Home / Cultura / Cultura Popolare / III Canto di Altosannio

III Canto di Altosannio

Questo Canto di Gustavo Tempesta Petresine[1] fa parte di un suo libro di poesie intitolato “Ne cande[2]

19.Scendono mille rivoli in mille salti...

             Canto di Altosannio – III             

Il giallo oro e l’ocra spudorato.
Il colore invitante di funghi sospettati.
-coloreria semantica del giallo-
Il becco del corvo che profana
la carogna della volpe sconfitta
In un fianco trafitta.
Il verde scuro
del muschio vellutato
vestito di secolare silenzio,
cuore abbrancato.
L’abete maestoso
che mi sovrasta muto
riversa il suo liquore d’aghifoglie:
cono d’imbuto.
La bacca rossa e viva,
orgoglio del tosco:
rubino del bosco.
Edera, intreccio con una corteggia,
nella sua quiete silvana
sale e foglieggia.
Il serpentello setoso
che anela l’anfratto,
a inghiottire goloso
una testa di ratto.
Sono tombe i silenzi che vi scuotono.
Non da morti tacciono muti.
Vivono e cantano pause di note;
compongono armonie a me che siedo,
che tendo l’orecchio umano,
e un flebile chiarore che con occhi non vedo
mi trascina piano, lontano lontano.

 

 

______________________________
[1] Gustavo Tempesta Petresine, Nativo di Pescopennataro, si definisce “ignorante congenito, allievo di Socrate e Paperino”. Ama la prosa e la poesia, cui dedica molto del suo tempo, con risultati eccezionali, considerati gli apprezzamenti e i premi che consegue continuamente.  Il suo libro di poesie più bello e completo si chiama “‘Ne cande,”
[2] ‘Ne cande, nasce da un percorso accidentato,  da un ritrovare frammenti e “cocci” di un vernacolo non più parlato come in origine, da mettere insieme in un complicato puzzle. I termini sono proposti cercando di rispecchiare la fonetica che fu propria del parlare dei nostri nonni, ascoltati in prima persona e qui proposti. Il “canto lieto”, quello che trattava di feste, amori e piccola ironia dove si contemplava il fluire non privo di stenti, di un vivere paesano, è svanito negli anni.

3 Ne Cande...Copertina

Copyright  Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

About Gustavo Tempesta Petresine

Gustavo Tempesta Petresine, Molisano di Pescopennataro (IS), si definisce “ignorante congenito, allievo di Socrate e Paperino”. Ama la prosa e la poesia, cui dedica molto del suo tempo, con risultati eccezionali, considerati i premi conseguiti e la stima di tutti.

2 commenti

  1. ho letto questo canto adagio, camminando piano per non disturbare la quiete del bosco e così sono arrivata anch’io alla sorgente …e mi sono dissetata. Grazie al poeta e al suo canto fresco.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.