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Chiarina la spigolatrice

di Antonia Anna Pinna [1]

Anche a Villalago dopo il terremoto del 1915 costruirono un piccolo quartiere con baracche di legno come era avvenuto in altri paesi come Frattura e altri. La famiglia “d’le pesciare”  (venditore di pesce) era di quelle che ne abitava una con ben 13 figli. Vivevano della pesca che il capofamiglia riusciva a procacciarsi nei vari laghi della valle del Sagittario, che poi scambiava con i vari beni di consumo perché il denaro era una merce molto rara per tutti. La numerosa famiglia si ingegnava con tanti piccoli mestieri per aiutare a trovare il necessario. I figli maschi andavano a giornata nei campi o a fare la legna per cucinare o per riscaldare la casa.

Una delle figlie femmine Chiara, detta “Chiarina” era particolarmente bella e laboriosa. Si dava da fare in mille modi e aveva dei segreti che custodiva gelosamente. Tornava a casa sempre con la mandera piena di frutta e di semi commestibili. Quando raggiunse i 15 anni la mandarono a fare la spigolatrice nella piana del Fucino. La partenza per quei luoghi era una sorta di avventura perché si andava in gruppo e ogni ragazza aveva il fratello o il padre che vegliava sul suo onore. Il viaggio si faceva a piedi, naturalmente; passando per i tratturi che collegavano i vari centri dove c’era da lavorare. Il lavoro della spigolatrice era quello di raccogliere tutto ciò che sfuggiva alla trebbiatrice, era un durissimo lavoro e la ricompensa era tutto ciò che si riusciva a recuperare senza farsi sfuggire neanche il più piccolo chicco di grano, che poteva essere rivenduto, o usato dalla famiglia per il pane quotidiano. Chiarina era bravissima e imbattibile, e se uniamo a questo anche il fatto che era molto avvenente il fratello aveva il suo bel daffare a toglierle i mosconi di torno.

Un brutto giorno mentre toglieva dei chicchi dalla spiga una pagliuzza le si infilò nel’ occhio e, a forza di strofinarlo, lo impastò, come fosse stato un uovo sbattuto. Purtroppo il danno risultò gravissimo e nessuno riuscì a salvarglielo. Perse l’occhio; ma la sua giovane età la faceva apparire sempre bella e austera. Cominciava ad essere in età da marito e la famiglia temeva che con questa menomazione non avrebbe trovato un uomo valido. Lei non se ne curava e non dava confidenza a nessuno ma, il parroco imbeccato da qualcuno si mosse per trovare un giovane che non andasse troppo per il sottile. Si presentò a casa un uomo di un altro paese, appariva piuttosto rozzo e di aspetto mediocre ma chiese la mano della ragazza. Lei che parlava poco ma si faceva intendere bene; per tutta risposta gli disse chiaro chiaro; che se si doveva ubriacare voleva farlo con il vino buono! A buon intenditor…E così nessun altro pretendente si affacciò più alla sua casa e così la famiglia si rassegnò ad avere una figlia zitella.

Chiarina aveva molta voglia di lavorare e uno dei segreti che custodiva più gelosamente era quello delle villanelle (piccole mandorle) bianchissime. Nessuno sapeva dove andasse a raccoglierle perché usciva quando era ancora buio e le nascondeva in mezzo alle frasche che metteva in testa;  ha portato il suo segreto nella tomba.

Il suo mestiere ufficiale era dire le preghiere per i morti. Si recava a casa del defunto e finché non si faceva il funerale lei rimaneva accanto ai ceri che contornavano la salma e pregava e piangeva come se fosse un suo parente diretto in modo che la buon’anima fosse accolta in paradiso. Dopo il rito funebre, per una settimana di fila, andava al cimitero e continuava con i rosari e le preghiere e i pianti per ottenere il passaggio verso il cielo. Durante il periodo dei morti si faceva in quattro per accontentare tutti: si piazzava davanti alla tomba delle famiglie per sciorinare tutte le giaculatorie che prevedevano le sue scalette. Finalmente le davano l’obolo che stipava per le vere necessità.

Un giorno di novembre piovve in maniera eccezionale e la poveretta non si ritirava a casa. Il padre ed il fratello preoccupati, andarono a cercarla e la trovarono bellamente addormentata, per lungo, dentro un loculo vuoto. Per lei quello era il posto più tranquillo del mondo e ci si trovava a suo agio. Il cimitero era molto pulito a quei tempi e somigliava ad un giardino, c’era pace e serenità e lei ne assorbiva tutta l’essenza. Con l’avvento del progresso si comprò il televisore con cui intratteneva un dialogo esilarante, discuteva sulle questioni che non la convincevano e a volte strillava per ottenere una degna risposta.

Personaggi di un tempo sepolto, ma ancora vivi nella memoria perché sono stati protagonisti principali di un epoca non lontana nel tempo ma lontanissimi dal mondo di oggi. A volte basta fare una passeggiata tra amiche e una spolverata al passato la diamo sempre volentieri. Grazie Rossella, Antonietta, Adele, Piera.


[1]  Antonia Anna PinnaAbruzzese di Villalago (AQ), lavora in Banca d’Italia. Ama la scrittura e, in particolare, la poesia che nasce dal suo profondo amore per ogni forma di vita, dal suo essere donna, madre e moglie.

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright: Altosannio Magazine 

 

About Antonia Anna Pinna

Antonia Anna Pinna, Abruzzese di Villalago (AQ), lavora in Banca d’Italia. Ama la scrittura e, in particolare, la poesia che nasce dal suo profondo amore per ogni forma di vita, dal suo essere donna, madre e moglie.

5 commenti

  1. CARA ANTONIA ANNA PINNA, MI PIACE QUESTO RACCONTO PER LA GRAZIA E LA SEMPLICITà del personaggio-protagonista-, ma soprattutto per la forma “collaborativa” usata per significarlo… Come vorrei farlo anch’io … ho lanciato l’idea a qualche amica e paesana, ma non è stata raccolta… C’è un “personaggio”che ogni tanto stuzzica la mia fantasia e che vorrei ricordare in un racconto: una persona PARTICOLARE del paese”ANNA VRETTE” ERA CHIAMATA COSì DA TUTTI… CHISSà SE FOSSIMO STATE paesane, avremmo potuto collaborare con piacere reciproco…
    Intanto complimenti e te e alle amiche tue… e scrivi ancora…

  2. Antonia Anna Pinna

    Grazie Marisa, sei sempre generosa e cara. Sto cercando di riportare in superficie figure che sono state importanti per la nostra comunità e che stuzzicano la mia fantasia. Un abbraccio

  3. Flora Delli Quadri

    Complimenti, bellissimo racconto

    • Esther Delli Quadri

      Personaggi di un tempo lontano, hai detto giusto cara Antonia, che forse oggi possono apparire difficili da comprendere per noi. Ma, se li analizziamo a fondo, con la loro forza, la loro volontà, la loro rettitudine e semplicità di vita fanno impallidire tanti piccoli-grandi personaggetti, ahimé, idoli del nostro tempo.
      Continua a presentarcene e a narrarcene le vicende. Ci fanno bene all’anima! Grazie!

      • Antonia Anna Pinna

        Questi personaggi rivivono quando riesco a parlare con le persone più grandi che ci hanno vissuto insieme. Spero di trovare ancora risposte

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