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Agnone nella prima metà dell’ottavo secolo d.C.

Alcuni  storici che si sono occupati in passato e al presente della storia di Agnone ritengono che la prima citazione storica di Agnone risalga   all’anno 833 o al  900 d.C. Poiché in passato non sempre la storia è stata compilata consultando i documenti originali ma riportando acriticamente quanto altri avevano affermato, si è determinata la strana situazione della storia scritta copiando e incollando ritenendo vero quanto riportato da altri; la verità sta lentamente tornando a galla. Se nella  favola del re vestito di stoffa invisibile, fu un bimbo che vide il re nudo ed  aprì gli occhi al re frodato da sarti imbroglioni e da dignitari compiacenti, oggi sono i documenti che ristabiliscono la realtà dei fatti. Purtroppo nella storia occidentale fenomeni di questo tipo non sono isolati: ci vollero quasi due millenni per liberarsi definitivamente dell’ipse dixit aristoteliano che impedì di ricercare la verità anche quando le affermazioni del greco Aristotele erano palesemente false.


Chi ha scritto in passato e al presente non ha  analizzato accuratamente il Chronicon Vulturnense  riguardante  le prime vicende storiche relative all’antica abbazia di San Vincenzo al Volturno, raccolte in un codice miniato che il monaco Giovanni, responsabile dello scriptorium , redasse in scrittura  beneventana  nel 1130 circa, attingendo a fonti dell’ottavo, del nono e del decimo secolo.  Logicamente tale codice  è una miniera di notizie per la storia medievale di molti secoli: “In nomine Domini Dei eterni. Concessimus nos domnus vir gloriosus Gysulfus, summus dux Beneventi Longobardorum gentis, in venerabili monasterio Sancti Vincencii martiris, quod situm est in finibus Samnie territorio Beneventano, super fontem Vulturni fluminis, ubi vir venerabilis Ato regimen tenere videtur ecclesiam …”.

Segue un lungo elenco di donazione  e poi:  “…et Sanctum Maurum de Anglone, cum pertinenciis suis simulque campum qui dicitur Borrani, qui habet finis: ab una parte terra Richardi, ab alia parte via puplica, a tercia parte fine terra Adelberti, qui Sabinianus vocatur, quarta pars fine terra Sancti Angeli de Barregio…”. Il documento conclude: “Hec omnia concedimus et confirmamus in predicto monasterio Sancti Vincencii ad possidendum in integrum, absque alicuius contradiccione, vobis vestrisque successoribus perpetuis temporibus”. Questa è la parte  estratta da un lungo documento che interessa direttamente Anglone.

Cosa dice il testo? In sintesi, Gisulfo II, duca di Benevento (dal 731 al 732, poi dal  742 al 751) nel venerabile monastero di San Vincenzo al Volturno retto dal venerabile abate Ato, concede e conferma il possesso di tutti i territori(quelli elencati),  integralmente e senza contraddizione, a Ato e ai suoi successori in perpetuo. La parte relativa ad Agnone, riguarda la chiesa di San Mauro de Anglone con tutte le pertinenze e con un campo detto di Borrani che confina con la terra di Riccardo, con la via pubblica, con la terra di Adelberto e con la terra di San Michele. Quindi al più tardi nel 751, anno della morte di Gisulfo II, Agnone già era denominata Anglone ed apparteneva al ducato di Benevento; a Staffoli  c’era una strada pubblica e il campo facente parte della donazione era tutta la piana.


Agnone dunque  non era il piccolo borgo come tanti hanno scritto  per giustificare l’attribuzione della Contea a Pietrabbondante, ma un centro che aveva possedimenti forse più estesi di quelli odierni. Infatti la chiesa oggetto della donazione non è attribuita a Pietrabbondante o a Vastogirardi ma è nel territorio de Anglone. Alla luce di questo documento a questo punto sorge un altro dubbio: ma è veramente esistita la Contea di Pietrabbondante o si tratta di un falso storico determinato dal solito…l’ha scritto  il grande Ciarlanti, dunque è vero? Per quanto riguarda le ipotesi  sul significato del toponimo Anglone da cui deriva Agnone, c’è ancora molto da scoprire; intanto non sono vere quelle  provenienti da eventi posteriori al 751 come ad esempio quella derivante dal famoso morso dell’anguisanguco dell’833 o quella legata al Castellum Angelorum.

Non ci proviene nessun aiuto nemmeno dal significato del toponimo di  altre località in Italia che sono chiamate Agnone. In Basilicata sulle rovine di Pandosia, nei primi secoli della cristianità, tra  il sesto, il settimo e l’ottavo  secolo nacque la città di Anglona il cui nome deriva da agno, dimunuitivo di agnone che significa, corso d’acqua, rifacendosi alla grande ansa che l’alveo del fiume Sinni forma ai piedi della collina. Qui abbiamo un ribaltamento della situazione: l’Anglona della Basilicata  diventa tale da agnone mentre nel Liber Focorum Regni Neapolis del 1443  troviamo registrato Anglonum; poi nel testo di Don Filippo La Gamba, Statuti e Capitoli della Terra di Agnone ,  c’è la trasformazione di Anglonum in Agnone: infatti  solo a pagina  74 e dopo tanti Anglonum e Angloni,  in un documento del 1506 stilato in Santa Croce, troviamo  per la prima volta “de la terra  de  Agnone”. In Sardegna, invece, una vasta regione  chiamata  Agnone  deve il nome alla sua forma di grande angolo e in Campania  il toponimo agnone indica ancora oggi  una terra paludosa. Ma per chiarire la situazione occorre ricercare il significato originale di Anglone e non di Agnone. E allora? Dalle  origini di Agnone e fino a quando non fece parte della terra Borrellense, poco o nulla si sa della sua storia e del suo ruolo nel territorio circostante; sono secoli di storia ancora da scrivere e non sappiamo se esistono documenti tali da consentirci di colmare  tale lacuna; oggi non resta altro da fare che accontentarci di aver spostato al  751 la prima menzione storica di Agnone.
E la ricerca continua.

Domenico Di Nucci

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4 commenti

  1. Enzo C. Delli Quadri

    Caro Domenico, il tuo articolo è eccezionale. Grazie

  2. Ricostruzione storica precisa e particolareggiata. Adesso sappiamo qualcosa in più sulla storia del paese con notizie che risalgono quasi alle origini di esso. Se “la ricerca continua” come dici tu, aspettiamo il seguito.

  3. Alessandro Cimmino

    Alcune considerazioni svolte nell’articolo sono interessanti.
    È vero che gli studiosi di storia “locale”, sia quelli che se ne sono occupati nel passato sia quelli che se ne occupano attualmente, spesso facciano riferimento alle stesse fonti e alle “solite” pubblicazioni; come è vero che ci sono lunghi periodi della storia antica e medioevale “bui”, per i quali non conosciamo quasi niente se non quello che ci ha tramandato la tradizione.
    Tuttavia per una ricerca storica condotta con metodo rigorosamente scientifico non è sufficiente che una notizia, una denominazione, un dato vengano trovati in un solo documento o citati da una sola fonte, è necessario che trovino conferma in altri documenti (provenienti, possibilmente, da atri ambiti e redatti da soggetti diversi) e in altre fonti affinché possano essere accertati.
    Nel caso in esame, per quelle che sono le mie conoscenze, è la prima volta che trovo citata una chiesa di Agnone con la denominazione di San Mauro (un santo vissuto nel V-VI secolo, discepolo di San Benedetto, priore di Montecassino e grande taumaturgo)…
    Bisogna, poi, considerare che nel territorio pertinente al Monastero di San Vincenzo al Volturno si trovava una nota località con la denominazione di San Mauro (chiesa, colle o piano di San Mauro), non distante da Staffoli, riportata nelle mappe e citata anche nel famosissimo “Catalogus Baronum”, redatto negli anni 1150-1168 dai re normanni .
    Mai, però, finora l’avevo vista associato al termine Anglone, “San Mauro de Anglone”…

    Alessandro Cimmino

  4. Pietro Mastronardi

    Gli abitanti di Villa latina nel Frusinate , chiamata così durante il fascismo, si chiamano Agnonesi ed Agnone era l’originario nome prima della conversione. Nel libro di Emilio Pistilli (scaricabile da Internet)
    I confini della
    Terra di San Benedetto
    dalla donazione di Gisulfo al sec. XI
    (Studio storico – topografico) http://www.studicassinati.it/db1/jupgrade/images/stories/libri/2006/2006-04.pdf
    si cita il Chronicon e la località Anglone, ma concordo con l’autore che l’Anglone di cui si parla è l’attuale Villa latina (Agnone) e non la più nota Agnone(IS) dove sono nato.

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