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Canti popolari  dell’Altosannio: n. 100

canto 100 foto

Canti raccolti da Oreste Conti nel Libro “Letteratura Popolare Capracottese” edito da Luigi Pierro, Napli 1911[1].

Canto n. 100

Palazze fabbrecate a lastre d’ore,
déntre c’è nata l’erba ‘nnargentata,
vlarrìa che z’affacciasse la padrona,
me re jettasse nu gentile rame:
de sa scarpuccia ce vlarrìa la sòla,
de sa calétta nu gentile pédale,
de sa gamma na taccaglia d’òre,
de sa centura na fibbia reale;
de sa vuccuccia na dolce parola;
respunne, bèlla méia, quanda te pare.

Canto 100

Palazzo costruito con lastre d’oro
dentro, c’è nata un’erba argentata,
vorrei si affacciasse la padrona,
e mi gettasse un gentile ramo;
della sua scarpa vorrei la suola,
della sua calzetta vorrei il piede,
della sua gamba un tallone d’oro,
della sua cintura una fibbia reale;
della sua boccuccia una parola dolce:
rispondi, bella mia, quando vuoi

 

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[1] Nota dell’autore: per 4 anni, nel breve periodo delle vacanze estive, mi sono recato tutti i giorni nelle nostre remote campagne, a raccogliere i canti dei nostri montanari, or lamentevoli, or dolci, ma che sempre esprimono il sentimento del mistero della vita, la tristezza impenetrabile dell’ amore.

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine

 

 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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