’intervento della fede.

  2. Antonia Anna Pinna

    Bella e sentita, si sente amore vero tra le righe.

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