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Cambia la geografia del Veneto «Sì alla unione dei piccoli comuni»

Solo da noi, gli amministratori sono silenti. Già da due anni, ben informati da Almosava, avrebbero potuto avviare una azione per salvaguardare l’ ALTOSANNIO ( Almosava ). invece, continuano a brancolare nel buio, finché non arriveranno altri a decidere per loro.

Nel Veneto  parte il pano di riordino dei piccoli comuni: da 581 a 150.

VENEZIA – L’unione o fusione tra piccoli comuni è un processo irreversibile, accompagnato da una semplificazione amministrativa e un forte risparmio, e anche in questo il Veneto «è primo in Italia». Un percorso che in un futuro potrebbe portare indicativamente dai 581 comuni attuali a un massimo di 150. A dirlo il governatore Luca Zaia che, assieme all’assessore al bilancio e agli enti locali Roberto Ciambetti, ha presentato le linee guida contenute nel piano di riordino territoriale varato dalla giunta e teso proprio, in attuazione anche di norme nazionali risalenti al 2010, attraverso specifici finanziamenti, a favorire le unioni o fusioni di comuni di piccola dimensione. Per il 2013, a favore di forme di gestione associata sono impegnati a bilancio 1,85 milioni di euro.

Sono 281 in Veneto gli enti locali che entro fine annoper legge sono chiamati a fare una scelta, e di questi 230 hanno già espresso alcune indicazioni del percorso che intendono seguire. Il risparmio previsti in questi casi è di oltre un miliardo di euro. In caso di mancate risposte – ha detto Ciambetti -, potrebbero essere chiamate a intervenire le Prefetture. Se il piano definisce le varie linee che dovranno indirizzare le scelte dei comuni – tra cui le 11 funzioni fondamentali che devono essere condivise (amministrazione, catasto, rifiuti, polizia locale e altro), le dimensioni territoriali e i limiti demografici minimi – da registrare che sul fronte delle fusioni, ci sono già tre iniziative approvate dalla giunta veneta: due nel bellunese (Quero e Vas, Longarone e Castellazzo) e una nel rodigino che interessa sei comuni. Altre undici sono in studio di fattibilità. Zaia ha evidenziato che l’unione tra comuni non intacca la dimensione identitaria, ma ricordato «che la storia ci insegna che le istituzioni non sono mummificate a partire dalla stessa Costituzione».

Il governatore ha ribadito il suo pollice verso nei confronti di un’idea di una realtà che mette assieme Venezia con Treviso e Padova , la cosiddetta ‘PaTreVe’ – «ho paura che sia anacronistica» – mentre per i i comuni ‘secessionisti’ che vogliono cambiare regione ha ribadito che il Veneto insiste nel chiedere a Roma di sanare il gap che c’è, specie con il Trentino Alto Adige, sul fronte delle autonomie e delle risorse. «Se ne autorizzano uno – ha detto provocatoriamente – ce ne saranno subito altri 580 pronti a chiedere altrettanto e io vado a raccogliere le firme». (Ansa)

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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