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Antonio Litterio, un giovane almosaviano di Agnone, in Antartide

Un anno fa Antonio Litterio, nativo di Agnone, decise di partecipare alla spedizione italiana in Antartide, lasciandosi alle spalle le valli e i monti dell’Alto Molise.

A distanza di un anno ha sentito il bisogno di pubblicare sul suo profilo Facebook uno scritto di cui riporto una parte, quella più intimistica … … …

 

 Sono ormai passati più di undici mesi dalla mia prima impronta sul suolo antartico e nove di completo isolamento, ho visto passare molte stagioni, per la prima volta nella mia vita non scandite dal cambiare dei colori della natura, dalle foglie che da un verde sfavillante cambiano dipinte da chissà chi importante pittore.

Ora sono qui, nella mia stanza, a pensare.

 Le stagioni sono passate anche qui, nella monotonia, scandite dalla luce, dal freddo e dai cambiamenti del mio spirito e del mio corpo. Sono passato attraverso la stagione del tramonto, stagione di passaggio, preludio alla più impegnativa ed attesa stagione del buio con le sue mille notti senza luce, affascinanti e tenebrose, che mi hanno segnato nel profondo. Poi la stagione delle albe, la nuova rinascita, il sentirsi vivo ed il rendersi conto dell’importanza della luce.

 Ed ora eccomi qui ritornato a chiudere il cerchio nella stagione della luce perenne, ma é diversa da quella che ho attraversato un anno fa. Ora sono stanco, non posso e non voglio nasconderlo, è fisiologico ma anche frustrante. Avere la voglia di spaccare il mondo ed invece ritrovarsi senza energie.

 Vorrei camminare per chilometri e chilometri nel chiaroscuro di un sottobosco e lì immergermi nei suoni della natura e respirare un aria frizzante e piena di odori; vorrei sentire le onde che si infrangono potenti sugli scogli come tuoni in una nera giornata e sentire la pioggia bagnare il mio corpo.

 Vivere in un mondo asettico non è facile; La monotonia è asetticità; è una grande avversaria e l’avere la consapevolezza di non essere immerso in un mondo di stimoli non facilita il percorso.

 Guardo la mia stanza e penso a quanti umori ha vissuto, quanti pensieri e sospiri uditi, dei miei che si uniscono agli altri dei precedenti interventi, come venature nel legno delle sue pareti segnano e caratterizzano anche la mia persona. Notti e giorni insonni in cerca di risposte e forza. Questa stanza che molte volte ha ascoltato le parole desidero, vorrei e mi manca.

 Mi manca sentire acqua di mare sulla mia faccia; assaporare un frutto succoso, udire voci, sdraiarmi sotto un albero e restare li a fissare le foglie che con il vento ed il sole vibranti brillano e mi riempiono gli occhi di vivida luce.

 Sono stanco, vorrei addormentarmi ora in un prato verde e sentirmi cullato, cullato da una lieve brezza primaverile, cullato tra le braccia di una donna che mi possa far addormentare ed una volta risvegliato sentirmi come se tutto questo fosse stato un sogno e una volta risvegliato sentirmi pieno di energie e pronto ad attraversare una nuova stagione.

Antonio…”.

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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