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Binari Senza Tempo. Si comincia con la Sulmona-Castel di Sangro. E il Molise dorme.

di Nicola Perilli

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tratto da http://viaggi.repubblica.it/articolo/crete-e-templi-da-vedere-con-il-treno/229530/1

 

Binari Senza Tempo. Riaprono 4 ferrovie storiche, per mostrare il paesaggio ad andamento lento. Si comincia con la Sulmona-Castel di Sangro. Poi Lago d’Iseo, Senese e Agrigentino

 La nostalgia si trasforma in vacanza. Il passo lento del viaggiare diventa atmosfera e pretesto. E una linea ferroviaria diventa un “museo d’epoca a cielo aperto”. Questo il riassunto di “Binari senza tempo”, iniziativa nata da Fondazione FS Italiane, che permetterà di salire a bordo di vecchi treni e (ri)percorrere quattro spettacolari linee ferroviarie, tra la natura e l’arte. Quattro tratte ferroviarie ad alto valore storico e paesaggistico, per la bellezza dei territori attraversati dai tracciati e per i manufatti, spesso arditi, che vi insistono.

Vecchie  linee che, oggi prive di servizi di trasporto pubblico locale, sono state  individuate per entrare a far parte di un vero e proprio “museo dinamico” che la Fondazione FS Italiane intende preservare e valorizzare. Si tratta della “Ferrovia del Lago” da Palazzolo sull’Oglio a Paratico/Sarnico sulle rive del Lago d’Iseo; della “Ferrovia della Val d’Orcia”, da Asciano a Monte Antico nell’incantevole paesaggio delle “Crete Senesi”; la “Ferrovia del Parco”, da Sulmona a Castel di Sangro, la seconda ferrovia più alta d’Italia – dopo il Brennero- passando per Roccaraso e i boschi della Majella; la “Ferrovia dei Templi”, da Agrigento Bassa a Porto Empedocle, tra i Templi della Magna Grecia, Patrimonio Unesco.

E non solo il fascino delle tratte ma anche quello dei mezzi: sui binari correranno affascinanti treni composti da rotabili storici della Fondazione FS Italiane, che viaggeranno a calendario e che potranno anche essere noleggiati per gite “su misura”. Locomotive a vapore, carrozze in legno primi ‘900, “Littorine”: saranno questi i  mezzi che condurranno i visitatori tra il verde, l’arte e la bellezza del nostro Paese.  Senza fretta di arrivare, perché lo spettacolo è il viaggio stesso e quello che scorre dal finestrino. Si parte sabato 17 e domenica 18 maggio, per poi ripetersi nei week end successivi per tutta l’estate, (mentre per lo start delle altre tre linee bisogna attendere il prossimo mese: le date devono però ancora essere stabilite.

L’occasione per questo fine settimana è la riapertura all’esercizio turistico della Ferrovia del Parco, La Sulmona – Castel di Sangro, lunga 76 km è un vero e proprio capolavoro dell’ingegneria ferroviaria italiana. Ecco un’anteprima dell’ itinerario e  di cosa il viaggiatore potrà scoprire a bordo dei treni, ancora funzionanti, che hanno fatto la storia del Paese.

Sulmona-Castel Di Sangro

La “Ferrovia del Parco”, lunga 76 km, ha visto la sospensione del servizio viaggiatori regionale nel 2010 e, da allora, solo la circolazione di alcuni treni turistici. Si tratta di un  vero e proprio capolavoro dell’ ingegneria ferroviaria. E’ parte della linea Sulmona- Carpinone-Isernia, completata nel 1897, e, per interventi infrastrutturali, interrotta ad oggi tra Carpinone e Isernia. Dai 350 metri sul livello del mare della città di Sulmona il binario “attacca” i fianchi della montagna e conduce, in solo 25 Km, ai 950 metri di Cansano. Numerosissime le opere d’arte che la qualificano come linea ad alto valore tecnico-ferroviario e paesaggistico. La ferrovia at-traversa infatti il Parco nazionale della Maiella e tocca note località di soggiorno come Roccaraso.

A Rivisondoli-Pescocostanzo si raggiungono i 1268 metri, conferendo all’amena stazioncina, prossima all’altopiano, il primato di secondo punto più elevato della rete FS dopo il Brennero. Boschi e panorami stupendi, dalla Majella al Gran Sasso d’Italia, con una varietà di climi e di vegetazione che sono valsi alla Ferrovia del Parco anche l’appellativo di “Transiberiana d’Italia”. Aperta nel 1892  fino a Cansano e poi per tappe successive fino a Isernia, subì danni durante il secondo conflitto mondiale tanto che il ripristino si concluse solo alla fine degli anni ’50.

Perchè Sulmona-Castel di Sangro e non anche Castel di Sangro – Carpinone?
Perchè solo un pezzo della Transiberiana?

 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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