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Bruno Sammartino, l’ altosannita di ferro

E poteva essere diversamente, visto che è nato a Pizzoferrato?

Bruno Leopoldo Francesco Sammartino conosciuto più semplicemente come Bruno Sammartino (nato a Pizzoferratoil 6 ottobre1935) è un ex wrestler, noto per detenere il record di regno più lungo da Campione WWWF/WWF/WWE (World Wrestling Entertainment Inc.), durato sette anni, otto mesi ed un giorno.

Detto anche “The Italian Strongman”, “The Original Italian Stallon” e “The Living Legend of Professional Wrestling”, Sammartino ha portato al tutto esaurito il Madison Square Garden per 187 volte, un record difficilmente replicabile. Le capacità sul ring di Sammartino non furono in realtà eccelse, soprattutto se comparate a quelle di altre leggende del pro wrestling come Lou Thesz; tuttavia, il suo stile brawl (grezzo), l’uso di manovre e mosse che richiedevano grande forza, il suo spiccato carisma ed il fatto che apparisse sempre come il classico bravo ragazzo determinarono il grande affetto dei fans nei suoi confronti, specialmente nella costa est degli Stati Uniti. Il peso di Sammartino nel corso della sua lunga carriera è oscillato tra le 245 le 285 libbre.

Si trasferì negli Stati Uniti, a Pittsburgh (Pennsylvania), all’età di 15 anni.

Carriera

Bruno Sammartino giovanissimoWWWF/WWF Champion  (primo regno)

La sua carriera ebbe inizio nel 1959. Vinse il suo primo Titolo WWWF (l’odierna WWEWorld Wrestling Entertainment Inc.) il 17 maggio 1963 sconfiggendo “The Nature Boy” Buddy Rogers. In breve tempo guadagnò grandissima popolarità sulle scene del wrestling.

Sammartino detenne il suo primo titolo di Campione WWWF per circa sette anni ed otto mesi (2803 giorni) di fila, stabilendo il record di regno più duraturo; con il suo secondo regno da campione, durato circa tre anni (1237 giorni), Sammartino riuscì a detenere la cintura di campione della WWWF per complessivi undici anni ed otto mesi. In seguito al trionfo su Buddy Rogers del 1963, affrontò e sconfisse, durante il suo primo regno di campione della WWWF, alcuni tra i più blasonati lottatori del periodo: Killer Kowalski, Crusher Verdu, Waldo Von Erich, George “the Animal” Steele, “Classie” Freddie Blassie, Haystacks Calhoun e Gorilla Monsoon.

Il 17 gennaio 1971 il pubblico presente al Madison Square Garden fu testimone della prima sconfitta di Sammartino. Dopo ben sette anni di regno Ivan Koloff pose fine allo strapotere dell'”Italian Strongman”. La reazione dei 22.000 spettatori al termine del conteggio arbitrale fu di incredulità e stupore. Le cronache parlarono di un silenzio di tomba che riempì il Madison Square Garden nei secondi successivi alla sconfitta di Sammartino, dando l’idea del crollo di un mito.

World Wrestling Association

Bruno Sammartino giovaneAbbandonata la WWWF, Sammartino partecipò ai tornei di altre federazioni come la World Wrestling Association vincendo, il 7 luglio 1973 in coppia con Dick Bruiser, la cintura di Tag Team Champion. Il duo, chiamato “Annihilation Inc.”, sconfisse il tag team composto da Ernie “Big Cat” Ladd e Baron Von Raschke e riuscì a mantenere il titolo per quasi 6 mesi, prima di essere battuti dai Valiant Brothers.

WWWF/WWF Champion  (secondo regno)

Al suo ritorno nella WWWF Sammartino uscì sconfitto, per mano di Pedro Morales, nel primo match per la Cintura WWF. Successivamente Morales dovette cedere la cintura a Stan Stasiak, il 1º dicembre 1973, ma il regno di questi fu di breve durata: dopo soltanto 9 giorni, il 10 dicembre 1973 Bruno Sammartino si riappropriò del titolo sconfiggendo proprio Stasiak per la gioia dei fan presenti all’evento.

Per il lottatore italiano questo fu l’inizio del secondo regno da campione WWWF. I quattro anni successivi, a detta dello stesso Sammartino, furono ben più duri dei precedenti sette; l’italiano affrontò per la difesa del titolo molti wrestler come Ken Patera, “Superstar” Billy Graham, Ivan Koloff, Bruiser Brody, Nikolai Volkoff, Baron Von Raschke, Bobby Duncum, Mister Fuji, i Valiant Brothers, Toru Tanaka, Angelo Mosca e Ox Baker. Il suo secondo regno durò tre anni, quattro mesi e venti giorni.

Sammartino si impegnò a fondo, viaggiando senza sosta per tutti gli Stati Uniti, arrivando a disputare fino a sei incontri in una sola settimana, offrendo sempre il massimo per portare al wrestling quella credibilità e quel rispetto che in passato gli erano stati negati. Sammartino si è sempre schierato in difesa dell’autenticità sportiva del wrestling, contestando la sua identificazione come una finzione o uno sport entertainment.

Tra i più ostici wrestler incontrati dal campione merita una menzione speciale il texano Stan Hansen, il quale gli provocò un serio infortunio: il 26 aprile 1976 Hansen colpì Sammartino con una clothesline talmente forte da fratturargli alcune vertebre del collo. Il lottatore che pose fine al suo secondo regno di campione fu “Superstar” Billy Graham, che lo sconfisse usando le corde illegalmente per guadagnare la vittoria ed il titolo WWWF.

Ultime sfide

Bruno Sammartino adultoNel 1980, iniziò un feud con Larry Zbysko che durò un mese e terminò con la vittoria di Sammartino in uno Steel Cage Match davanti ad oltre 22.000 spettatori. La sua carriera stava inesorabilmente giungendo alla fine, ma affrontò comunque lottatori più giovani di lui come Rowdy Roddy Piper, “Macho Man” Randy Savage ed Adrian Adonis. Proprio in quegli anni iniziò a presentarsi al pubblico suo figlio David con il quale disputò degli incontri di coppia.

Di lì a poco Bruno Sammartino lasciò il ring per intraprendere la carriera di commentatore televisivo degli incontri della WWF; dopo 20 anni di idillio con la WWF, il rapporto venne però interrotto bruscamente a causa di divergenze professionali e gestionali avute con il proprietario Vince McMahon.

Contro il wrestling moderno

Senza titolo

 Da sinistra verso destra: Bruno Sammartino, Adrian Street e Bill Watts (2005)

Ritirandosi, Sammartino ha pubblicamente criticato la direzione intrapresa dal wrestling professionistico; l’utilizzo di storyline disgustose, il puntare più sui dialoghi che sull’azione e l’uso di droghe e steroidi sono al centro delle sue riflessioni. È stato molto critico nei confronti di Vince McMahon, dicendo che Vince è stato un danno per la creazione di suo padre (la WWF). Sammartino ha espressamente rifiutato di partecipare alle retrospettive prodotte dalla WWE sulla sua carriera; ha invece accettato di partecipare ad una serie di documentari di produzione indipendente come Bruno Sammartino’s Legends Never Die, La Roccia, The Passing of the Belt e The Boys are Back. Benché sia stato il più grande wrestler degli anni sessanta e settanta, Sammartino non viene menzionato nel documentario della A&E “The Unreal History of Professional Wrestling”. La colpa di ciò, secondo l’atleta, è da attribuirsi a McMahon, il quale ha fornito alla produzione gran parte del materiale.

Qualche tempo fa ha firmato un contratto da indipendente con la JAKKS per creare la sua action figure; il personaggio è attualmente in vendita nella linea “WWE Legends”.

Negli ultimi anni Sammartino ha incontrato a Pittsburgh Vince McMahon e parte della dirigenza della WWE per parlare dell’uscita di un DVD e della possibilità di commentare qualche match classico tra quelli del “24/7 Channel” del sito della federazione. Sammartino non volle avere a che fare con l’attuale prodotto della WWE; fu inoltre invitato a presenziare allo show di RAW che si sarebbe svolto la sera stessa, ma declinò l’invito. Gli fu detto che il main event sarebbe stato un match tra Chris Benoit e Triple H, ma Sammartino disse che avrebbe presenziato solo se Benoit avesse lottato contro Kurt Angle; una delle persone alle quali disse questo era proprio Triple H, sconosciuto agli occhi di Sammartino.[senza fonte]

Hall of Fame

Sammartino ha rifiutato più volte di entrare a far parte della WWE Hall of Fame, poiché per sua ammissione sarebbe da ipocriti da parte sua accettare l’invito dopo tutto quello che ha detto su McMahon e la federazione nel corso degli anni. Il 19 aprile 2007 ha ripetuto a Vince McMahon che non accetterà mai di far parte della WWE Hall of Fame a causa del cattivo rapporto che ha con la dirigenza. Bruno è uno dei primi introdotti della Professional Wrestling Hall of Fame ed è incluso anche nella Wrestling Observer Newsletter Hall of Fame.

Ring of Honor

Sammartino ha effettuato una apparizione speciale per la federazione indipendente Ring of Honor il 16 settembre 2006 nel corso dello show svoltosi a Manhattan. Ha dichiarato di aver partecipato allo show perché la RoH rappresenta il wrestling come dovrebbe essere. Ha posato per diverse foto nel backstage con il GHC Heavyweight Champion Naomichi Marufuji ed il ROH World Champion Bryan Danielson. Ha inoltre partecipato alla registrazione di un’intervista condotta da Jim Cornette. Bruno prese parte al primo show della RoH svoltosi nel weekend di WrestleMania a Detroit il 30 marzo 2007, effettuando un promo nel ring per elogiare nuovamente la RoH ed i suoi wrestler prima di essere interrotto da Larry Sweeney.

Adriatic Wrestling League

L’8 ottobre 2011, Sammartino è brevemente tornato sulla scena del Pro Wrestling quando ha preso parte, come ospite speciale, ad uno show della Adriatic Wrestling League, federazione italiana con sede in Abruzzo. Ad inizio spettacolo Bruno Sammartino, salito sul ring munito di microfono, inizia a ripercorrere i suoi primi anni di carriera, quando sopravvissuto ad una brutta malattia, riuscì con grandissima umiltà e duro lavoro ad allenarsi nella lotta olimpica e nel sollevamento pesi fino a diventare un lottatore professionista. Un discorso che si conclude con un prezioso consiglio verso tutti i lottatori e i giovani presenti tra il pubblico: sempre lavorare sodo per inseguire i propri obiettivi, senza mollare mai. Durante il resto dello spettacolo, Bruno si è seduto a bordo ring per osservare tutti gli incontri, risalendo infine su di esso per festeggiare il suo compleanno insieme a tutto il roster AWL e il pubblico presente (76 anni compiuti il 6 ottobre, 2011).

 

Tratto da Wikipedia, l’enciclopedia libera, a cura di Enzo C. Delli Quadri[1]

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

Un commento

  1. Commovente. Mi sento ancora più orgoglioso di essere abruzzese apprendendo della pulizia e della coerenza di questo grande campione abruzzese che, in ambienti difficili, ha rifiutato compromessi e lusinghe per mantenere la sua dirittura e la sua libertà di pensiero.