Comuni abbandonati – Cosa succede e cosa fare

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di Annalisa Dall’Oca,
pubblicato il 13 marzo 2016 su Il Fatto Quotidiano.

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E’ un’Italia nell’Italia, fatta di borghi medievali e paesi arroccati sulla dorsale appenninica, con 400 abitanti di mediama in alcuni casi uno solo. Ed è tutt’altro che piccola: copre il 60% del territorio nazionale. A comporla sono i “Comuni Polvere”, quelli con meno di mille residenti e a rischio abbandono, o come dicono gli esperti “desertificazione demografica“. Una costellazione di piccoli nuclei urbani perlopiù montuosi o collinari che un tempo, prima della nascita delle grandi fabbriche, costituivano tessuti economici attivi grazie all’agricoltura, ma che dal secondo dopoguerra a oggi si sono via via spopolati e rischiano di scomparire completamente. A volte si sono trasformati in cittàfantasma, come il minuscolo borgo di Castiglioncello, sulla linea di confine tra Toscana e Emilia Romagna, deserto dagli anni 50, o Borgo Riena, in Sicilia, Orsetti in Veneto, Narbona nel Cuneense. Spesso, però, e particolarmente nell’ultimo quindicennio, le amministrazioni di queste realtà scarsamente popolate si sono organizzate per invogliare giovani e famiglie a ritornare, offrendo incentivi economici, fiscali, mettendo in vendita a 1 euro le case abbandonate o ricostruendo servizi laddove la desertificazione li aveva cancellati.

“In Italia sono circa 2.000 paesi che rientrano nella definizione di “Comuni Polvere”, racconta Silvia Passerini, architetto milanese tra i fondatori della Rete del ritorno ai luoghi abbandonati. “Collina e montagna, infatti, a differenza della costa, raramente possono contare sul turismo stagionale, elemento che mantiene vive le comunità più piccole, e perciò, dopo la Seconda Guerra Mondiale, hanno subito la cosiddettarapina delle montagne’: famiglie, cioè, emigrate a valle in cerca di uno stipendio fisso e un lavoro stabile”.

Tra le regioni italiane la più soggetta al rischio di desertificazione demografica è la Calabria (con il Molise), ma non c’è territorio, tra Penisola e isole, che non abbia dovuto fare i conti con l’urbanesimo, la migrazione della popolazione verso le città. “Gli effetti dell’abbandono delle comunità rurali sono molteplici: prima di tutto spariscono i servizi, dal fornaio all’insegnante, le scuole chiudono, i mezzi di trasporto diminuiscono – elenca Passerini – quindi, la popolazione cala, e a pagarne il prezzo è prima di tutto la democrazia”. In un paese di 200 abitanti, per vincere le elezioni basta una famiglia numerosa: “Il risultato è che in alcuni casi queste realtà tendono a trasformarsi in contee o signorie”.

A preservare il futuro delle piccole comunità, però, c’è il percorso inverso rispetto all’urbanesimo: il ritorno alla vita rurale. “Negli ultimi anni sempre più famiglie si sono stancate della frenesiadella città, e tanti giovani scelgono di ritornare a vivere nelle comunità rurali, portando con sé un’enorme ricchezza: il sapere acquisito studiando o lavorando nelle metropoli”. Per favorire il ripopolamento di un Comune polvere, quindi, le amministrazioni hanno lavorato d’ingegno, inventandosi incentivi o aiuti per convincerli a investire nella comunità. A Montesegale, 326 abitanti in provincia di Pavia, ad esempio, si è pensato di aprire un fornopubblico, per sopperire alla mancanza pane fresco sulla tavola dei cittadini: “La scarsità di servizi – ricorda Passerini – è un incentivo all’abbandono”. Riace, in Calabria, noto per il ritrovamento dei celebri Bronzi, invece, si è inventato l’ecoturismo: l’amministrazione si è fatta affidare le case abbandonate dagli emigrati e le affitta a prezzi ragionevoli ai turisti o ai migranti. Ancora, nelle Valli di Zeri c’è chi ha attivato una banca del tempo, ricompensando con sgravi fiscali i cittadini che si dedicano alla comunità, e a Cabella Ligure, in Val Borbera, paga meno tasse chi si offre di riqualificare il territorio, recuperando, ad esempio, edifici agricoli vuoti da tempo. Ancora, Soriano Calabro, zona Vibo Valentia, Paraloup in provincia di Cuneo e Varzi, nel pavese, hanno scelto di puntare sul rilancio dell’artigianato locale, mentre in città come Montieri, in Toscana o Carrega Ligure (Alessandria), si può comprare casa alprezzo di un caffè, 1 euro, purché ci si impegni a ristrutturarla. 

“Le iniziative pensate dai “Comuni Polvere” sono molteplici – spiega Passerini – e nascono tutte dal basso, dalla singola comunità, perché non esistono incentivi, a livello nazionale, per il ripopolamento di un’area a rischio abbandono”. A raccontarle è la Fiera nazionale del consumo critico “Fà la cosa giusta”, organizzata dall’associazione Terre di mezzo, che quest’anno si terrà a Milano dal 18 al 20 marzo. Tra i temi principali, appunto, il ritorno ai luoghi abbandonati d’Italia, con le storie e le esperienze di chi ha scelto di lasciare la città per riprendere la strada della collina o della montagna. “Censire i ritorni non è facile – racconta Passerini – perché sono scelte individuali, caso per caso. Come Rete, tuttavia, abbiamo creato tre Scuole del Ritorno in Italia, proprio per aiutare chi desidera abbandonare la vita metropolitana a realizzare il proprio sogno. Per guarire dalla frenesia, ritornando a fare da sé”. 

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Editing: Enzo C. Delli Quadri [divider]

 

 

 

 

 

 

7 Commenti

  1. Lodevole l’iniziativa che partendo dal basso è quindi sentita e vera, ma se non è sostenuta economicamente ed amministrativamente, non avrà vita lunga. Con la sola agricoltura collinare e montana, non si “ scavalla” il tempo di oggi, che ormai ha acceso bisogni e aspettative maggiori, cui è difficile rinunciare essendo quasi tutti TELEMATICAMENTE connessi in ogni recondito posto. Ma la speranza è tenace…

  2. Ciao Enzo, questa sera ho riletto l’articolo di cui sopra, ma la mia attenzione innanzitutto + che dall’articolo socio-politico è stata attratta essendone MENTALMENTE innamorata da giovane, ( come del suo grande talento così della potenza della sua Bacchetta) dal delicato ADAGETTO di Mahler, diretto da von KARAJAN, oltre che dalle evanescenti figure: la donna chi è? tua madre x caso? e il ragazzo? tu? l’uomo penso sia tuo padre- così di sfuggita mi pare d’aver visto nel tuo racconto su di lui- …insomma mi son lasciata trascinare in prevalenza dal BELLO:MUSICA E IMMAGINE, immersi in un paesaggio quasi fiabesco di boschi di larici e quindi non posso che lodare la REDAZIONE del godimento provato dal video annesso…solo dopo rileggendo l’articolo ne ho capito l’importanza e il peso. Devo confessare che la politica in genere poco mi PRENDE, ho avuto sempre tanto altro da fare e da dire in casa e a scuola, che questo settore non l’ho coltivato abbastanza…

  3. Hello,
    I now live in the United States I was born in Gamberale which is also becoming a very small abandoned farm Village … what will become of these small villages ? our house has been restored my parents would visit every summer for 3 months but now that they have gotten older they can no longer go back to our home town and there are so few people living there now I would hate to think that something would happen to the town and disappear can you keep me in your blog and let me know any information ….about these small villages
    Thank you,
    Adriana Bellisario
    Adrianabell@aol

    • Per i nostri amici italiani questa è la traduzione del messaggio di Adriana Belisario.
      “Io ora vivo negli Stati Uniti, sono nato a Gamberale che sta diventando un piccola fattoria abbandonata … cosa ne sarà di questi piccoli paesi? la nostra casa è stata restaurata; i miei genitori vorrebbero visitarla ogni estate per 3 mesi, ma ora che sono diventati più anziani non possono più tornare nella nostra città natale; ci sono così poche persone che vivono lì; mi dispiacerebbe pensare che la città potrebbe scomparire. Mi puoi mantenere nel vostro blog e farmi sapere qualcosa … .circa questi piccoli villaggi
      Grazie, Adriana Belisario”

      Risposta in inglese
      “Madam, unfortunately the situation of these small countries is very difficult. The population continues to decline and , at the moment, there are no good prospects for recovery. We work every day to raise awareness among our politicians to make decisions that saved our small countries .
      Risposta in italiano
      Gentile signora, purtroppo la situazione di questi piccoli paesi è molto difficile. La popolazione continua a decrescere e, al momento, non vi sono buone prospettive di ripresa. Noi operiamo tutti i giorni per sensibilizzare i nostri politici a prendere decisioni che salvino i nostri piccoli paesi.

  4. Bun girono Sto cercando un paesino che sia immerso tra i boschi nell’alto Molise, se c’è questa possibilità di avere una casa ad 1€ ben volentieri mi sposto dalla città, sono stufo della città.. Magari!! Ma dove posso prendere informazioni per sapere posti e pesi in cui poter avere questa situazione in cui mi danno casa ad 1€?

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