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C’era una volta Castel di Sangro, Serenata Maggiulina

 “Nu vecchie che ce more è come ‘na biblioteca che ci’abbruscia”

serenata

Serenata Maggiulina

Musica Lorenzo Mannarelli[1]
Versi: Domenico Rossi

E ll’aria va serena, va serena
mmena sciure.

E tu che stiè a durmì, che stiè a durmì,
mo’ svejete, Marì, Marì.
Pe tti sta serentata, sta serenata,
bellezza amata, amata.

E sotte a stu balcone,
pe tti canta stu core,
pe tti capille d’ore,
Marì, Marì Marì.

E ll’aria va serena, va serena
mmena sciure.

Sta luna pure vò, pure vò
che tu te svije mò, te svije mò,
pe tti schitta è venute, schitta è venute
ru ragge pe salute.

Ma saje nu salute
cchiù forte da stu core,
a tti, bellezza, amore,
Marì, Marì, Marì.

E ll’aria va serena, va serena
mmena sciure.

E n’ombra j’vede già, j’vede già
che s’avvicina e sta, avvicina e sta:
ssi tu, faccela amata, faccela amata,
arrete a ssa vetrata.

Pe st’atia maggiulina
j’manne a tti, bellezza,
stu vasce a e sta carezza
Marì, Marì, Marì

 

 

Serenata Maggiolina

E l’aria va serena, va serena
sparge fiori

E tu che stai a dormire, che stai a dormire,
or svegliati, Maria, Marì.
Per te questa serenata, questa serenata,
bellezza amata, amata.

E sotto a questo balcone
per te canta questo cuore
per i tuoi capelli d’oro
Maria, Maria, Marì

E l’aria va serena, va serena
sparge fiori

Questa luna pur vuole, pur vuole
che tu ti svegli adesso, ti svegli adesso
per te solo è venuta, solo per te
Un raggio per un saluto.

Ma sale un saluto
più forte da questo cuore
a te bellezza, amore,
Maria, Maria, Marì.
E l’aria va serena, va serena
sparge fiori

E un’ombra già io vedo, già io vedo
che s’avvicina e sta, s’avvicina e sta:
sei tu visetto amato, visetto amato,
dietro alla vetrata.

Per quest’aria maggiolina
io mando a te bellezza
un bacio e una carezza
Maria, Maria, Marì

E l’aria va serena, va serena
sparge fiori

 

 

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Tratto dal Libro di Carlo Fiocca[2] edito da Neo Edizioni[3] di Castel di Sangro (AQ). Le foto sono state selezionate e aggiunte da Enzo C. Delli Quadri

 

 

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[1] Lorenzo Mannarelli. Un uomo piccolino di statura, ma dotato di un naso robusto, che era la gioia dei caricaturisti dell’epoca. Faceva il sarto e conosceva la musica, per cui diresse per anni il Gruppo Folcloristico di Castello, che riscuoteva buoni successi. Compose anche alcune belle canzoni, che sono rimaste nel repertorio della nostra cittadina. Era permaloso, si offendeva facilmente e quando accadeva qualcosa di spiacevole per lui, abbandonava il campo, se ne andava, per cui con la santa pazienza e con le blandizie bisognava riuscire a ricucire lo strappo.

[2] Sono di puro sangue castellano ed ho sempre amato il mio paese di origine. Ho vissuto in esso, affascinato dalla intelligenza e dalla mentalità  aperta dei miei concittadini. Possiamo dirci orgogliosi che i nomi di tanti castellani hanno travalicato i confini nazionali. Oggi Castel di Sangro è una bella cittadina ed io ne ricordo gli aspetti caratteristici di quando era solo paese. Scomparsa la mia generazione, non rimarrà più nulla delle tantissime cose, che avvenivano allora e che ogni giorno costituivano la vita di tutti. A mio avviso la storia di una comunità deve essere conosciuta dai suoi figli. Ho scritto queste pagine unicamente perché rimanga una traccia di come vivevano i nostri padri, perché le future generazioni siano edotte circa le loro origini e ne traggano semmai insegnamento (Carlo Fiocca)

[3] I edizione: agosto 2012 – Neo Edizioni Via Volturno, 2 – 67031 – Castel di Sangro (AQ) – info@neoedizioni.it – ww.neoedizioni.it

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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