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Com’eravamo … Il malocchio, la stregoneria e la fattura

di Lucia Amicarelli [1]  

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

4 commenti

  1. Leonardo Tilli

    Splendida descrizione, ricca di particolari.
    Congrua anche la bibliografia e i richiami ad altri autori.
    Paolo Toschi, citato, il 21 gennaio del 1952, tenne un discorso commemorativo su GENNARO FINAMORE ” alla Società di Etnografia italiana in occasione della consegna dei carteggi e manoscritti del Finamore alla Società stessa.
    Per quanto riguarda la “scopa dietro la porta” anche io sapevo la motivazione esposta dall’autrice e cioè “per non fare entrare le streghe”!
    In precedenza, in questa sede ho letto, in un altro articolo di altro autore, una versione diversa e cioè che la scopa dietro la porta servisse ” per non fare uscire la strega”! Mi sembrò una versione poco attendibile in quanto la strega, se era già dentro, il male lo aveva già fatto. …
    (Sempre che , in quel testo, il verbo uscire non sia stato utilizzato con altro significato.)

  2. Leonardo Tilli

    A FRAINE (CH), il malocchio si incantava anche con nove chicchi di grano che, recitando simili formule, venivano lasciati cadere nel piatto con acqua.
    Si recitavano anche “PATER, AVE, E GLORIA” ad ogni chicco, mentre la formula di rito veniva ripetuta ogni tre chicchi, per tre volte.
    Alla fine, per bloccare l’effetto del malocchio, si metteva dentro il piatto, nell’acqua, una chiave di ferro e/o un coltello con il manico nero…. Questo, sia se si incantava con nove gocce di olio e sia se si incantava con i chicch di grano. All’ epoca mi dissero chr si poteva incantare il malocchio con qualsiasi cosa si avesse a disposizione, in campagna anche con la terra.
    Il messaggio che forse volevano darmi era che non avevano importsnza le cose che si avevano a disposizione ma le preghiere che si recitavano. A Fraine, si soleva incantare anche una ” cosa diversa” che si chiamava ” LA DISCENSA “. SI RIPETEVANO SEMPRE PREGHIERE MA VI ERA L’IMPOSIZIONE DELLE MANI SULLA FRONTE O SULLA TESTA E ANCHE SI PRATICAVANO MASSAGGI VIGOROSI CON ENTRAMBE LE MANI, I POLLICI, PARTENDO DAL CENTRO DELLA FRONTE E ANDANDO VERSO L’ESTERNO.
    Ho usati il carattere msiuscolo perchè di questa modalità si parlava poco, però a me sembra proposta dalle foto d’epoca riportate all’inizio del saggio proposto.

    • Grazie Leonardo, per i tuoi così accurati commenti che, se presi a sé stati, potrebbero benissimo essere trasmessi come articoli. per questo ti sollecito a non attendere i nostri articoli per avere lo spunto. Anticipali. Chissà quante cose hai da raccontare. Dai, provaci. Potresti attivare una tua rubrica del tipo “Succedeva a Fraine”

      • Quando si scrive con il telefonino gli errori di battitura … abbondano. Purtoppo alcuni giorni non riesco neppure ad accendere il portatile … Per il momento ringrazio e cordialmente saluto.

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