Coi binari fra le nuvole – L’incredibile sfida di un cervo ad un’ALn 663

Cronache dalla Transiberiana d’Italia, Tratte da libro COI  BINARI  FRA  LE  NUVOLE[1]  di Riccardo Finelli, edito dalla Neo Edizioni[2] di Castel di Sangro (AQ). 

La luce del giorno comincia pericolosamente a diminuire e ad Alfedena mancano ancora sette chilometri. Spediti quanto lo consentono le nostre vesciche, lungo i rettilinei che scendono verso la Valle del Sangro, arriviamo ad un lungo rettilineo, in cui credo d’individuare la scena di un episodio che tempo prima mi aveva raccontato Cesarino. La sfida incredibile di un cervo al mostro d’acciaio, incarnato per l’occasione da un’ALn 663. Una sfida rimasta nella memoria di ferrovieri e passeggeri.

Era il 2002 quando il macchinista del regionale Castel di Sangro -Sulmona, su cui viaggiava come sempre anche Cesarino, proprio in questo punto si trovò piantato in mezzo alla linea un cervo maschio. Lo stop, un colpo di clacson e un altro, poi un lento avvicinamento all’animale. Tutto inutile però. Finché il cervo, all’ennesimo colpo di clacson, non decise l’incredibile, iniziando la carica verso il trenino, in una corrida di morte contro le porte frontali dell’automotrice. A Sulmona il treno ci arrivò con le corna del cervo ancora appese fra i mantici della porta frontale dell’automotrice, come un pacchiano trofeo da safari. E qualcuno dice anche che quelle corna facciano ancora bella (?) mostra di sé in qualche angolo della rimessa treni.

Non fu un caso isolato quello del cervo. Lungo la tratta Roccaraso-Alfedena frontali di questo tipo erano all’ordine del giorno, anche con gli orsi. Nell’inverno del 1976, ad esempio, un orso venne travolto all’uscita della galleria che sbuca alla stazione di Sant’Ilario Sangro. L’ultimo incidente invece fu una beffa: tre cavalli investiti e uccisi il 25 settembre 2011, pochi mesi prima della sospensione della tratta, quando sui binari fra Sulmona e Castel di Sangro passava una sola coppia di treni al giorno.

Del resto ci stiamo avvicinando al Parco Nazionale d’Abruzzo, serbatoio di ungulati e plantigradi. La ferrovia dà la sensazione di inselvatichirsi metro dopo metro con l’avvicinarsi ai confini dell’area protetta. Lo si annusa anche dal rapido cambio di paesaggio, che mette gli altopiani alle nostre spalle e ci proietta fra rocce e prati brulli da spaghetti western.

Nella luce della sera che si assottiglia, tutto appare improvvisamente più rotondo. Le nuvole si alzano indemoniate come fumi d’incendio. Da qualche alpeggio scendono odore di neve e campanacci di mucche al pascolo, confusi con il campanile di Scontrone che batte le sette e mezza, abbarbicato sulla cresta che volge a mezzogiorno. Dopo l’ultima galleria della giornata, attraversiamo un Sangro festante, che zampilla bambino, mentre si accendono le luci di Alfedena: per molti porta del Parco Nazionale d’Abruzzo, per noi invece, almeno questa sera, porta di una camera d’albergo con birra, doccia, cena. E un letto, speriamo, comodo.

 

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Coi binari Copertina-libro[1] 320.000. Tante sono state le traversine che abbiamo calpestato durante il tragitto (per un totale di 120 km percorsi con 10 ore di camminata al giorno). Le ho contate con una buona approssimazione. Traversine di legno o, peggio, di cemento. Spesso, spessissimo, annegate in mezzo a sassi spigolosi da massicciata, distribuiti irregolarmente. Un massacro per i piedi, che si è aggiunto alla fatica muscolare e zuccherina della marcia………..

… … … leggendo le pagine che seguono mi sono reso conto che questo libro di fatica è pesantemente intriso. È stata la fatica da trekker della rotaia a cubare pensieri, tagliare parole e incastrare frasi a colpi di martello e flessibile. Una compagna di viaggio dunque che, sempre paradossalmente, si è rivelata musa per narrare di altre fatiche ben più pesanti delle nostre. Quelle degli uomini e delle donne che la Sulmona-Carpinone l’hanno costruita e fatta vivere con il proprio lavoro. (Stefano Cipriani)
[2] I edizione: luglio 2012 – Neo Edizioni Via Volturno, 2 – 67031 – Castel di Sangro (AQ) – info@neoedizioni.it – ww.neoedizioni.it 

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine

 

 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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