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Almosava, da CUORE della prima Nazione chiamata Italia a modesto e ininfluente CAPILLARE

Di Enzo C. Delli Quadri

Chiunque abbia avuto modo di avvicinarsi alla presentazione del nuovo romanzo storico di Nicola Mastronardi, avrà potuto constatare come i Romani abbiano fatto del tutto per cancellare la storia della prima Italia.

Il romanzo storico vuole essere un viaggio oltre i confini del tempo, alla ricerca dell’identità di un popolo, che rinasce dove tutto sembrava perduto…

L’intreccio narrativo di Nicola Mastronardi comincia diciassette anni dopo la Guerra Sociale, vale a dire lo scontro che, dal 91 a. C., vide protagonisti i popoli italici in opposizione alla oligarchia romana, uniti in una nazione, chiamata appunto Italia, per conquistare prima diritti di cittadinanza, poi la piena indipendenza, dando un nome alla propria identità: Viteliu, Italia. Silone era amico del tribuno Marco Livio Druso, assassinato per i suoi tentativi di concedere diritti e piena cittadinanza per gli Italici soci di Roma da oltre duecento anni. La scintilla della guerra arrivò da Ascoli, dove la popolazione trucidò tutti i romani presenti in città. A questo punto, i dodici popoli dei Vitelios si unirono, radunando centomila soldati, formando un parlamento e stabilendo la propria prima capitale a Corfinium, che chiameranno Italica. Nel 90 a. C. il condottiero supremo dei Marsi, Silone, vinse una cruenta battaglia contro Roma, il cui trionfo fu celebrato a Bovaianom, nel Sannio e impresso in una moneta (la cui foto è riportata sulla copertina del libro). Ma, nell’89 a. C. egli perse contro i romani guidati da Gaio Mario, nello scontro di Alba Fucens e in Val Comino per morire in una successiva battaglia. La Guerra Sociale e le sue stragi dopo qualche anno si spensero, Mario concesse ai Sanniti e ai loro alleati i diritti per cui avevano lottato e che avevano contribuito a costruire. Ma nell’82 a. C. tornò a Roma Lucio Cornelio Silla, esponente dei Conservatori del senato romano spedito in Oriente dopo la Guerra Sociale, che si impose con la forza. Il suo scopo era annullare i diritti concessi ai Vitelios e soprattutto cancellare l’etnia Sannita dalla faccia della storia tentando un genocidio e la damnatio memoriae nei confronti della indomita tribù dei Pentri.

Ne seguì la cancellazione della storia della prima Italia.

Il viaggio che Nicola fa intraprendere ad un vecchio cieco e a suo nipote mira ad un riscatto della memoria. E’ un viaggio che diventa percorso emotivo e di riscoperta di una identità che rischiava di essere perduta, attraverso la Marsica e la Conca Peligna, verso l’Alto Sannio. I due personaggi solcheranno insieme il territorio, la valle e il Fucinus Lacus, che si estendono intorno ai monti Velino e Sirente. Attraverseranno Lucus Angitiae, l’ attuale Luco dei Marsi, Marruvium, oggi S. Benedetto dei Marsi, Cocullo, Sulmona, e poi l’altopiano delle Cinque Miglia fino alla valle del Sangro, per raggiungere l’Alto Sannio (ALMOSAVA), la parte più settentrionale del Molise.

Il territorio di Almosava
Il territorio dell' Almosava


I giovani e meno giovani dell’ALMOSAVA-ALTOSANNIO, ringraziando Nicola Mastronardi, devono sapere, ed esserne orgogliosi, che il loro territorio fu il cuore della Prima Italia ed che, nei secoli, la sua popolazione ha mantenuto una omogeneità di comportamenti, una omogeneità di valori e una omogeneità di lingua che ne reclamano la riaggregazione, salvo finire nel baratro della desertificazione culturale e fisica.

Purtroppo, i governanti locali dell’ALMOSAVA tardano a comprendere il forte significato della storia, tardano a capire l’importanza di riaggregare questo territorio di montagna, sfruttando le attuali norme sulla riduzione dei costi dello Stato per mettere fine all’assurdo smembramento del territorio stesso voluto da politici voraci che decisero di sottoporlo a 4 province e 2 regioni

In tutta Italia, da tempo, i Comuni più provvidenti hanno avviato il discorso della Unione dei Comuni (in fondo all’articolo sono riportati solo alcuni esempi)

Cosa aspettano i nostri politici a darsi una mossa, una volta per tutte?

Non sarà perché, come dice il nostro amico Albino Iacovone :
i sindaci hanno sulle spalle pesi ingombranti di sudditanza dal politico regionale di turno ( sempre pronto ad inculcare, per pura convenienza elettoralistica, quello spirito di conservazione dell’ esistente senza una prospettiva più ampia e rispondente alle esigenze attuali); oppure hanno una visione troppa ristretta ai propri “ orticelli”; oppure, ancora, conservano quel modo campanilistico di affrontare le sfide del futuro?

Come fanno i nostri governanti a non capire che, come scrive magistralmente il nostro Francesco di Rienzo:
l’istituzione delle città metropolitane modificherà profondamente gli attuali assetti politico- economici del nostro Paese a svantaggio dei territori mediani, quelli cioè posti tra le varie città metropolitane. Queste ultime, infatti, facendo leva su tutta una serie di parametri macro-economici, peso elettorale e interessi comuni, tenderanno a fare sistema col forte rischio di escludere le aree circostanti da qualsiasi tipo di contrattazione in tema di finanziamenti e investimenti sul territorio.Per l’Abruzzo e il Molise, il problema è serio in quanto le due Regioni sono letteralmente accerchiate da queste maxi- aggregazioni urbane (Bari a sud, Napoli a sud- ovest, Roma a ovest e Firenze a nord- ovest) e rischiano di rimanerne strangolate.

Non è che succederà quello che paventa l’ altro nostro amico Giovanni Fangio quando afferma :
Prima o poi ci sara’ il comune AltoVastese o il Comune AltoMolise. Saranno mega-agglomerati di pietre, se si continua a ritardare il ragionamento sull’unione dei comuni.

L’ALMOSAVA-ALTOSANNIO FU IL CUORE DELLA PRIMA ITALIA. OGGI È RIDOTTO A SEMPLICE CAPILLARE PERIFERICO e lo resterà senza una presa di coscienza determinata.

ALMOSAVA e la sua giusta direttrice

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ESEMPI  DI  UNIONE  DEI  COMUNI
(sono solo alcuni casi; ma ogni giorno la stampa ce ne comunica altri)

La Bassa Romagna

http://www.labassaromagna.it/Unione-dei-Comuni
l territorio della Bassa Romagna è caratterizzato da una tradizione ormai lunga e consolidata di cooperazione e di lavoro associato, che ha portato alla costituzione dal 1° gennaio 2000 dell’Associazione Intercomunale della Bassa Romagna; oggi la Bassa Romagna è una realtà precisa, un sistema territoriale con una propria identità e un ruolo ormai riconosciuto nel contesto regionale e nazionale. Conta oltre 104.000 residenti

L’Unione di Pratomagno

http://www.unionepratomagno.it/
L’Unione nasce per curare la gestione in forma associata di una serie di funzioni comunali, ma eredita anche le funzioni già esercitate dalla soppressa Comunità Montana del Pratomagno, alla quale è subentrata dal 1° gennaio 2009.

L’Unione dei Comuni del Rubicone

http://www.unionecomunidelrubicone.fc.it/servizi/Menu/dinamica.aspx?idArea=17094&idCat=17095&ID=17095&TipoElemento=categoria
I Comuni che la compongono sono Gatteo, San Mauro Pascoli, Savignano sul Rubicone. Assai omogenei dal punto di vista economico, conservano tradizioni e identità spiccate. Ricchi di storia e cultura, sono stati, tra l’altro, luogo natale di un poeta come Giovanni Pascoli, di architetti militari come gli Antonelli, di un musicista come Secondo Casadei, nonché culla della scuola classica romagnola.
Accanto a questo obiettivo, per così dire, tattico, ne esiste uno strategico: costruire un unico Comune che, al momento attuale, conterebbe circa 37.000 abitanti.

Unione Comuni Modenesi – Area Nord

http://www.comunimodenesiareanord.it/
L’Unione Comuni Modenesi Area Nord si è costituita il 21 novembre 2003 con la sottoscrizione dell’Atto Costitutivo da parte dei Sindaci dei nove Comuni aderenti all’Unione. La popolazione complessiva dell’Unione, al 1 gennaio 2009, è di 86.121 abitanti così distribuita:

Unione Comuni Valdaso

http://nuke.ucvaldaso.it/

Unione dei Comuni della Garfagnana

http://www.ucgarfagnana.lu.it/

Unione dei Comuni Valdera

http://www.unione.valdera.pi.it/

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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