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Capracotta 1888 – 1937: la principessa Ruspoli (1912)

di Francesco Di Rienzo

Camicia bianca, gonna lunga di colore scuro, berretto piatto sul capo con look a quadrettatura in stile scozzese e la classica cavalcatura all’amazzone, cioè con le gambe posizionate lungo un solo lato, così come si conviene a una donna del suo rango.

La principessa Ruspoli è una delle vacanziere abituali della nostra cittadina. All’inizio del Novecento, Capracotta conta quattro alberghi: il “Quisisana” a San Giovanni nella casa della famiglia Santilli; il “Cimalte” nei palazzi di Gregorio Conti a Sant’Antonio; il “Vittoria” nell’edificio di Giangregorio Falconi e l’albergo “Monte Campo” nella palazzina di Giulio Conti.
Capracotta aveva tratto giovamento dallo sviluppo turistico dell’Abruzzo, avvenuto a partire dalla seconda metà dell’Ottocento grazie al potenziamento delle vie di comunicazione. In particolare, la realizzazione del collegamento ferroviario tra Roma, il principale bacino di domanda, e Pescara nel 1888 aveva iniziato a spostare i vacanzieri prima a Roccaraso, Rivisondoli e Ovindoli e, successivamente, a Capracotta e Pescocostanzo.
Agli inizi del XX secolo, il numero dei nostri villeggianti oltrepassa le 300 unità. Capracotta è uno dei più rinomati centri di villeggiatura estiva e di turismo invernale. Negli anni della Prima Guerra Mondiale, la domanda turistica si riduce drasticamente: la maggior parte degli alberghi chiude. Resiste soltanto il “Vittoria” che, a conflitto terminato, viene ampliato e completamente rimesso a nuovo tra il 1923 e il 1924 per venire incontro alle nuove esigenze di comfort richieste nel contesto turistico nazionale. La struttura ricettiva viene dotata di termosifone e risulta affiliata al Touring Club Italiano.
L’estate del 1924 è, tutto sommato, ancora una stagione positiva per il turismo cittadino. Nobili, docenti e professionisti affollano l’albergo “Vittoria”, case e palazzi privati. Nell’occasione, il principe Alessandro Ruspoli con la moglie, la duchessa Marianita Lante Montefeltro della Rovere, il figlio Francesco e la nuora, la contessa Claudia Matarazzo, alloggiano nel palazzo dell’avvocato Leonardo Falconi. Mentre un altro esponente del medesimo Casato, Giovanni, trascorre le vacanze nella palazzina della famiglia Mendozzi al Poggio dei Grilli.
Otto anni più tardi, però, lo scenario cambia completamente: Capracotta non regge più la concorrenza delle più attrezzate stazioni turistiche abruzzesi. Se in passato, infatti, i forestieri venivano in montagna soltanto per respirare aria pura e inebriarsi di paesaggi pittoreschi, adesso sono anche in cerca di svaghi e comodità. Da questo punto di vista, la nostra cittadina non è neppure in grado di fornire un’adeguata quantità d’acqua per soddisfare i bisogni quotidiani dei propri residenti.
Il principe Alessandro Ruspoli, a Capracotta, passa le giornate dedicandosi al suo sport preferito insieme al figlio Francesco: la caccia. Le donne di Casa Ruspoli, invece, prediligono le passeggiate a cavallo. I nobili apprezzano molto questo animale per la sua bellezza ed eleganza. Al Gentil sesso, l’equitazione è particolarmente consigliata perché, come afferma l’imperatrice Sofia nel film di Sissi, «aiuta a mantenere il personale», cioè una forma fisica longilinea e aggraziata. Purtroppo, non è possibile individuare esattamente il luogo dove è stata scattata la foto così come non è facile individuare la nobildonna dell’immagine. Nell’archivio fotografico del Cav. Giovanni Paglione, questa immagine è catalogata semplicemente come «La Principessa Ruspoli 1912». Pertanto, non sappiamo se questa amazzone appartenga alla discendenza in linea diretta del principe Alessandro, erede del titolo nobiliare di “Principe di Cerveteri”, o a quella di qualche suo parente collaterale. Non siamo in grado neppure di verificare l’esattezza della data della foto. L’unica cosa sicura è che il 1924 è l’ultimo anno in cui è accertata la presenza dei nobili Ruspoli a Capracotta.
Nel 1987, infine, il principe Francesco Ruspoli, ormai prossimo alle 90 primavere, rievoca, tra i ricordi di bambino, le sue vacanze a Capracotta: «Quando ero più piccolo andavamo d’estate a Capracotta in Abruzzo. Facevamo un pezzo di strada in treno sulla linea Carovilli-Agnone, poi prendevamo la diligenza a cavalli. A Capracotta ci arrampicavamo su per Montecampo che era un posto di caccia alle pernici, ora invece c’è la strada asfaltata e il monte è tutto coperto di case».


Dal volume “Capracotta 1888-1937: cinquant’anni di storia cittadina nelle foto del Cav. Giovanni Paglione”, Edizioni “Amici di Capracotta”, Cicchetti Industrie Grafiche, Isernia, 2014

About Francesco Di Rienzo

Francesco Di Rienzo è nato a Napoli da genitori capracottesi. Lavora come responsabile dell'ufficio stampa di una delle più importanti società italiane nel settore dei beni culturali. Conduce da circa 25 anni studi e ricerche su Capracotta e sull'Alto Molise. Eletto nel Consiglio Direttivo del CAST ALMOSAVA il 21 settembre 2012, è uno dei fondatori dell'Associazione "Amici di Capracotta", di cui ricopre attualmente l'incarico di segretario. È autore di diverse pubblicazioni sulla storia e sulle tradizioni di Capracotta. È socio della Società Napoletana di Storia Patria

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