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La canzoniera “Ze Levesetta”

 Antonia Anna Pinna[1]

zia Luisetta copia 2

 “Ze Levesetta” – Zia Luisa era la sorellastra di mia nonna Flavia; abitando vicino a casa nostra, la frequentazione era quasi quotidiana. Era piccola di statura e quasi calva, vedova, viveva con la figlia e i nipoti. Dirigeva la famigliola con piglio manageriale e non ammetteva critiche da nessuno.

La particolarità di zia Luisetta era che raccontava le storie a puntate. Le sere, d’inverno, erano riempite con le giocate a tombola o con i racconti delle donne anziane e, in questo, lei era veramente speciale.

oggetti per camino
la t’naglia, ry suff’latìure, la paletta e la scupetta

Preparava la stagione teatrale con il passaparola: quelli a lei graditi potevano entrare nella cerchia degli ammessi alle rappresentazioni; il tal giorno, alla tal ora cominciava la prima puntata, si facevano i gruppetti di ascolto e si arrivava puntualissimi altrimenti avremmo trovato solo posti lontani o scomodi. Lei si metteva come in un trono dietro la stufa, la figlia e i nipoti vicino e noi con le sedie lungo i muri, per dare la possibilità a chi rimaneva nell’ingresso di vedere, anche se da lontano. Quando cominciava, per fare silenzio, soffiava forte dentro il sufflatiur, tubo di ferro bucato, utile per soffiare sulle braci,  creando, così, delle note particolari per una sorta di musica di introduzione;  noi zitti, zitti le davamo il cenno d’inizio.

Riusciva a tenerci, un inverno intero, sospesi per aria. “Il ladro di Bhagdad “ è durato quaranta puntate, in un’atmosfera di tensione che riusciva ad allentare e ritrarre come una maestra consumata. Naturalmente era Lei che inventava la storia e questo è molto sorprendente, visto che era completamente analfabeta: una forza della natura.

Con lei le sere volavano; ci tenevamo stretti stretti; si sentivano solo gli oooohhhh e gli aaahahh e poi l’applauso finale, quando lei diceva, sempre per mantenere vivo l’interesse per la volta successiva, “ci vediamo il tal giorno alla stessa ora”- Davamo rispettosamente la ” bonanotte ze Levese “ e andavamo a dormire.

Quale mezzo tecnologico potrà mai ricreare certe atmosfere magiche? Io mi sento molto fortunata per aver avuto questi esempi di gente che, dal niente, riusciva a creare cultura.

 

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[1] Abruzzese di Villalago (AQ), lavora in Banca d’Italia. Ama la scrittura e, in particolare, la poesia che nasce dal suo profondo amore per ogni forma di vita, dal suo essere donna, madre e moglie.

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine 

 

 

About Antonia Anna Pinna

Antonia Anna Pinna, Abruzzese di Villalago (AQ), lavora in Banca d’Italia. Ama la scrittura e, in particolare, la poesia che nasce dal suo profondo amore per ogni forma di vita, dal suo essere donna, madre e moglie.

2 commenti

  1. Francesco Saverio Granchelli

    Ancora una volta debbo ringraziarvi, perché “Ze Levesetta” si aggiunge ai tanti altri personaggi e racconti che avete pubblicati e che hanno affinità incredibili con altrettanti personaggi e storie del mio paese Civitella Casanova in provincia di Pescara.

    • Antonia Anna Pinna

      Abbiamo vissuto un’epoca irripetibile anche se non molto lontana dai giorni nostri lo è anni luce dal mondo contemporaneo.

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