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Considerazioni sull’aggregazione tra piccoli comuni


“Il comma 1 dell’articolo 16 del Decreto legge n. 138, recante “Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo”, in conformità con gli obiettivi generali del testo, si prefigge la riduzione dei costi relativi alla rappresentanza politica negli Enti locali obbligando i comuni con popolazione sotto i 1.000 abitanti all’esercizio “in forma associata di tutte le funzioni amministrative e di tutti i servizi pubblici” che ora ognuno di essi esercita per proprio conto.” “Tralasciando per il momento il calcolo dei costi – benefici di queste norme, di fatto nasce un nuovo ente locale: l’Unione municipale o dei Comuni che soppianta nella sostanza il singolo comune.”

“Nelle zone di montagna le Unioni dovranno avere almeno 3.000 abitanti (comma 5). Tuttavia, entro due mesi dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto n. 138 (emanata il 14/9/2011, dunque entro la metà del prossimo novembre) “ciascuna Regione ha facoltà di individuare diversi limiti demografici”.

Nel termine perentorio di sei mesi dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto n. 138 (dunque entro la metà del prossimo marzo 2012) i consigli comunali dei comuni sotto i 1.000 abitanti dovranno deliberare “una proposta di aggregazione” e trasmetterla alla Regione, la quale, entro il 31/12/2012, provvede a “sancire l’istituzione di tutte le Unioni del proprio territorio” (c. 8).”

 

Quando si parla di soppressione di comuni o di accorpamento a comuni più grandi c’è molta confusione.

In realtà, la “aggregazione” riguarderà solo comuni “piccoli” e fra di loro. L’aggregazione avviene automaticamente (non per scelta ed opzione dei comuni) su due soli criteri: confine geografico e che la popolazione della unità municiaple che ne risulta arrivi ad almeno 5mila abitanti; su questo limite la Regione può dire la sua, ma vedremo che nella maggior parte dei casi, poco importa.

Per quanto riguarda il confine geografico, si può immaginare cosa questo comporti in un territorio di alte montagne o di ripide scarpate di fossi che da secoli fanno confine. Confusione c’è anche su cosa accadrà della e nella vita dei singoli comuni. Non ci addentriamo nel fatto che questo avverrà “a partire dal prossimo mandato” ma non si capisce di cosa, visto che i consigli comunali hanno scadenze diverse.

Innanzi tutto i comuni non saranno soppressi: essi rimarranno, governati ognuno da un Sindaco da solo, senza nessun aiuto da consiglieri ed assessori e senza nessun controllo della minoranza. In più questo sindaco dovrà essere parte di un Consiglio di Sindaci che opererà come il Consiglio comunale di oggi e magari a questo sindaco toccherà anche essere Assessore.

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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