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Addémànə n’arpurtàtə na sacchétta! (Domani incasserete un sacco di gol…!)

Questo articolo fa parte del libro “Ru Fra, chessə é“, di Domenico Di Nucci, edito dal Circolo San Pio di Agnone e presentato il 18 febbraio 2021 

Addémànə n’arpurtàtə na sacchétta! (Domani riporterete a casa un sacco di gol…rivevuti!)Dopo aver giocato a calcio per anni per strada, per tutti i ragazzi del centro storico era quasi naturale e comodo allargare il campo di gioco con il prato del Belvedere della Ripa; solo di rado frequentavamo il campo sportivo per noi troppo lontano.E in quel campetto, circondato da tre lati dal dirupo, era indispensabile affinare la tecnica perché vigeva la regola che chi mandava il pallone giù nei campi, poi era obbligato ad andare a raccoglierlo e non era una passeggiata scendere e risalire lungo il viottolo che si snodava intorno alle morge di tufo.Nel 1965, dopo alcuni esami andati male, mi accorsi che ero andato in superallenamento mentale: studiavo come un matto ma rendevo pochissimo e decisi di cambiare facoltà; mi iscrissi a Matematica, mi riconobbero nel passaggio tutti gli esami superati esclusi i due di disegno; essendo obbligatoria la frequenza seguii assiduamente i vari corsi e così l’anno dopo tornai a casa. Avevo necessità di ricaricare le batterie mentali; ottenni 10 ore di insegnamento alla Scuola Media di Sant’Angelo del Pesco e nei pomeriggi liberi, con i miei amici del centro storico, quasi ogni giorno ritrovai il gusto di giocare a calcio; ore e ore di gioco. Ero ancora Delegato Giovanile del Circolo Acli e così nel 1967, quasi per scherzo, insieme ai miei amici e compagni di gioco “ripaioli” decidemmo di partecipare al campionato regionale di Terza Divisione. Mi misi in moto, contattai i dirigenti regionali delle Acli, andai un paio di volte a Roma nella sede centrale e così nacque la società Unione Sportiva Acli di Agnone. Anche il Direttivo della sede di Agnone approvò e nominò presidente Giuseppe Bianchini; tutto l’occorrente, scarpette di calcio e divisa completa andai a ritirarlo a Roma.Il girone regionale a cui partecipammo era composto da 9 squadre e così, in allegria e grazie a Ennio Petrecca, titolare di autolinee, affrontammo le 8 trasferte; Ennio ci venne incontro perché accettò sulla parola un contratto forfettario con spesa di 25.000 lire per ogni trasferta. Nelle partite in casa il costo del biglietto per il pubblico era di 200 lire e l’incasso ci consentiva di compensare le spese. Insomma per farla breve, come allenatore, imponevo ai miei amici di giocare come meglio sapevano fare, di divertirsi e di passare sempre il pallone a Uəducciə (Guido Lauriente) e… poi ci pensava lui cosa farne.Zəllònnə zəllònnə (Giocando giocando), nelle sedici partite perdemmo solo 2 volte e pareggiammo un altro paio di volte e, alla fine, vincemmo il campionato a pari merito con Trivento.La ciliegina sulla torta di quella fantastica festa itinerante la pose il caro amico Gino Cerimele, ex calciatore ed anche per molti anni allenatore della prima squadra di Agnone, (che era in Seconda Divisione) che in occasione della nostra trasferta a Boiano, venne di proposito a… salutarci, il sabato pomeriggio, nell’allegra preparazione alla partita, nel ritiro davanti alla Rivendita di mio padre.Addumànə n’arpurtàtə na sacchétta! (Domani riporterete a casa un sacco di gol…rivevuti!).In effetti la squadra di Boiano era ben assortita e nel primo quarto d’ora una diabolica ala sinistra, soprannominata Banana, ci fece ballare e veramente rischiammo di riportare a casa un sacco di gol. Poi un’inversione dei terzini incalanò la partita in più giusti binari, Banana smise di fare il Pelè, vincemmo 2 a 0 e Gino non si fece più vedere in Piazza Plebiscito.Però ogni volta che lo incontravo mimavo uno che faticosamente portava sulle spalle un enorme sacco di gol e rideva anche lui di gusto.

Nella foto, la squadra USA ACLI di Agnone del 1967

Copyright: Altosannio Magazine 
EditingEnzo C. Delli Quadri  

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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