CAPRACOTTA: I PERCHÈ DI UN RECORD

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2023

di Flora Delli Quadri

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Lo “Stau” è una parola tedesca che significa “coda”, “ristagno” e indica un vento di risalita che si presenta quando una corrente d’aria, nel superare una catena montuosa, perde parte della propria umidità che si accumula sulle località poste in prossimità delle catene montuose. Tale umidità, nei mesi invernali o nei cambi di stagione, si raccoglie e condensa determinando copiose nevicate o piogge intense.

Cadevano i primi fiocchi e gli abitanti del paese, abituati da sempre a valutare ad occhio la portata dei fenomeni nevosi, già giuravano, in quel pomeriggio del 5 marzo 2015, che stavolta le condizioni meteorologiche sarebbero state eccezionali: nel giro di qualche ora i portoni sarebbero stati sommersi e gli abitanti prigionieri in casa. D’accordo, sarebbero rimasti chiusi dentro come al solito,  una neve che non ha riguardi per le persone anziane, ma  grande considerazione per le piste da sci.

Non sapevano però, i pochi abitanti di Capracotta, che 26 cm di neve in più rispetto al record mondiale li avrebbe fatti salire agli onori della cronaca mondiale.

I dati statistici dicono che è proprio l’Abruzzo-Molise la zona del MONDO in cui si verificano le più abbondanti nevicate in breve tempo, cioè nell’arco di 24 o 48 ore.  Qui  il Monte Amaro (m 2.793 , cima della Majella), il Monte Meta (m 2.240, cima dei monti della Meta) e in misura minore il Monte Capraro (1730 metri) fronteggiano pressoché perpendicolarmente i freddi venti balcanici che spirano da nord-est.

stau3Il fenomeno è tipico delle zone dove vi sono montagne che arrivano ad altissima quota ma che sono anche vicinissime al mare, quasi a strapiombo. Panorama tipico di regioni quali la Liguria e la Toscana per il versante tirrenico, e Marche, Abruzzi e Molise per  il versante adriatico. Non a caso i fenomeni meteorologici più intensi e distruttivi degli ultimi tempi si sono verificati proprio in queste regioni.

In nessun altro posto del mondo esistono fattori simili a quelli della costa abruzzese-molisana: la vicinanza del mare Adriatico, la perpendicolarità della costa rispetto alla direzione del vento di nord-est, il perfetto allineamento parallelo alla costa di queste alture  e, non ultima, la vicinanza del Mar Mediterraneo che, mite e umido com’è,  alimenta l’energia che genera precipitazioni abbondanti.
L’insieme di tutti questi fattori provoca, in condizioni particolari, nevicate di portata eccezionale.

Ecco quindi spiegato il perché, nel giro di un solo giorno, i giornali di tutto il mondo hanno potuto mettere in prima pagina il fenomeno “Capracotta”, il piccolo paese della provincia di Isernia dove le persone escono dalle finestre e dove, per uscire da casa, si scavano grotte.

Molise, due metri di neve a Capracotta: si esce dalla finestra

Un portone letteralmente sommerso dalla neve

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*Fonte dati e foto: MeteoWeb.eu 
**Trattandosi di un articolo divulgativo, sono stati trascurati volontariamente alcuni dati scientifici che avrebbero appesantito il testo rendendolo poco comprensibile ai più.
***Se l’accumulo di Capracotta alla fine verrà verificato, supererebbe di 26 cm il record mondiale assoluto (230cm, Monte Ibuki, Giappone, 14 febbraio 1927) e di quello relativo (193 cm a Silver Lake, Colorado, 1921), misurazione che detiene ancora il record per il lasso di tempo di 24 ore.

Editing: Flora Delli Quadri 

1 COMMENTO

  1. GRAZIA FATTA SANTO GABBATO !non c’entra niente -lo so- con la neve di ieri, né con quella da record di CAPRACOTTA del 2015; ma questo solo per dire che l’uomo dimentica facilmente gli eventi specie –e fortunatamente-se non lasciano tracce feroci di dolore … E si vede che a Capracotta la nevicata abbondante da record ha lasciato quasi una scia piacevole : 26 CM DI NEVE IN PIÙ RISPETTO AL RECORD MONDIALE LI HA FATTI SALIRE AGLI ONORI DELLA CRONACA MONDIALE. Che spot pubblicitario ! vuoi mettere questa cosa a paragone dei disagi subiti,quali dover uscire da gallerie di neve, o dover restare chiusi in casa per più giorni o uscire dalle finestre ecc ecc?!… Tali disagi —da gente forte e usa a spalare la neve o il ghiaccio da sempre, con le naturali incombenze e con i danni derivanti all’agricoltura quando fenomeni del genere si verifichino magari all’inizio ed oltre la primavera, —vengono inconsciamente archiviati nella memoria e forse verrebbero rimossi addirittura se le FONTI METEO NON LE REGISTRASSERO E SE OGGI LA PROF DELLI QUADRI non ce lo avesse puntualmente ed autorevolmente ricordato.

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