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C’ERA UNA VOLTA CASTEL DI SANGRO… … … UOMINI ILLUSTRI

Tratto dal Libro di Carlo Fiocca[1] edito da Neo Edizioni di Castel di Sangro (AQ)

 “Nu vecchie che ce more è come ‘na biblioteca che ci’abbruscia”

 

Castel di Sangro, secondo quanto egregiamente scrisse l’Arciprete don Francesco Catullo nel suo libro “Tesori ignorati”,  ha dato i natali a:

ODERISIO DE SANGRO

Abate di Montecassino. Fu insignito della porpora cardinalizia dal pontefice Pasquale II con il titolo di Diacono di Santa Agata della Suburra (1111).

Non sono numerose le notizie sulla sua vita. La austera e religiosa vita claustrale non spense in Oderisio la natura focosa del personaggio. Fu uomo con la fama di grande eloquenza e dottrina. Autore di un volume di sermoni, purtroppo non pervenuto. Era dotato allo stesso tempo di talenti militari, che dimostrò, entrando in contrasto con il papa Onorio II: non era andato a rendergli omaggio.

GENTILE DE SANGRO

Nato il 18 settembre 1378 da nobile famiglia napoletana, di origine abruzzese. Fu creato Cardinale Diacono del Titolo di San Adriano al Foro. Uomo erudito nelle lettere e nel diritto, scrisse diversi trattati. Fu giustiziato a Genova nel dicembre 1386 per ordine di Urbano VI insieme ad altri quattro cardinali, rei di aver cospirato contro la sua persona.

AMICO DI BARTOLOMEO

Insigne scultore (1423).

Della FAMIGLIA DE PETRA ricordiamo:

MICHELE DE PETRA

Nipote di Carlo, duca di Vastogirardi. Insigne giurista (1464)

PIETRO DE PETRA

Dottore in Diritto Civile e Canonico (1464). Autore di un famoso trattato sui Fedecommessi.

DIEGO DE PETRA

Figlio di Vincenzo. Regio Consigliere e Cappellano maggiore in Napoli. Eletto vescovo dei Marsi, celebrò un sinodo. Divenne poi Arcivescovo di Sorrento il 29/4/1680. In via De Petra (via Valgelata) a Castel di Sangro è presente tuttora il palazzo baronale.

DONATO CANOFILO

Giureconsulto (1499).

MANFREDO CANOFILO

Vescovo di Trivento (1523).

GIOVAN BATTISTA MINOTTI

Illustre giureconsulto. Nominato dall’Imperatore Carlo V nel 1545 “Nobile del Sacro Romano Impero”.

ANGELO FAGGIO

Elegante poeta latino e per tre volte Abate di Montecassino (1559). Religioso e studioso di filosofia, poesia e teologia, partecipò al Concilio di Trento, dove quei Padri lo invitarono per ascoltarne la parola dotta e illuminata.

GIUSEPPE LIBERATORE

Clinico di grande fama.

NICOLA MANCINI

Grandissimo chirurgo. Direttore dell’Ospedale Santa Maria della Fede. Professore di Chirurgia Teoretica alla Università di Napoli. Fece per primo il taglio cesareo nell’Ospedale degli Incurabili.

ADAMO PETRARCA

Cultore di Lettere e Scienze Mediche. Patriota, cospiratore e carbonaro sin dai moti del 1820. Subì l’esilio a Firenze, il carcere a Napoli e a Roma e la reclusione a vita a Civita Castellana, dove morì all’età di 39 anni (1841).

NICOLA PITOCCO

Pittore eccelso della Scuola Napoletana. Coetaneo del Patini (1872).

GIUSTINO FIOCCA

(1821-1877) Ingegnere civile. Fece opere in Italia, Francia, Inghilterra e Africa: a Parigi il ponte “Alma” sulla Senna, in Inghilterra il ponte “Chester” sul Delf, in Africa dei ponti sul Nilo.

CLEMENTE MARCHIONNA

Illuminato Sindaco per decenni.

TEOFILO PATINI

Nato a Castel di Sangro il 5/5/1840. Il padre Giuseppe, notaio, lo avviò agli studi letterari nella scuola sulmonese di Leopoldo Dorrucci, antiborbonico e Panfilo Serafini, studioso patriota. L’influenza dei due maestri risultò fondamentale per la crescita della sua cultura e le inclinazioni patriottiche, umanitarie e sociali. Abbandonò la facoltà di Filosofia nell’Università di Napoli, per studiare pittura nell’Accademia di Belle Arti. Dopo aver affrontato temi desunti dalla storia, dipingendo Masaniello e Salvator Rosa, visse il periodo della unificazione nazionale e della repressione del brigantaggio. Nel 1873 tornò a Castel di Sangro ed approfondì le sue ricerche in opere, che miravano a tradurre in chiave personale le tematiche ispirategli dalle condizioni di immiserimento della gente e dei suoi luoghi.

Nacquero nel ’70 “Prima lezione di equitazione”, “La catena”, “I tre orfani” testimonianze della immagine familiare di allora, della caccia ai briganti e della miseranda condizione  di vita dei suoi concittadini.

Seguì nel 1880 “L’erede”, la più celebre delle sue opere.

Approfondì ancora l’analisi della realtà della sua terra natale con “Vanga e latte” e “Bestie da soma”.

Le due stupende opere, con “L’erede”, costituirono quella che egli stesso definì la “Trilogia”.

Con essa il Patini, garibaldino, volle rappresentare non la semplice sofferenza della sua gente, ma una protesta contro la cattiva gestione dell’unità d’Italia, attraverso la quale il nord aveva depauperato l’Italia centrale e meridionale.

Diresse la Scuola di Arti e Mestieri a L’Aquila.

Tutta la produzione di temi sacri fu in Patini ispirata dal suo profondo interesse per il messaggio evangelico, ma non suggerita da una vera e propria professione religiosa o confessionale.

Rimase un convinto massone.

Uno degli ultimi successi nel 1905 fu l’incarico, affidatogli dal Ministero della Pubblica Istruzione, di affrescare l’Aula Magna della Università di Napoli.

Morì il 16/11/1906 per un ictus cerebrale.

ANTONIO FIOCCA

(1914) Magistrato per 48 anni e Senatore del Regno nel 1906. Rivestì le cariche di: sostituto procuratore generale presso le Corti di Appello di Messina, Ancona, Napoli e presso la Corte di Cassazione di Roma. Divenne poi Consigliere della stessa Corte e Presidente di Sezione.

AURELIO  BALZANO

(1802–1830) Letterato e patriota, accusato di attività carbonara. Fu esiliato e morì in carcere.

VINCENZO BALZANO

Magistrato: da uditore giudiziario presso il Tribunale di Sulmona nel 1893 giunse alla carica di Presidente di Sezione di Cassazione nel 1936. Studioso tenace fu impegnato nella amministratore della giustizia e nella diffusione del sapere.

Scrittore e storico con la passione profonda per la ricerca della verità nei tempi andati. Amò legare l’avvenire al passato e svelare l’anima nascosta dei luoghi della sua terra.

Nel 1942, dopo circa trenta anni di paziente lavoro, diffuse fra gli studiosi la sua opera maggiore: “La vita di un Comune del Reame. Castel di Sangro”.

È una fonte inesauribile della vita di allora della nostra cittadina.

COSIMO SAVASTANO

Nato a Castel di Sangro nel 1939. Laureato in Lettere Moderne presso l’Università di Napoli.

Frequentò l’Accademia di Belle Arti, conseguendovi un premio nel 1962. Cultore della poesia dialettale abruzzese, per suo merito elevata a “dignità poetica senza confini” ed autore di svariate pubblicazioni.

Storico e critico d’arte, si è interessato della pittura dell’Otto- Novecento specie dei Maestri di origine abruzzese, sui quali ha pubblicato la maggior parte dei suoi volumi, ha tenuto conferenze, curato mostre ed organizzato convegni per incarico di Enti pubblici e privati.

Esperto richiestissimo da Amministrazioni Regionali, Provinciali e locali, dai maggiori Istituti di Credito, dalle più accreditate Case d’asta (Christie’s, Roma–London), dai più qualificati galleristi e collezionisti non solo italiani, oltreché dalla Soprintendenza B.A.A.A.S. de L’Aquila.

Per anni ha rivolto il suo particolare interesse a Teofilo Patini, per la rilettura e la più diffusa conoscenza delle sua arte, traducendolo in oltre quindici opere letterarie, relative esclusivamente al Pittore, di cui alcune veramente poderose. Svariate decine di pubblicazioni sono poi quelle sui Maestri dell’Ottocento, le monografie sui pittori e scultori del Novecento e contemporanei.

Ricordiamo inoltre gli innumerevoli volumi di argomento storico, artistico, letterario ed antropologico. Non si contano anche i premi come vincitore di Concorsi di poesia anche nazionali e come riconoscimento alla straordinaria e feconda carriera. Vive e lavora “sulle sudate carte” nella sua città natale.


[1] Sono di puro sangue castellano ed ho sempre amato il mio paese di origine. Ho vissuto in esso, affascinato dalla intelligenza e dalla mentalità  aperta dei miei concittadini. Possiamo dirci orgogliosi che i nomi di tanti castellani hanno travalicato i confini nazionali. Oggi Castel di Sangro è una bella cittadina ed io ne ricordo gli aspetti caratteristici di quando era solo paese. Scomparsa la mia generazione, non rimarrà più nulla delle tantissime cose, che avvenivano allora e che ogni giorno costituivano la vita di tutti. A mio avviso la storia di una comunità deve essere conosciuta dai suoi figli. Ho scritto queste pagine unicamente perché rimanga una traccia di come vivevano i nostri padri, perché le future generazioni siano edotte circa le loro origini e ne traggano semmai insegnamento.

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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