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Ammonde a Sandluca – Sul Monte San Luca

di Gustavo Tempesta Petresine [1]

Pescopennataro Monte San Luca
Pescopennataro Monte San Luca

Ammonde  a Sandluca

Re Padreterne: arre diciotte ottobbre
darre ciéle ascegnette,
atterrette a ‘ne paese de mundagna
addù ce criscene le rocchie
e l’erva spragna.
Siccome l’aria je sembrette fina,
je piacette r’abbìte e la pagliùca
‘mblette e vosche vosche ze truvette
‘ngime a ‘ne monde chiamate sandLuca

Ah! Che bell’aria fina,
ah! Che silenzie attorne,
fusse accuscì pe sembre
senza sendì la gende
ca prega e chiéma griézia notte e juorne.
In paradise me sò scumbediete
de je gerenne ammonde
‘ngoppe e sotte,
chemmuò senza relorge e senza tiémbe
re juorne dura troppe e ne fa miè notte.

Ogni matina s. Pietre o n’ualdre suande
m’ada levà re cuorje,
ma qualche volda ca me ‘mbesctialìsce
re sbatte tutte quande in purgatorje.
Chi gna vulésse arremanì ecche ‘ngime,
ie ‘nziembre a ‘na crapa e ‘n agnellone
arrengemènneme pe rocchie e pe candune
pe mèglie cundrullà la situazione.

Sul monte Sanluca

Il padreteno, il diciotto di ottobre
dal cielo scese.
Atterrò in un paese di montagna
dove crescono rovi
e cicoria selvatica.
Siccome l’aria gli sembrò pura
e gli piacquero gli abeti e l’erba,
costeggiando il bosco si trovò
su di un monte detto S, Luca

Oh! Che bell’aria fine,
che silenzio intorno,
fosse così per sempre
senza ascoltare gente che prega
e chiede grazie notte e giorno.
In paradiso sono stufo
di rigirarmi intorno,
sotto e sopra
poiché senza orologio e senza tempo
il giorno dura troppo
e non fa mai notte.

Ogni mattina S. Pietro o un altro santo
deve importunarmi
ma quella volta che perdo la pazienza
li sbatto tutti quanti in purgatorio.
Come vorrei rimanere qui
in compagnia di una capra e un agnello
arrampicandomi sulle alture
per meglio controllare la situazione.

 

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[1] Gustavo Tempesta Petresine, Molisano di Pescopennataro (IS), si definisce “ignorante congenito, allievo di Socrate e Paperino”. Ama la prosa e la poesia, cui dedica molto del suo tempo, con risultati eccezionali, considerati i premi conseguiti e la stima di tutti. Il suo lavoro più bello: il libro di poesie “Ne Cande”

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine

 

 

 

About Gustavo Tempesta Petresine

Gustavo Tempesta Petresine, Molisano di Pescopennataro (IS), si definisce “ignorante congenito, allievo di Socrate e Paperino”. Ama la prosa e la poesia, cui dedica molto del suo tempo, con risultati eccezionali, considerati i premi conseguiti e la stima di tutti.

2 commenti

  1. UNA RELIGIOSITà SOMMESSA, CONFESSATA CON POETICHE PAROLE E RIFERIMENTI A LUOGHI CARICHI DI NOSTALGICO AFFETTO.IL” POETA” GUSTAVO, COME SEMPRE, AMMALIA IN QUESTA POESIA.

  2. Leonardo Tilli

    Gustavo Tempesta Petresine, spinto dall’imperioso “richiamo” dei suoi bei luoghi amati, ha reso un “divino” omaggio alla sua terra natia, ai suoi affetti.
    Egli, nel rivivere le antiche, perenni bellezze dei luoghi, con questa bella poesia, forse, trova anche un minimo appagamento al profondo amore per la sua terra, … la terra dei suoi avi.
    Belle le foto.
    Il fiore spinoso, in primo piano nella foto, a Fraine si chiama “TICHTÒ”.
    Le sue radici, dicevano, contiene “digitale”, una volta veniva utilizzata per curare alcune disfunzioni cardiache …

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