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Poesie

La riéafra (l’accumulo di neve)

di Gerardo Antonio Marinelli [1] Bianga e jelàta mendre spulverizz’iàia s’artravòlda, se méue, s’allònga e m’s’ammundan’iàia Bianca e gelata Mentre cade vorticosamente si rivolta, si muove, si allunga e si ammonticchia Se scròia e s’arcumbònne gne la sciàima, s’arravòglia, se alza e ss’abbàssa che nu mumènde. Si nasconde e si …

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É cett’ p’ partòje (È presto per partire)

di Antonio Gerardo Marinelli É CETT’ P’ PARTÒJE É cett’! Nz’ vo’ apròje manghe la v’rrecchia  Pìure la porta se métte a cummet’re. É cett’! Aja partòje mademane, mademane aja partòje. É cett’ pe partòje. Na tòina sotta a ru scudelleare, na sciacquata de faccia a ru uacciòile e n’alfa …

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Sguardi sbiaditi

Versi di Duilio Martino [1] Sguardi sbiaditi  Poesia è il sonno che di notte sfuma, gli occhi d’un vecchio che nell’acre ascesa mastica il buio che annuncia la resa del muto mirto che non gemma più. Poesia è madre che, spento il cervello, afflitta fissa le sfuocate foto dei figli persi …

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Due poesie per Monte Campo: Amelia Rosselli ed Elvira Santilli, ermetismo e tradizione

di Francesco Mendozzi Una delle scoperte più rilevanti che mi vanto di aver compiuto coi miei studi è stata quella riguardante il soggiorno capracottese di Amelia Rosselli (1930-1996), grandissima rappresentante della cosiddetta generazione degli anni Trenta, che ha dato i natali a Umberto Eco, Giovanni Raboni o Alda Merini. Ciò …

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La Sciufelarella (Racconto e Poesia)

Le mie vacanze di natale di tanti anni fa in un villaggio ai piedi del Gran Sasso d’Italia (simile ai tanti dell’Altosannio) di Giuseppe Lalli ASSERGI (L’Aquila) – Quando frequentavo le scuole elementari, al paese, all’approssimarsi delle festività natalizie, la maestra ci faceva preparare per tempo il presepe in classe, insieme all’albero …

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La Befanə

Poesia di Rodrigo Cieri tratta dal suo libro “Memoria è Anima”  Campobasso 2017. La Befanə Da uaglionə aspettavə la Befanə pe’ la surpresə dentrə a la calzettə che, chienə de speranzə, avé la serə ‘nnanzə appesə a lu caminə pe’ddò la vecchiarellə zə calavə lassennə a piacimentə pə’ognunə lu premiə …

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N’docciata

di Esther Delli Quadri N’docciata Al crepitìo delle fiaccole nascondimi, incantato pastore, sotto il tuo nero mantello. Protetti dalla sua notte mostrami i cari volti della mia infanzia sorridenti e felici. Avvolgi il mio presepio di scintille infuocate nel turbinio di neve gelata. Inondami di fragranze di zucchero e di …

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Rapsodia d’autunno.

di Esther Delli Quadri Autunno italiano. Agnone si veste di nebbia, diventa leggera, traspare da un velo. Indistinto, l’antico rintocco s’involava nel bianco. Si perde. Nel bosco brumoso su argentea corteccia una lacrima scivola lenta. Poi, resta in  attesa, sospesa, una gemma  d’inverno. E mentre il mattino lo veste di …

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Nebbia di Novembre

Lattiginoso il bianco mar di nebbia  s’insinua ovunque  S’empiono valli e colli di umido silenzio. Tutto è ovattato qual ricordo lontano  Tutto sparisce all’ affannato sguardo  come dal cuor l’amore.  Le mani e l’ anima  di lacrime e di nebbia  restano intrise. Sol col sole spariscono il bagnato e l’affanno. …

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Casetta Abbandonata

di Gabriele Mosca [1] tratto dal libro “A la Mereca” [2] Casetta abbandonata Abbandonata in fondo ad un boschetto c’è la vecchia casa dove sono nato; da quando, per emigrare, l’ho lasciata, il nido ci va a fare una rondine. O rondine, uccello migratore, ogni anno quando lasci questa casetta, lontano …

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La valigia

di Gabriele Mosca [1]   La valigia Tra tanti cocci vecchi, in un angolino della soffitta ci ho ritrovato questa valigia rotta ed impolverata, che dentro a quello spazio piccolino, insieme a due stracci vecchi ci ha portato: la nostalgia della lontananza, le pene, i sospiri e la speranza di …

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San Bernardino in Agnone: il ciliegio

di Massimo Gargiulo[1] IL CILIEGIO Laggiù, verso il fondovalle a piè di Agnone ove serpeggia gorgogliando il placido Verrino, pallido ed effimero un prunus avium fioriva nel tenero maggio molisano.       E quando rosseggiavano i grappoli di turgide ciliegie, un nugoletto di scavezzacolli, come passeri frullanti, scendeva furtivo …

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San Bernardino in Agnone nei versi nostalgici di un suo convittore

di Massimo Gargiulo [1] I CONVITTORI Ricordi, Alfredo , quelle prime notti di prorompente primavera ? Stavamo sporti alla finestra della camerata, puzzolente di piedi e scarpe fradice di cento convittori, per respirare il balsamo fresco e fragrante di profumi d’erbe e di ciliegi. Intimiditi dalla luce bianca della Luna, …

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