Il Bacio

 Racconto di Maria Delli Quadri

 Pescasseroli - Donne-alla-fontanaLa storia, vera, è accaduta nella metà del secolo scorso, (anni ’50 ), nel periodo della  prima ripresa economica  nel  nostro paese dopo la fine della  guerra e l’inizio dell’emigrazione forzata verso il nord- Italia  o in paesi più evoluti,  come Germania, Francia o anche Inghilterra.

In un paesino del sud-Italia, che potrebbe trovarsi in Molise, in Abruzzo o altrove,  vivono, tra gli altri abitanti, due giovani innamorati: Mario e Rosetta, due ragazzi, seri e timorati di Dio. Lei appartiene a una famiglia benestante: è figlia unica e, quasi certamente, erediterà le terre, i campi coltivati, gli orti, gli uliveti e i vigneti, tutti  proprietà  di suo padre e di sua madre. E’ bella, ha occhi grandi ed espressivi, un volto atteggiato sempre al sorriso, maniere educate e gentili; ha solo 16 anni e in paese tutti i giovani aspirano alle nozze con lei. Fra questi c’è Mario, ragazzo povero, rimasto orfano  di padre fin dall’età di 14 anni che, per amore di lei, non ha preso la via dell’estero, come tutti gli altri. I due si amano e si incontrano  di nascosto alla fontana dove lei va ad attingere l’acqua con la tina di rame

Mario non ha potuto continuare la scuola, perché, morto il padre, si è dovuto assumere l’ obbligo  di mantenere la famiglia, composta dalla madre vedova e da due fratelli  più piccoli di lui. La vita è dura in paese e il ragazzo si arrangia come può: fa il muratore quando c’è lavoro, fa il contadino a giornata, l’uomo di fatica o altro: non si risparmia mai e la sera, nonostante la stanchezza, legge libri presi in prestito, giornali che il barbiere suo amico gli passa quando son ormai datati, opuscoli. di politica  che inneggiano al socialismo e all’uguaglianza  sociale. Non può esporsi troppo, perché altrimenti lo guardano con sospetto e gli negano l’occupazione

In paese tornano, d’estate, gli emigranti che si presentano con macchine  lunghe e sgargianti. Alcuni hanno fatto fortuna e non fanno mistero del benessere raggiunto. Tutti esortano Mario a emigrare, a lasciare il paesello, tanto poi “ci  si fa l’abitudine a vivere in un luogo lontano dall’Italia“. Il giovane tace di fronte a queste proposte: per lui andare via significa non vedere più Rosetta o parlare con lei  alla fontana

Mario è un bel ragazzo alto, magro, con muscoli d’acciaio, capaci di compiere qualunque sforzo Gli amici ammirano la sua forza, la  sua tenacia,   la sua intelligenza, il suo saper parlare di attualità, di politica e fanno a gara a chi può arricchire sul lavoro la sua magra colazione, donandogli un pezzo di pane e formaggio, un bicchiere di vino che, bevuto con parsiminia, dopo la fatica ristora le membra e dà vigore al corpo stanco. Tutti lo amano in paese e lo rispettano meno la famiglia di Rosetta che vede in lui un derelitto e un fannullone, pronto a mettere le mani sulle loro ricchezze.

Le donne, tra cui comare Grazia, cercano di attirare la ragazza nella loro orbita,  col beneplacito della famiglia di lei, per farle sposare qualche altro giovane; e ce ne sono tanti ! Uno in particolare: Domenico, un po’ sempliciotto che, per le sue frequentazioni femminili in città si vanta di essere un uomo navigato, capace di far felice ogni donna. E’ ricco e la famiglia di lei  chiuderebbe volentieri un occhio sulle sue precedenti marachelle: “Tanto, dicono, quando l’uomo si accasa, non fa più il cacciatore“. Rosetta scopre questi maneggi fatti alle sue spalle e si dispera, perché lei ama solo Mario: “O Mario o il convento!”, dice e ripete, ma la madre, aiutata dalle comari e anche dal marito, si mostra irremovibile: “il matrimonio s’ha da fare” dice parafrasando senza saperlo, le parole di  Manzoni al contrario, e non c’è da discutere!

La ragazza non viene più mandata alla fontana, per cui i due innamorati non s’ incontrano mai. Mario è triste e infelice. Cosa può fare un povero giovane per contrastare le congiure ordite contro di lui? Per fortuna anch’egli ha la sua “comare Grazia”: il barbiere!  Costui lo consiglia per bene, esperto com’è  della vita, degli inganni dell’ amore e delle antiche usanze quasi tribali, in uso nelle  società contadine del tempo.. La bottega del barbiere è come un giornale aperto alle pagine di cronaca nera, rosa o policroma. Tutte le novità passano di lì, a volte ingrandite o esagerate ma, a volte, anche veritiere ed efficaci.

Qual è il piano? Presto detto! Seguite l’evolversi dei fatti.

In paese c’è la festa del Santo Patrono: la chiesa e la piazza sono addobbate   con luci e archi  traforati che sembrano merletti. La banda si prepara per accompagnare la processione,  le bancarelle mostrano ogni sorta di mercanzia. Tra la  folla, che esce dalla chiesa, dopo la messa cantata, mentre le campane suonano a festa e i primi spari annunciano i fuochi d’artificio, c’è anche Rosetta, accompagnata dalla madre e da comare Grazia che la scortano come due carabinieri

Bacio All’improvviso, come venuto da un altro mondo, compare davanti a loro Mario che, approfittando della sorpresa e della confusione delle donne, si avvicina a Rosetta, l’abbraccia e la bacia sulla bocca. L’orrore di tutti è grande: ognuno ha visto; adesso Mario “deve” sposare Rosetta e ne deve salvare l’onore, altrimenti lei “perde la sorte”, come si diceva una volta. Il parapiglia è grande, tutti gridano, la ragazza piange disperata, mentre qualcuno, per fortuna, sottrae il giovane da sicuro linciaggio. A questo punto la storia potrebbe terminare col lieto fine: no, perché la giovanetta che ha idee più moderne, si sente offesa dal gesto del suo amato, pensa di essere stata trattata come un oggetto e rifiuta categoricamente le nozze riparatrici. Si chiude in casa e decide  di farsi suora.

Il giovane, addolorato e dispiaciuto, rimane nascosto per un po’, poi comincia a cercare lavoro fuori del paese: la mattina all’alba parte con ogni mezzo, anche a piedi, per raggiungere il posto di lavoro lontano dai pettegolezzi e dalle maldicenze. Entrambi i giovani sono infelici: lei chiusa nel dolore e nella solitudine, lui amareggiato dalle conseguenze del suo gesto sconsiderato. I tempi sono cambiati: le ragazze non si prestano più a simili compromessi; vogliono l’amore alla luce del sole, amore che deve essere  libera scelta e non costrizione.

E’ una  fase difficile della loro vita; passano alcuni mesi nel silenzio più totale; il “fattaccio” comincia a scomparire dalle cronache paesane, ma il destino veglia sui due giovani e decide che è giunto il momento di scrivere la parola “fine” alla vicenda.

Una mattina Mario sta recandosi al lavoro e percorre una mulattiera irta e scoscesa per abbreviare il tragitto. Ad un tratto  alla finestra di un casolare  sperduto tra i campi vede una donna, con i capelli strecciati che fa grandi gesti con le braccia e grida cercando aiuto.

Il giovane corre su in casa e trova la madre di Rosetta che si strappa i capelli e piange istericamente. Il marito, riverso su una sedia, sembra voler esalare l’ultimo respiro. I due si riconoscono, ma non è quello il momento di rivangare vecchi odi e rancori.  Mario si avvicina al vecchio, gli ascolta il polso, capisce subito che  si trova in presenza di un infarto grave, allora comincia a praticare i primi rimedi: pressione sui muscoli pettorali, leggero movimento delle braccia, respirazione bocca a bocca (Anche questo ha imparato a fare Mario). Il volto dell’uomo pian pianino riprende colore, il respiro, dapprima debole, acquista sempre più regolarià, gli occhi si riaprono  al mondo e tornano a vedere cose e persone.

IL nostro eroe esce di corsa diretto al paese, organizza una squadra di soccorso e con una lettiga improvvisata, dopo avere avvertito il dottore, torna alla masseria. Tutti insieme trasferiscono l’uomo sulla barella e, con delicatezza, lo trasportano  a casa   del  medico. Il tutto avviene, tra andare  e tornare, in circa un’ora . I soccorsi tempestivi e le cure mediche vincono il male. Il dottore che conosce la storia del bacio rubato a tradimento, rivolto alla signora, dice: “Vostro marito è salvo per il pronto intervento di questo bravo giovane; ripensate a quello che avete fatto; a questo mondo  sono più importanti  l’altruismo, la bontà e l’onestà che non la ricchezza fine a se stessa; egli ha agito disinteressatamente, vi ha ridato il marito; ora è tempo che voi gli restituiate l’amore di Rosetta.” La madre piange di gioia questa volta e abbraccia il ragazzo. Rosetta, presente alla scena, perchè qualcuno l’ha avvertita,  si commuove e, quando il padre, tornato cosciente, la chiama vicino a sé insieme con Mario e intreccia le mani dei due, scoppia in un pianto dirotto e liberatorio. I giovani si abbracciano, stavolta senza inganno, e si scambiano la promessa tanto a lungo sognata e sofferta.

 Sono felici e possono coronare, finalmente, il loro sogno d’amore

Il ricorso al bacio proditorio era in uso presso  le nostre antiche comunità paesane.

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[1]  Maria Delli Quadri, Molisana di Agnone (IS), già Prof.ssa di Lettere oggi in pensione. Ama la musica, la lettura e l’espressione scritta dei suoi sentimenti.

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine

 

About Maria Delli Quadri

Maria Delli Quadri, Molisana di Agnone (IS), già Prof.ssa di Lettere. Amava la musica, la lettura e l'espressione scritta dei suoi sentimenti.

2 commenti

  1. Bellissimo brano………..altri tempi……..oggi Ipad-Iphone, ci distolgono dal vero bene della vita e dei valori fondamnetali della convivenza-.

  2. Antonia Anna Pinna

    Nemmeno De Sica avrebbe saputo immaginare una storia tanto bella. Grazie Maria per avercela raccontata.

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