Checco Zalone e il Molise

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A cura di Enzo C. Delli Quadri

Checco-Zalone-in-Sole-a-catinelle
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Il successo stratosferico di Checco Zalone ha costretto le Tv a riproporre i suoi film di successo. Tra questi, Sole Catinelle. Chi l’ha visto, avrà notato cosa il comico, il produttore e il regista pensino del Molise: una landa desolata popolata da soli anziani. Ha voglia il personaggio interpretato da Zalone a cercare un bambino che giochi con suo figlio; il massimo del divertimento del bambino è partecipare alla processione del paese celebrata da un prete e uomini e donne categoricamente ultrasettantenni.

Giusta l’ironia di Valerio Mancini [1] che tempo fa scriveva:

Nell’intero Novecento soltanto qualche borgo molisano è stato omaggiato da solenni citazioni. All’ilarità (bonaria) di Alberto Sordi sono legate le più note, come il monicelliano Fra’ Cipolla da Frosolone o la vacanza a Capracotta nel “Conte Max”. Finché nello scorso autunno un guitto pugliese ha colmato la lacuna ridicolizzando tutto il Molise, nel suo insieme.

I mesi trascorsi hanno svelenito le polemiche, ma anche fatto tramontare la certezza espressa da chi vedeva nel film, a quanto pare foraggiato anche dalle casse molisane (sic), un’irrepetibile occasione di promozione per il territorio. Tra gli ottimisti, c’era chi non era proprio disinteressato (comparse, consulenti della casa di produzione, ecc.), ma anche – e qui la cosa è più grave – alcuni amministratori regionali, che si sono persino complimentati con i promotori dell’incantesimo molisano in celluloide. Nel più puro autolesionismo.

A loro consigliamo la visione di ben altre operazioni di marketing territoriale. Ad esempio quella che di recente ha compiuto la splendida riserva del Parco delle Cascate di Molina, in Veneto, presente nel video del brano “Quando una stella muore” di Giorgia, primo nelle hit. Grazie alle quasi quattro milioni di visualizzazioni in poche settimane solo su Youtube, i risultati turistici per il sito sono davvero concreti. Per non parlare della “Grande bellezza” di Sorrentino, che rilancerà l’immagine storica di Roma anche durante la notte degli Oscar.

Per il Molise, invece, la domanda è d’obbligo: ci saranno locande e parcheggi sufficienti per accogliere le legioni di turisti che punteranno verso i nostri territori grazie al film di Zalone? Per evitare un maxi-ingorgo di pellegrini cinefili tra Ceppagna e Venafro, non converrà sbrigarsi con quest’autostrada San Vittore-Termoli, al limite ai ritmi (e ai costi) della metropolitana C di Roma e con la regia di altri “Salvatori della Patria”, i romani dell’Anas?

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[1] Valerio Mancini, Professore in pensione che si diletta a scrivere ogni tanto per la sua terra, nutrendo avversità innata per le ingiustizie.

[divider] Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine [divider]

 

 

 

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