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Beppe Grillo: “Macroregioni ed election day”. Al di là di Grillo: processo inarrestabile

Al di là del giudizio che ciascuno di noi può dare su Beppe Grillo, della sua politica e dei suoi comportamenti, il problema della ridefinizione dell’ordinamento statale sorse 10 anni fa, quando erano già chiare le difficoltà delle risorse pubbliche. Allora il movimento che fornì le prime idee per la sua revisione era solo un ruscello; oggi, è diventato un fiume in piena che travolgerà tutte le amministrazioni che continueranno a dormire o a nuotare nella loro accidia.
Io ho fatto del tutto per svegliare le coscienze e avvertire circa quel che succederà, oramai, entro poco tempo. Mi sentirò deluso e sconfitto se le Regioni Abruzzo e Molise non operassero, in tempo, per rendere positiva la riaggregazione. Mi sentirò, deluso e sconfitto, se, antro la riaggregazione delle due regioni, i Comuni dell’ antico e glorioso ALTOSANNIO  (oggi identificato con  ALMOSAVA ), al 98% con popolazione inferiore ai 5000 abitanti, non trovassero la strada per una loro  UNIONE,   indispensabile per riacquistare un minimo di dignitosa autodeterminazione. 
Io, avendo detto e scritto fino alla noia come stanno le cose, sono tranquillo con la mia coscienza. Di più non posso fare
Enzo C. Delli Quadri

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tratto da http://www.tmnews.it/web/sezioni/top10/grillo-troppe-elezioni-facciamo-macroregioni-ed-election-day-20131128_174912.shtml

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Secondo il leader del Movimento 5 stelle Beppe Grillo ci sono troppi enti locali e troppe elezioni. Ma la soluzione c’è. Abolire le province, accorpare i comuni sotto i 5.000 abitanti, istituire delle macroregioni e tagliare le spese elettorali in un solo election day, che lui ha ribattezzato “Il Giorno Unico del Voto”.

In un post sul blog che richiama una antica pubblicità di biscotti, Grillo osserva che “le elezioni in Italia sono come la vecchia pubblicità dei Pavesini. E’ sempre l’ora delle elezioni. Ogni anno ci sono centinaia o anche migliaia di comuni che vanno al voto. Sono 8.092. Ci sono poi le elezioni regionali che cadono per le diverse regioni anch’esse ogni anno. Immancabili le elezioni europee, insopprimibili quelle provinciali nonostante la loro inutilità (ci sono province con meno di 100.000 abitanti), inevitabili quelle politiche, spesso anticipate”.

“Le elezioni amministrative e regionali – sottolinea Grillo – possono essere anche annullate o può cadere una giunta per corruzione, per infiltrazioni mafiose o per altri mille motivi. In tal caso si fa il bis. Altro turno elettorale. Ogni elezione è buona per chi vince, anche fosse l’ultimo dei comuni italiani, per riaffermare il primato del suo partito a livello nazionale. Chi perde invece si aggrappa all’archivio storico delle consultazioni con ardite acrobazie statistiche per spiegare che se non ha vinto, almeno ha ‘non perso'”.

“Non solo – scrive Grillo – le elezioni non finiscono mai, ma gli esaminandi si moltiplicano. Regioni con la popolazione di un quartiere di città, province che non hanno neppure la dimensione di un medio comune e di comuni con gli abitanti di un condominio, talvolta di un appartamento con famiglia numerosa.

C’è la corsa a diventare regioni, province, comuni. Una corsa all’oro che promette poltrone, sussidi, finanziamenti, appalti, poteri”.

Attenzione, avverte il leader M5S: “I costi di questo stillicidio sono incalcolabili. Nessun governo ha mai provato ad unire le diverse consultazioni.

Comunali, politiche e regionali, con l’introduzione di macro regioni (attualmente 11 regioni su 20 hanno meno di due milioni di abitanti) dovrebbero tenersi in un’unica sessione. Le provinciali vanno abolite da subito. I comuni sotto i 5.000 abitanti vanno accorpati. Nulla di tutto questo è previsto, le greppie del potere devono rimanere in vita e, se possibile, moltiplicarsi. Consigli, assessori, sindaci, presidenti, una folla che dipende dalla politica. Il Giorno Unico del Voto suona bene”, conclude.

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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