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Caro Liceo di Agnone … …

di Maria Delli Quadri

Custode Carlomagno al centro, con gli occhiali; alla sua sinistra Maria Di Loreto Barrassi
Custode Carlomagno al centro; alla sua sinistra Maria Di Loreto Barrassi

In risposta alla bella lettera apparsa sull’ultimo numero dell’Eco: CARO LICEO, PER NOI RESTI IL MIGLIORE,  di Annarita, Arianna e Davide, tre alunni del terzo anno, mi piacerebbe aggiungere qualche timida riflessione.

Mi ha rincuorato molto leggere queste note accorate da voi espresse ed affidate al nostro prestigioso giornale: esse mi hanno fatto capire che tra i ragazzi di oggi, non tutti ragionano con la mente collettiva. Sono stata insegnante per 42 anni e conosco bene i meccanismi e le evoluzioni della mentalità giovanile.
Mi chiamo Maria Delli Quadri, sono agnonese doc, sono stata  anch’io una quasi pioniera di questo nobile istituto, essendovi entrata nel 1949.
Allora si chiamava LICEO COMUNALE. Il mio nome è scritto anch’esso su quel famoso libro elenco da voi citato, fino al 1954, anno della maturità, quando per sostenere gli orali dovemmo recarci a Campobasso, dove nel frattempo era sorto un istituto similare: il Liceo Romita.
Pioniera, si, per mancanza di mezzi, di libri, di sussidi didattici e statali, di riscaldamento, (solo con un braciere ardente di mattina, quasi spento all’ una)), con le mani ghiacciate che si rifiutavano di maneggiare penne o matite, con i piedi congelati nelle scarpe spesso bagnate… . Pagavamo 4000 lire al mese più 175 lire per la ricevuta (il liceo era parificato) e ogni volta erano dolori essere in regola. Gli ispettori ministeriali arrivavano dalla capitale puntuali come la morte e si davano arie, ci interrogavano, volevano sapere tutto di matematica, fisica o chimica, a volte di latino o di storia. E noi piccoli piccoli diventavamo; anche i più sfacciati e pronti  non avevano più l’uso della parola. Eppure per noi  il traguardo era lì, in fondo, a portata di  mano e tutti tendevamo alla meta finale con fiducia e speranza in un avvenire  che stavamo costruendo con tenacia e forza, tutti tesi a migliorare il nostro stato. E Lui, il Liceo, ci ha aiutati, ci ha tirati fuori dall’anonimato ci ha incoraggiati, ci ha forgiati ci ha dato la possibilità di eccellere in alcuni campi, di farci valere in altri.
Leggo di come oggi la scuola spesso sia denigrata: chi fa questo ignora che la classe dei professionisti agnonesi, salvo qualche eccezione, è uscita da essa, si è fatta onore in tutti i campi. La Cultura è un marchio indelebile: noi  lo abbiamo acquistato in altri tempi e non lo abbiamo mai più smarrito.
Seguite anche voi le nostre orme, senza dubbi, ma con la voglia di fare, di realizzare i vostri sogni, di credere nelle vostre potenzialità, valorizzate dallo studio che questa scuola vi consente.
Infine il mio pensiero va a colei che è stata tra i fondatori del liceo, la più attiva come docente di francese, la più dinamica come preside, a lungo vissuta fra  i muri di questa gloriosa scuola alla quale ha dedicato tutta la vita: Custode Carlomagno (la chiamavamo affettuosamente Custodina). Io, sua alunna per cinque anni, l’ho ricordata con un racconto: http://www.altosannio.it/custodina-di-maria-delli-quadri/. Un’altra donna ha dato lustro al vecchio Liceo comunale, oggi “Giovanni Paolo Primo”: la prof. Maria Di Loreto Barrassi: due donne, due emblemi  di modernità e  di professionalità, ._____________________________
[1] Maria Delli Quadri, Molisana di Agnone (IS), già Prof.ssa di Lettere oggi in pensione. Ama la musica, la lettura e l’espressione scritta dei suoi sentimenti.

About Maria Delli Quadri

Maria Delli Quadri, Molisana di Agnone (IS), già Prof.ssa di Lettere. Amava la musica, la lettura e l'espressione scritta dei suoi sentimenti.

Un commento

  1. Mercede Carlomagno

    Grazie Maria per aver raccolto lo sfogo dei liceali di oggi è per aver ricordato i sacrifici di quei coraggiosi pionieri, grazie a loro abbiamo potuto studiare grazie ai loro insegnamenti affermarci nel campo del lavoro.

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