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Caitlin Mcnamara moglie di Dylan Thomas – L’ospite Silente dell’Altosannio

Scritto di Felice Gentile ed Emilia Dell’Aguzzo

Dylan Thomas con Caitlin Mcnamara

Il lago di Scanno, lo specchio d’acqua naturale più grande d’Abruzzo, che per tutti ora è il Cuore della nostra regione, fino agli anni sessanta per noi Villalaghesi era considerata la nostra Perla. Questa denominazione era una rivendicazione campanilistica priva di senso. Rivendicazione che nasceva dal fatto che i tre quarti delle rive del lago giacciono in territorio di Villalago. Fino a quel momento non vi era stato alcuno sfruttamento turistico-economico. 

Nel quadriennio 1956- 1960 l’Amministrazione di Villalago, guidata dal Sindaco Emilio Iafolladecise di vendere i terreni comunali alla modica cifra di £ 50 a metro quadro. L’operazione ebbe un buon successo. Gli acquirenti, nel decennio successivo, poterono costruire le loro villette ad un costo ragionevole. La gran parte dei nuovi proprietari venivano da Roma ed erano parte della borghesia di quella città. 

il loro atteggiamento era sorprendente. Noi eravamo abituati all’alterigia di medici, avvocati, maestri di scuola e il mostrarsi alla mano dei nuovi arrivati ci stupirono positivamente. Essi partecipavano alla vita del borgo; era evidente che sulle rive del lago essi si spogliavano dei propri titoli. Erano Villalaghesi tra Villalaghesi. Noi indigeni entrammo in contatto con questi “ villeggianti” secondo i nostri interessi e le nostre simpatie. Ci fu chi famigliarizzò con un ufficiale dell’esercito, chi apprezzò il giovane architetto con la potente auto coupè, chi entrò nelle simpatie con il piccolo industriale del ramo tessile. Noi eravamo troppo giovani e così i ragazzi si limitavamo a corteggiare le figlie, le ragazze si lasciavano corteggiare dai figli.  

Se fossimo stati più accorti avremmo potuto fare conoscenza con un personaggio famoso in tutto il mondo, ma che aveva trovato il suo eremo nell’alta valle del Sagittario. Si tratta di Caitlin Mcnamara, che giunse sulle rive del lago di Scanno con il suo uomo, l’attore ed aiuto regista Giuseppe Fazio, che per noi era semplicemente il Siciliano. 

Di Caitlin, ballerina, pittrice e scrittrice siamo venuti a conoscenza quando a Scanno e Villalago è apparso uno dei figli di primo letto, Colm Thomas. Caitlin era stata la moglie di quello che è considerato il più grande poeta della ” beat generation” Dylan Thomas.

Si erano incontrati in un pub londinese e si erano sposati dopo appena quattro mesi. Erano andati a vivere in Galles in una casa senza servizi. Il loro matrimonio fu burrascoso, e si alimentò d’alcol e di tradimenti. Nonostante tutto, la coppia rimase unita fino alla morte del poeta nel 1953. E per quanto il poeta Dylan fosse considerato “strano”, tra i due, fu Caitlin la vera ribelle. Sulla vita con Dylan e sulla morte del poeta, Caitlin scrisse “Life witth Dylan“. Per sopportare lo stato vedovile, Caitlin visse sempre meno nel Galles, frequenti furono i viaggi in Irlanda, in Inghilterra ed in Scozia. Nel 1957, venne in Italia avendo come compagno di viaggio e di bevute lo scrittore inglese Gordon Cliff. Nel novembre del 1957, mentre pranzava in una trattoria di via Margutta a Roma, la scrittrice incontrò il cineasta Giuseppe Fazio: con lui visse per un lungo periodo a Roma, Catania e, presso di noi, nell’alta valle del Sagittario. Del periodo vissuto con Fazio in Italia scrisse in “Leftwer life to Kill“, che lei considerava il resoconto del suo auto-esilio in Italia. Certamente il testo più importante è l’epistolario con la figlia Aeromy Colm, anch’essa scrittrice (Caitlin ebbe tre figli da Dylan: Aeromy, Lie Edward e Colm e uno da Giuseppe: Fazio Francesco). La vita avventurosa di Caitlin McNamara e Dylan Thomasn fu oggetto del film “The Edge of love“, del 2008.

Qui sotto segue il reportage di Paola Aurisicchio apparso sul Il Centro – quotidiano dell’Abruzzo, il 18 agosto 2007 – pagina 29 sezione Spettacolo – con il titolo “Colm, il figlio di Dylan Thomas «Vi racconto la mia vita a Scanno»

Di mattina, Colm Thomas sta seduto al bar di Scanno, dove vive, con le cose che l’accompagnano tutti i giorni: il giornale, la birra e la borsa. Non fa differenza tra le stagioni; anche in estate indossa la sciarpa di lana e il maglione che toglie appena il sole riscalda troppo. In paese lo chiamano Thomas, per facilità.
«Anche se sono figlio di un poeta, non vuol dire che capisca la poesia più di altri. Ognuno ha i propri mezzi, è una cosa istintiva. E non le scrivo, non mi interessa. Di mio padre Dylan Thomas, amo “Do not go gentle into that good night”».
«Qui mi vedono come un eccentrico, ma non sono andato mai fuori le righe. Mio padre a volte sì». E ride, a ripensare alle giornate del padre: «Andava al pub tutti giorni ed era un animale sociale, proprio come me. Era tagliente, aveva un po’ di Oscar Wilde. Poi, il pomeriggio andava nella sua cabina dove scriveva, ma lì avava bisogno di restare solo».
«Offritemi un pranzo e io canto»: è un modo di dire che Colm Thomas cita per descrivere l’autore di «Sotto il bosco di latte» (1954) «Ritratto dell’artista da cucciolo e altri racconti» (1940) e le raccolte di poesie. E anche lui è così, nonostante l’alone che lo circondi per aver scelto di vivere in un paese di montagna, con i suoi tic giornalieri, una macchina scassata, una Renault 4, per spostarsi dalla sua casa vicino al lago al paese.
Colm Thoma canta e ride sempre, saluta con un grande sorriso: «A dormire, però, mio padre tornava sempre a casa. Le donne le trovava nei pub, anche se quella importante è stata Pamela». Si riferisce a Pamela Hansford Johnson, l’amante e amica di Dylan Thomas, il primo amore che sarà seguito dal turbolento matrimonio tra Thomas e Caitlin MacNamara celebrato nel 1937.
Poi, una parola, un gesto, gli fa venire in mente un’altra cosa: «Mi piace l’acqua, come piaceva a mia madre, per lei era vitale. Mi faccio il bagno nel lago di Scanno anche se io entro nell’acqua piano piano, mentre mia sorella Aeronwy, che ogni tanto mi viene a trovare, non ha paura di nulla».
Colm Thomas è nato in Galles nel 1949 ed è il promogenito del grande poeta gallese Dylan Thomas (Swansea, Galles, 1914-New York, 1953) e della ballerina irlandese Caitlin MacNamara (1913-1994). Ha trascorso l’adolescenza in Inghilterra e ha frequentato il liceo a Roma. Alla morte di Dylan Thomas, Caitlin MacNamara, è arrivata in Italia dove divenne la compagna di Giuseppe Fazio, produttore cinematografico, da cui avrà anche un figlio.
«Poi, un giorno, ho preso il mappamondo e mi sono detto: io sono qui e voglio andare dalla parte opposta. E sono partito per l’Australia. Ho lavorato per un quotidiano, mi occupavo di economia, anche se non ne parlavo con i numeri, ma la prendevo più da un punto di vista culturale. Mettevo al letto il giornale e poi andavo al pub. Erano gli anni Settanta, in Australia si passava alla fase delle liberalizzazioni, che sostenevo, e ho lavorato anche nell’entourage del primo ministro. Poi, mi sono ricordato che mia madre aveva comprato un terreno qui a Scanno e così sono venuto qui e ha messo sù la casa che era abbandonata». E, adesso, Colm Thomas da parecchi anni, vive per 6 mesi a Scanno e per altri 6 in Australia ed è diventato, come si definisce, «itofono».
«Ma chi le ha lette tutte le poesie di mio padre?», si schermisce. «Di lui non ricordo nulla, ero troppo piccolo quando è morto. Lo conosco tramite quello che mi ha raccontato mia madre. Ho però un impressione: il suo sguardo che mi demoliva quando facevo qualcosa di sbagliato, perché i miei genitori non sopportavano i bambini che urlavano. Non che mio padre non fosse affettuoso, ma non si curava molto dei suoi figli. Ma era anche l’epoca, il ruolo delle donne era diverso, si occupavano loro dei figli».
E svia verso il carattere delle donne che, per il terzo figlio del poeta, sono molto più forti: «Nella mia famiglia è mia sorella Aeronwy che si occupa di mantenere le relazioni, è lei che cura l’archivio di mio padre. Insomma, è lei quella che ha le palle, come Golda Meyer. Un altro mio fratello, Llewelyn, è morto ed era l’intelletuale». E’ anche una questione di carattere se Colm Thomas ha scelto di rifugiarsi a Scanno: «Essere “figli di” è pesante, l’ho avvertito soprattutto in Australia, mentre io vorrei essere accettato nella mia individualità. Mia sorella invece è più forte, vive a Londra ed è lei che sta seguendo il film che uscirà il prossimo anno sulla vita di mio padre». Si dovrebbe chiamare «The best time of our lives», il film biografico sulla vita tumultuosa di Dylan Thomas girato da John Maybury e che, nel cast, dovrebbe annoverare Keira Knightley, Cillian Murphy e Sienna Miller. «Mia sorella sta seguendo il film che produrrà Mick Jagger. Quando lei l’ha incontrato è rimasta sorpresa. Però è anche vero che incontrava una persona che ha tanto amato mio padre».
«Il film», secondo quello che sa Colm Thomas, «è incentrato sul rapporto tra Caitlin MacNamara, Dylan e l’amante Pamela». «Perché lui è stato un donnaiolo, volavano proprio schiaffi e botte tra mio padre e mia madre. E vinceva lei perché era più forte fisicamente. Mio padre era piccolo. Ma nonostante i tradimenti, loro si volevano bene. Anche se credo che nel film sarà più importante il ruolo dell’amante, ma mi sta bene, perché non è un documentario. Spero che la prima si faccia a New York, perché è la città che amo di più con Roma».
Dei genitori, Colm Thomas ha solo un piccolo quadro “alla Matisse” dipinto dalla mamma e che sua sorella gli regalò per le sue nozze. Con la sorella maggiore, Aeronwy, nata nel 1943, Colm si incontra spesso: «Lei beve solo gin, anche se è la più retta; io solo birra e vino. E’ una cosa piacevole e in famiglia beveva anche mia madre». A Scanno, il gallese, passeggia, trascorre le giornate nei bar, legge i giornali, il suo preferito è il Corriere della Sera ed è abbonato ai quotidiani inglesi. Vive anche grazie ai diritti d’autore ma, aggiunge: «Al 70 per cento mi mantengo con i miei risparmi, perché ho lavorato nella vita. Diciamo che gli extra li offre mio padre». Guarda la televisione, segue la politica. E si sente vicino alla seconda crisi nella vita di un uomo: «La prima è a 40 anni e la seconda a 57, anche se questa è più pesante, perché non è solo di pensieri ma anche fisica». Parla degli italiani che trova molto ospitali, e ha insegnato agli scannesi come si dice cin cin in gallese, yakka da: «Quando ho sentito brindare così, è stato il più bel complimento che mi potevano fare».

24th March 1968: Caitlin Thomas, widow of poet Dylan Thomas, stands with her son Colm and daughter Aeronwy outside the court during her lawsuit to retrieve letters written to her by her husband and manuscripts. (Photo by Evening Standard/Getty Images)

Colm Thomas, nato nel 1949,è morto il 18 dicembre 2012

Dylan Thomas con Caitlin Mcnamara

Nota biografica: Dylan Thomas nasce a Swansea, Galles, secondo figlio di David John Thomas, professore della Grammar School locale, e Florence Williams. Fin da giovanissimo mostra una notevole inclinazione per la poesia, arrivando a pubblicare le prime poesie all’età di undici anni nel suo giornalino di scuola.
Nel 1934 pubblica Diciotto poesie, la sua prima raccolta poetica, suscitando scalpore nei raffinati ambienti letterari londinesi. Nei suoi primi versi pubblicati cominciano a intravedersi le tematiche che renderanno celebre la sua poesia: la morte, la natura, l’amore, l’unità estatica e drammatica di tutto il creato. Di questa prima raccolta la composizione più conosciuta è And death shall have no dominion. Già straordinariamente maturo, Thomas pubblica le successive raccolte a distanza di pochi anni l’una dall’altra: Venticinque poesie (1936), Il mondo che respiro (1939), La mappa dell’amore(1939).

Nel 1936 sposa la ballerina Kathleen McNamara da cui ebbe tre figli (tra cui la scrittrice Aeronwy Thomas) e con cui si trasferì a Laugharne, a occidente di Swansea, in una casa sul mare chiamata Boathouse. Lì, nella solitudine del famoso capanno verde (The writing shed), compose alcune delle sue più famose poesie.[1] Inoltre la cittadina di Laugharne ispirò la località immaginaria di Llareggub in cui è ambientato il dramma Under milk wood (“Sotto il bosco di latte”).
Nel 1940 esce Ritratto dell’artista da cucciolo, una raccolta di storie di impronta autobiografica, mentre nel 1946 esce il libro che rappresenta la sua definitiva consacrazione Death and entrances (“Morte e ingressi”). All’indiscusso valore poetico di Thomas si accompagna una vita di grande dissolutezza, fatta di sperperi e di alcolismo, che spinse la sua famiglia sull’orlo della povertà. Malgrado la sua dipendenza dall’alcol e l’essere perennemente ossessionato dalla mancanza di denaro e dai debiti, ebbe sempre la solidarietà del mondo intellettuale che, riconoscendone il genio, non gli fece mancare sostegni economici e morali.
Comparso come una meteora appena ventenne a sconvolgere scuole e teorie, Thomas fra gli anni Trenta e Quaranta fa vivere alla poesia inglese un’incantevole stagione di vigore creativo. Fin dai suoi esordi, con la forza del provinciale che resta legato alle sue origini, ignora il dibattito intellettuale e con suprema maestria e abilità da funambolo sembra scavalcare ogni tradizione poetica. La sua opera oscura e labirintica porta alle estreme conseguenze le tecniche dell’analogia, dell’associazione e dell’enumerazione caotica, con l’unico limite della forma stilistica: una struttura che comunque, come egli ebbe a dire, “nasce da sé, dalle parole e dalle espressioni di esse, e non è mai sovraimposta”.
Dalle poesie ai racconti, le suggestioni sono quelle assolutamente concrete e insieme favolose della propria piccola patria, Swansea e il Galles: con gli interni gremiti, le stradine tortuose, le colline di orti e di fattorie, il vento dell’oceano e gli aromi selvatici della campagna. Infatti la poesia di Thomas, come quella di un antico bardo, si nutre di miti: il folclore locale, la religione biblico-contadina e panteista, la saga familiare e le leggende della propria giovinezza si confondono in un vortice inebriante di immagini. Il suo linguaggio variopinto è un concentrato semantico e sonoro e viene descritto dallo stesso autore come un “metodo dialettico”: “un costante sorgere e crollare delle immagini che si sprigionano dal germe centrale, esso stesso distruttivo e costruttivo insieme”. Thomas si colloca innanzitutto sulla linea di William Blake e di G. M. Hopkins, ma il carattere vorticoso, furiosamente visionario e aggrovigliato della sua ispirazione ne fanno una sorta di unicum nel panorama della poesia contemporanea.
Nel corso di un suo viaggio negli Stati Uniti, gli fu commissionato da Igor’ Fëdorovič Stravinskij un libretto per un’opera lirica che però non vide mai la luce. Il quarto viaggio negli Stati Uniti fu anche l’ultimo: arrivò il 20 ottobre 1953, già piuttosto malandato, per un ciclo di conferenze sulla poesia organizzato da Malcom Brinnin. Il 26 ottobre, qualche giorno dopo, solo grazie ad una iniezione del dottor Feltenstein Thomas riuscì a fare due performance di Under Milk Wood, dopo le quali ebbe un crollo. Il giorno seguente non poté neanche trattenersi a un party organizzato in suo onore. A New York il 2 novembre si erano registrati livelli di smog elevatissimi e alla fine del mese le persone morte a causa di problemi respiratori legati allo smog ammontavano a circa duecento. Thomas, che già soffriva di problemi respiratori, ne risentì molto.
Il 4 novembre, sempre più affannato, fu visitato dal dottor Feltenstein che gli iniettò una robusta dose di morfina. I risultati furono pessimi tanto che dopo poco divenne cianotico, riuscendo a respirare con sempre maggiori difficoltà. Quando arrivò l’ambulanza era già in coma. Morì in ospedale il 9 novembre. L’autopsia rivelò che, benché il poeta fosse morto di polmonite, il problema principale era un grosso edema al cervello causato da una sacca di liquido cerebrospinale. Il fegato mostrava invece solo lievi segni di cirrosi. L’anno successivo Stravinsky compose il pezzo In memoriam Dylan Thomas per quartetto d’archi, quattro tromboni e voce maschile.

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

Un commento

  1. Cristina Cislaghi di Filippo

    Molto interessante qs nota sul poeta Dylan Thomas e sul figlio Colm.
    Ve ne sono grata. Cristina Cislaghi di Filippo (Milano)

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