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Anno 2012, l’anno degli onesti o dei becchini

Le Ragioni dell’ ALMOSAVA

Il territorio dell’ALMOSAVA (Alto Molise Sangro Vastese)

  • fu terra d’origine della Gente Sannita,
  • fu terra di formazione della Diocesi di Trivent
  • diede natali a San Francesco Caracciolo, Benedetto Croce filosofo, Teofilo Patini pittore, Libero Serafini letterato, Nino Caffè pittore, Elio Di Lazzaro musicista e tantissimi altri illustri personaggi;

Grazie alla politica della Provvidenza degli anni 70-90 del secolo scorso che creò, dal nulla e senza fondamento economico, Regioni (tra cui il Molise), salvò e incrementò Provincie (tra cui Isernia), istituì un troppo generoso sistema sanitario nazionale fonte di sprechi inimmaginabili, concesse pensioni che non avevano un supporto finanziario adeguato ma rinviavano alle prestazioni delle future generazioni (fregate), istituì pensioni di invalidità “economiche” e non “infortunistiche”, attivò appalti spesso inutili e costosi, Il territorio dell’ALMOSAVA (Alto Molise Sangro Vastese)

  • fu smembrato e sottoposto a 2 Regioni e 4 Provincie e,
  • da terra orgogliosamente autonoma e fortemente produttiva diventò, pian piano, terra assistita e soggetta, quindi, alle difficoltà dello Stato Italiano e alle bufere finanziarie nazionali e internazionali.

Per effetto di quella politica, di cui è inutile cercare di appurare se fu adottata in buona o mala fede, perché parlarne divide,  Il territorio dell’ALMOSAVA (Alto Molise Sangro Vastese) ha subìto conseguenze pesantissime, sconosciute ai più, quali:

Spopolamento: si è passati da 161.000 residenti degli anni 40-50, agli attuali 61.000. Differenza 100.000 abitanti, per la maggior parte giovani, con conseguente innalzamento dell’indice di vecchiaia (terra di vecchi).

Svalutazione del patrimonio immobiliare e fondiario: stanno andando in fumo, a valore di costruzione, 14 miliardi di euro che, a valore normale di mercato, diventano 28 miliardi di euro.

Disastro urbanistico: oggi ben 47 comuni sui 63 del territorio hanno meno di 1000 abitanti, solo 2 ne hanno poco più di 5.000, gli altri 14 ne hanno poco più di 1.000.

Disastro morale: i vecchi si sentono soli e abbandonati e le mamme, contro natura, si augurano che i propri figli lascino questo territorio.

Fregatura economica: pur pagando le stesse imposte e le stesse tasse degli italiani, i cittadini almosaviani si trovano ad essere:

  •     Cornuti: meno servizi (viabilità, assistenza sanitaria, edilizia scolastica, ecc…)
  •     Mazziati: più spese (riscaldamento, scolarizzazione, assistenza, ecc…)

 

CHE ALTRO DEVE SUCCEDERE PERCHE’ I PICCOLI COMUNI DELL’ ALMOSAVA SI CONVINCANO AD AGGREGARSI TRA DI LORO PER FAR SENTIRE FORTE ED ALTA LA LORO VOCE ?

In democrazia vincono i numeri. Ciascun comune, da solo, precipita verso il fallimento patrimoniale economico e sociale. Aggregazioni parziali sono solo palliativi ad uso e consumo di piccole lotte di potere o povere considerazioni campanilistiche, o, peggio ancora, miserrimi interessi personali, falsamente produttivi a breve, certamente nefasti a lungo termine.

A RISARCIMENTO DEI SUDDETTI DISASTRI DEMOGRAFICI, PATRIMONIALI, ECONOMICI E SOCIALI
SI PUÒ LOTTARE, TUTTI UNITI, PER OTTENERE, :

 Il riconoscimento per l’Almosava di ZONA FRANCA, accompagnata da un programma di azioni concrete, quali:

  • Il polo ospedaliero concertato tra Agnone  e Castel di Sangro.
  • L’attivazione di 3 cantieri stradali per una viabilità veloce tra Trivento e Castel di Sangro, tra Trivento e Colledimezzo, tra Castel di Sangro e Colledimezzo.
  • La costituzione di Poli scolastici interregionali e interprovinciali.
  • Lo sviluppo dei Poli industriali e artigianali dell’ Alta valle del Trigno e dell’ Alta valle del Sangro
  • Il rilancio della Ferrovia “Transiberiana Italiana”,  Sulmona – Carpinone.
  • Un polo sportivo concertato tra Roccaraso, Capracotta, Pizzoferrato.
  • La costituzione del Museo Naturalistico dell’Alto Vastese.

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Michele Iorio, Giovanni Chiodi, i consiglieri regionali, quelli provinciali, abruzzesi e molisani, che siano di destra o di sinistra,  si mettano una mano sul cuore, accantonino il puro cinismo politico e favoriscano queste aggregazioni, se non vogliono passare alla storia come i becchini, in buona o mala fede, di un territorio e di una popolazione.

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Anno 2012, l'anno dei becchini?

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

4 commenti

  1. Esther Delli Quadri

    Alla tua puntuale e condivisa lista degli “indennizzi” aggiungerei soltanto, se lo ritieni opportuno, la costituzione di fondi dati ai comuni esclusivamente per politiche rivolte agli anziani, nonché il supporto organizzativo con figure professionali specializzate nel settore , se necessario, per realizzare sul territorio di Almosava:
    a) case-famiglia per anziani che hanno difficoltà a vivere da soli ma che non accettano l’idea della casa di riposo .Tali case-famiglia vedono la presenza di un ristretto numero di anziani, , 4 o 5 persone, più un paio di “badanti” . Piccole comunità di questo tipo si stanno costituendo da qualche anno in alcune regioni d’Italia soprattutto al nord, come alternativa alle case di riposo ( tra l’altro queste piccole comunità , non avendo bisogno di grandi strutture potrebbero trovare facilmente collocazione in abitazioni, scelte tra quelle più idonee allo scopo, dei tanti centri storici, e non solo, dei paesi sul territorio di Almosava che sono ormai per lo più spopolati.
    b)organizzazione di centri ricreativi per anziani in orario diurno che assolvano anche alla funzione di fornire i pasti principali , liberando così una parte di anziani dall’onere della spesa da trasportare fino a casa più volte alla settimana, e fornendo anche un concreto aiuto ai familiari che magari sono impegnati per lavoro durante il giorno o sono pendolari. Per questo occorrerebbero oltre che le strutture anche i trasporti adeguati per prelevare gli anziani dalle loro case ed accompagnarli nei centri e viceversa. ( Gli inverni ad Almosava sono lunghi e quando anche il vicinato non c’è più, perché come già detto i centri storici si sono spopolati , bisogna pensare ad “ indennizzare” anche gli anziani del posto che hanno trascorso “ produttivamente” una buona parte della loro vita, e che hanno diritto , come tutti, ad un minimo di vita relazionale .)

  2. Mulise

    Atterteruate ‘n bacce all’appennine
    t’jene annascuoscte all’uocchie de nesciune
    t’jene ‘nzerrate,e fore ciele e terra
    fiène cunbine gne re mesengune.

    T’jene lassate ciende e ciende pecra,
    re pecheriere ca ze n’jene jute
    e ‘n gé menute manghe criscte muorte
    a pasce chiscte terre cannarute.

    Tu t’ire crise ca re figlie tié
    turnassere a ssa mandra.
    Ma z’jene sparpagliete pe re munne.
    De lore te arremascta sole n’ombra.

  3. Enzo C. Delli Quadri

    Cara Esther,
    l’indennizzo di cui parli è congruo e omogeneo con una normale politica sociale moderna e umana. Dovrebbe essere la bibbia di un qualsiasi politico che abbia a cuore le sorti dei suoi elettori.
    Almosava, oggi, si preoccupa soprattutto dei giovani che dovrebbero restare sul posto proprio per evitare che il nostro territorio diventi solo e soltanto un luogo di trapasso dalla terza o quarta età verso l’aldilà.
    Per questo viene posto l’accento su poli scolastici, poli industriali, cantieri stradali e ospedale (vero, quello che abbia a base il punto nascite).
    L’indennizzo di cui tu parli o è normale moderna politica sociale o diventa un progetto alternativo a quello di ALMOSAVA.
    Niente più giovani, ma terra di vecchi. In questo caso ALMOSAVA non ha ragione di esistere.

  4. ovidio eduardo monaco

    Al di fuori tutti i buoni sentimenti e propositi positivi che la situazione richiede direi di fare una lista degli aderenti al movimento e contandoci ci potremmo rendere portavoce di soluzioni nuove; facciamo un tesseramento degli aderenti ad ALMOSAVA-.Nelle aree di crisi individuate dalla regione Abruzzo,la Val Trigno, non esiste nemmeno e sapete perchè: perchè non essendovi NULLA non vi è nemmeno la crisi—-Anche la miseria, per noi ha un aspetto positivo: Non esistiamo, peccato non sia così per il fisco e per le future IMU, e vedremo cosa potranno rivalutare negli immobili montani, privi di qualsiasi valore reale; aspettiamo che le case dei nostri poveri comuni montani, cadano le une sulle altre, così Google Hearth, fra anni mostrerà al mondo una moderna Hyroshima, senza “bombe”, ma governata da uomini senza “capa”………………….
    A domani e “chi vivrà vedrà”………………………….

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