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Adelina Zarlenga: un articolo e una domanda. Enzo C. Delli Quadri risponde

Articolo di Adelina Zarlenga apparso su Primo Piano Molise di oggi

In Alto Molise l’argomento tiene banco, anche per l’insistente presenza del movimento “Almosava”. Il caos degli Enti Locali, che non sanno come riorganizzarsi. Comunità Montana e Provincia cercano di reinventarsi e i comuni temono di pagarne le spese.

AGNONE. Tiene banco e aizza la discussione la riorganizzazione degli Enti locali. In Alto Molise, l’argomento torna spesso alla ribalta, anche per la presenza insistente del movimento Almosava, che ha costruito un progetto ad hoc per dare nuova vita ai comuni, i quali sulla base delle nuove normative sull’associazionismo, dovranno ridistribuire funzioni e servizi. Ma andiamo per ordine. Per quattro volte i sindaci dei comuni alto molisani (i dodici municipi appartenenti all’area dell’ex Comunità Montana) si sono incontrati ad Agnone, con l’intento di capire quale sia il futuro dei piccoli comuni e tentare una sorta di pre-organizzazione.

Ad alcuni appuntamenti, ha partecipato anche l’assessore delegato agli Enti Locali della Regione, Antonio Chieffo, e rappresentanti della Provincia di Isernia. Ma ciò che è emerso è un quadro alquanto caotico ed a tratti incomprensibile. Da un lato ci sono le province che rischiano di essere soppresse e le comunità montane che sono già state quasi eliminate (quella alto molisana è da più di un anno in fase di liquidazione), dall’altro ci sono i comuni, che secondo le direttive che arrivano dall’alto del Governo Monti sembrano assorbire sempre più responsabilità e costi. “Siamo in una fase di studio – ha detto di recente il primo cittadino di Agnone, Michele Carosella – e in attesa di delucidazioni più precise da parte della Regione”. Linee guida sulla riorganizzazione, con le quali i piccoli enti potrebbero cominciare a sistemare i loro assetti. Ma che mancano. “Fino ad oggi – ha spiegato il sindaco di San Pietro Avellana, Francesco Lombardi – l’unica certezza sono le leggi nazionali sull’associazionismo. Io da primo cittadino di un centro al di sotto dei mille abitanti guardo ai comuni con le stesse caratteristiche della mia area, pur con curiosità e attenzione per ciò che accade intorno. Ma è necessario ragionare sui fatti”. In cantiere c’è l’integrazione di una proposta di legge regionale sulla Comunità Montana, nella quale, dando un’occhiata, si comprende che il personale dell’Ente in via di liquidazione sarà riassorbito dai comuni o da altri enti.

Tra le altre predisposizioni, indica che saranno i municipi ad “accollarsi” una serie di spese. Soluzione che non piace agli amministratori alto molisani, che fanno i conti con un portafogli sempre più vuoto. Poi c’è la Provincia che vorrebbe preservare il futuro dell’Ente, trasformandosi in una struttura-guida per i comuni dell’area: tra le proposte la creazione di sportelli unici, per gli appalti, le attività produttive, la raccolta differenziata e così via. Ma le intenzioni dell’organismo di Via Berta non sono piaciute al movimento Almosava, che ha attaccato duramente anche l’atteggiamento dei candidati alla carica di sindaco della città, sostenendo che ci sia un’idea troppo accentratrice di Isernia, senza guardare al contesto circostante. D’altronde, il gruppo guidato da Enzo Delli Quadri, auspica ad una rivalsa dei territori di montagna sulla base dell’associazionismo di centri di una vasta zona (tra Abruzzo e Molise) con agevolazioni fiscali. L’esistenza stessa della Provincia, quindi, viene messa in discussione, e con essa le “impostazioni centristiche”. Insomma, in questa fase di transizione, il caos la fa da padrone. E di passi avanti, nemmeno l’ombra. L’associazionismo è un miraggio (per alcuni buono, per altri cattivo) all’orizzonte sconfinato. Provincia e Comunità Montana tentano di reinventarsi, la Regione ritarda nelle linee guida e i comuni non sanno che pesci prendere. Con il timore di pagarne le spese.

Domanda di Adelina Zarlenga

Per quanto riguarda ALMOSAVA, le idee ci sono. Ma c’è chi ci crede e chi guarda al progetto ancora con reticenza. E anche con ignoranza. I campanilismi, anche se velati, poi sono purtroppo ancora troppo radicati. Serve, forse, un’azione congiunta, un passo concreto in avanti, che vada oltre la comunicazione e l’informazione, le quali fanno da contorno e da input.

Qual è il primo obiettivo, concreto, di Almosava?

 

Risposta di Enzo C. Delli Quadri

Premessa

Almosava non si preoccupa della ricongiunzione tra Abruzzo e Molise, argomento che sarà affrontato in sede di Governo Nazionale ed avrà, molto probabilmente, la risoluzione di un ritorno al passato con la ricostituzione della Regione Abruzzo e Molise.
Almosava non si intromette. Aspetta.

Le Province saranno eliminate (CH, CB e IS sicuramente). A seguito delle nuove norme sull’ Assoviazionismo dei Piccoli Comuni con meno di 5.000 residenti, sul territorio nazionale si formeranno nuove aggregazioni (Municipalità). In molte zone del centro nord esse sono già in funzione. Esse hanno l’obiettivo primario di mettere a fattor comune tutte le funzioni comunali dei Comuni chiamati all’Associazione. Ma c’è un altro aspetto ancora più importante. Queste aggregazioni stanno formandosi sulla base di linee culturali-storiche-linguistiche omogenee. In proposito, io ho voluto evidenziare questo aspetto particolare: la omogeneità culturale-storica-linguistica dell’ALMOSAVA = ALTO MOLISE SANGRO VASTESE = DIOCESI DI TRIVENTO = ALTO SANNIO, confermata da studiosi antichi e moderni.

Ecco allora ALMOSAVA come nuova Municipalità, nel rispetto delle leggi oggi in vigore o in via di formazione. Il territorio in esame riguarda 63 comuni di cui dolo 2 con poco poco più di 5.000 abitanti e ben 47 con meno di 1.000 abitanti. Il primo passo dovrebbe essere la formazione di una ASSOCIAZIONE LIBERA per poi passare, se lo si vorrà, alla vera e propria Unione di Comuni, governata, come prevede la legge, da un Consiglio composto da tutti i Sindaci interessati e con a Capo uno di loro. Esistono già diversi modelli di Governance.

Quali le difficoltà vere?
1. Isernia tenterà di riciclarsi da Provincia a nuova Municipalità, nel qual caso per il territorio dell’Almosava sarà la fine definitiva, visto quel che è stato finora.
2. Sindaci timorosi non vorranno scontrarsi con l’attuale sistema di potere regionale che potrebbe non gradire questo Progetto
3. Potrà, forse, prevalere la malafede di alcuni che per interessi particolari preferiranno un loro piccolo vantaggio alla salvezza del territorio
4. La Gente potrà restare passiva in attesa che altri decidano al suo posto

Io sto cercando di risvegliare il loro orgoglio addormentato e di annullare il loro scetticismo.

Risposta specifica alla domanda precisa

Il primo obiettivo di ALMOSAVA concreto è la realizzazione, a breve, di due o anche tre organismi:
1. ALMOSAVA ONLUS, associazione senza fini di lucro per la divulgazione della cultura della storia e della lingua almosaviane
2. ALCA – Associazione Libera Comuni Almosaviani per il perseguimento degli obiettivi programmatici di cui al nostro manifesto (http://www.altosannio.it/manifesto/) o all’articolo http://www.altosannio.it/almosava-cose-cosa-non-e/
3. CAST – Centro Almosaviano Studi del Territorio per la ricerca e l’approfondimento dei temi storici-linguistici-culturali
Siamo nella fase di preparazione della costituzione di questi 3 organismi.

Esistono molte probabilità di riuscita del progetto. Tutto dipenderà dalla assunzione di responsabilità dei Sindaci, i quali potranno continuare con il tran tran attuale, fidandosi delle strutture pronte a riciclarsi di CB IS CH l’AQ, oppure assumere il comando delle azioni per riprender il possesso legittimo del loro territorio, per troppo tempo sacrificato sull’altare degli interessi della COSTA e della CASTA

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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