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Racconti

Ero radici e rami e foglie ….

Racconto di Gustavo Tempesta Petresine  Un giorno… …Pensavo da albero, percorrendo a ritroso la vita passata. Non la rimpiangevo. Ero: radici e rami e foglie stormite dal vento. Fu un giorno ormai da me lontano – fu, perché quella realtà è morta e non mi appartiene, ormai – quello in …

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Nonna Raccontami – Ricordi e aneddoti

Racconto di Federico Mirra [1] Tra gli anni Cinquanta e gli anni Sessanta del secolo scorso, la povertà era ancora presente quasi ovunque. Erano pochissime le persone che potevano permettersi di vivere una vita modesta, e ancora meno quelle che potevano permettersi qualche lusso. Generalmente chi riusciva a vivere una vita …

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La finestra sull’anima

Racconto di Esther Delli Quadri Ci sono luoghi che si aprono su notti buie illuminate da bianca luce spettrale, dove le ore scorrono piene di nulla senza altra traccia lasciare se non l’estrema noia che le scandisce. Ci sono luoghi dove il miele scorre come per il bambino il latte dolce …

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Quel treno fuori mano al 20 bis

di Gustavo Tempesta Petresine [1] Qui si parla di un anziano padre, con il figlio che lo segue, mentre cerca di raggiungere, senza riuscirci, il binario 20bis, da cui parte il Roma-Campobasso, posto a quasi un km, dall’ingresso di Stazione Termini   Papà, dove corri; aspetta! Ci hai quasi settant’anni; …

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Fiori

Storie fantastiche dal cratere aquilano  di Luigi Fiammata [1] (Nota di Enzo C. Delli Quadri: Questo racconto non ha come sfondo il nostro paesaggio dell’Altosannio, ma ha piena assonanza con altri nostri racconti, per il tema trattato, quello della solitudine e dell’amore per la natura, elementi di cui il nostro …

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Il Mondo di Maria – Il ragazzo di Bugnara

Maria Delli Quadri [1]  Ho letto, con grande emozione, una poesia: “la casa mé” composta da un bambino di terza elementare, Giuseppe, che, all’ombra del castello, rivolge al suo paese (Bugnara- AQ) un accorato appello: l’augurio per sé di non dover lasciare mai il luogo dove è nato, dove ha imparato …

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Memorie d’acqua e di roccia

Scritto da Beatrice Sabatini [1] A Riccardo. E alla città che porta l’acqua nel suo stesso nome. Un’alta e nuda parete di roccia calcarea, che cede il suo chiaro oro diurno al rosso acceso dei nitidi tramonti, incendiandosi di un fuoco effimero contro l’azzurro puro del cielo montano. Questo è …

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