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Altosannio: Leggende, Filastrocche, Proverbi

di Maria Delli Quadri [1] 

Grotta del Diavolo - particolari della pareti
Grotta del Diavolo (foto di Pietro Falcioni)

Leggende

Tra le leggende locali, una delle più piacevoli è quella de “LA GROTTA DEL DIAVOLO”, di cui ho scritto su questo medesimo sito tempo fa (http://www.altosannio.it/il-mondo-maria-la-grotta-del-diavolo/)

Alle falde del monte S. NICOLA, situato tra Capracotta, Pescopennataro e Agnone, c’è, ancora oggi, una grotta in cui un tempo veniva collocato dalle credenze popolari un favoloso tesoro, custodito dal diavolo.

Si racconta che tre amici di Agnone, Trivento e Salcito partirono alla volta di tale grotta con la prospettiva di mettere mano sulle ingenti ricchezze custoditevi. Il patto,però, era chiaro: essendo la ricchezza di proprietà del diavolo, non doveva essere pronunziato  mai alcun nome  che fosse attinente alla religione Le cose andarono diversamente: all’apparire di tre serpenti a guardia dei sacchi contenenti il tesoro, uno dei tre, in preda al terrore,, pronunziò il nome di S. Antonio, provocando l’immediata scomparsa del tesoro ed il rientro, al volo, dei malcapitati al loro rispettivo paese. La leggenda presenta diverse versioni: quella narrata da me a suo tempo è un po’ diversa e più ricca, ma comunque l’argomento è sempre lo stesso, con le varianti del caso.

C’è poi la leggenda della chioccia con sette pulcini, racchiusa in una roccia. I pulcini si nutrivano di perle destinate a quelle ragazze che non dicevano mai male delle loro suocere.

Che dite, ci saranno state?

Filastrocche

Le nonne intrattenevano i piccoli cantando loro nenie e recitando facili poesie in dialetto per il loro divertimento:

cicerenella e arre cavallucc 1

Cicirinella

“Cicirinella teneva nu mule,
iva a Napule sule sule,
se caricava di cose belle
viva ru mule de Cicirinella.
Cicirinella teneva nu puarche
tutte re iuorne iva all’uorte,
la cavava la n’zalatella,
viva ru puarche de Cicirinella.
Cicirinella teneva nu cane
muccecava li cristiane,
muccecava le femmene belle,
viva ru cane de Cicirinella
Cicirinella teneva nu galle
tutte re jurne ce iva a cavalle
j metteva le briglie e la sella,
viva ru cane de Cicirinella.”

dita-1

Le 5 dita della mano.

Quiste iva  accattà la carne( pollice)
Quiste la purtava alla casa( indice)
Quiste la metteva a còcere( medio)
Quiste se la magnava( anulare)
Quiste diceva: ” la voglie pur’i’, la voglie puri'(mignolo)

La fontanella

Con la mano del bimbo aperta, la nonna, passando l’indice, diceva:
In mezz’alla piazza
ci sta na pupazza
ci sta na fundanella
Evviva le cose belle.
E il bambina rideva anche per il solletico provocato dal dito rugoso della nonna

Oppure
“Sitaccio mio sitaccio
come mi fai così ti rifaccio
Il bimbo sedeva sulle ginocchia della nonna che lo dondolava

Comunicazioni povere ma altamente educative.

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Proverbi

Alle leggende, alle filastrocche, ai canti popolari fanno seguito proverbi e indovinelli che rivelano tutta la sapienza pratica del contadino. Spesso essi deliziavano i bimbi nelle lunghe sere invernali e alleviavano le donne dalle fatiche domestiche. Citiamo pertanto qualche proverbio e nel contempo comunichiamo ai lettori, se ce ne saranno, che su questo stesso sito c’è un intero settore dedicato alla materia.

1) jenere e nepute, chelle che fai è tutte perdute.
2)Quande lampa scampa, quande tòna chiove.
3) la cunfedenza è mamma de la mala créanza.
4)Tre so’ re putiente: ru re, ru papa e chi nen té niente

Indovinelli

1) Tienghe na cesta d’ova: la sera ce le mette e la matina nen ce l’aretrove.( le stelle)
2)Chi la té larga e chi la té stretta, chi la té chiena e chi la té netta (la tasca)
3)Lunghe e tunne re vularria, dentr’a la vocca re mettarria,ce facera la mesculanza, bella cosa pe’ la panza
(i maccheroni)
4)Chi re fa’ re fa’ pe venne, chi r’accatta nen se ne serve, chi se ne serve nen re vede, chess’é cosa che nen se crede. (la bara)

Ragazzi di ieri e di oggi

I ragazzi di oggi pensano qualche volta all’infanzia dei loro nonni?. Forse mai, o solo talvolta. Se lo facessero più spesso, troverebbero così diverse le due epoche: i ragazzi di allora dovevano dire sempre ” SI”, dovevano lavorare,sopportare privazioni e accontentarsi di quel poco che veniva loro concesso. Se potevano frequentare qualche classe di scuola elementare erano dei privilegiati.

I ragazzi di oggi, avendo quasi sempre tutto ciò che desiderano, anche il superfluo, e trovando tutto più facile, forse soltanto apparentemente sono più felici. I nostri nonni non potevano desiderare molto di più, perchè non sapevano neanche che ci potessero essere delle cose da desiderare all’infuori di quelle che conoscevano: forse il cerchio, le “vricce”, il “mazza pezzotto”. Loro pascolavano, aiutavano nei campi, mantenevano la matassa quando la mamma o la nonna facevano il gomotolo.

In realtà ogni epoca ha i suoi problemi che, inevitabilmente vissuti e visti con prospettive diverse, possono sembrare tanto dissimili e invece, fondamentalmente, vengono vissuti  con spirito uguale.

È questa nostra vita reale, umana che e’ fatta cosi’.

(foto da web a cura di Enzo C. Delli Quadri)

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[1] Maria Delli Quadri: Molisana di Agnone (IS), prof.ssa di Lettere, oggi in pensione. Ama la musica, la lettura e l’espressione scritta dei suoi sentimenti. In questa rubrica Maria volge lo sguardo sul mondo almosaviano e nascono pensieri e ricordi.

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine

 

About Maria Delli Quadri

Maria Delli Quadri, Molisana di Agnone (IS), già Prof.ssa di Lettere. Amava la musica, la lettura e l'espressione scritta dei suoi sentimenti.

Un commento

  1. JUAN MASTRONARDI

    la mia maestra,,,,anni 50 e’ stata ,,,CELESTINA MARINELLI,,,,,DI CUI RINGRACIO.

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