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ABITANTI DELL’ALMOSAVA : PIU’ TASSE E MENO SERVIZI

di Luciano Scarpitti

Siamo tutti in periodo di crisi economica, noi cittadini abbiamo istintivamente preso a ridurre le spese familiari mentre invece lo Stato continua ad applicare nuove e più pesanti tasse ed a non fare tagli alle proprie spese. Perchè questo? Non si diceva che la Pubblica Amministrazione doveva essere gestita come la grande famiglia di tutti gli Italiani? Forse abbiamo capito male? Comunque sia, dopo un inverno particolarmente duro, nei giorni scorsi sono arrivate nelle nostre case le bollette del gas, questo ci ha dato l’idea di fare qualche semplice valutazione: confrontare la spesa per riscaldamento di un cittadino che abita in un paese dell’Alto ALMOSAVA (Alto Molise Sangro Vastese), e per comodità abbiamo considerato Carovilli, posto a quasi 900 metri sul livello del mare, e quella di un cittadino di Venafro, che si trova  praticamente in pianura e dal punto di vista climatico si può considerare simile ad un paese costiero o collinare.

Carovilli


Nel periodo dicembre-febbraio sono arrivate dalle due diverse aziende distributrici del gas due fatture, una relativa ad un periodo di circa un mese e mezzo ed una ad un periodo di poco più di un mese; complessivamente l’intero periodo coperto dalle fatture è stato di 86 giorni per Venafro (dal 1° dicembre al 24 febbraio) e 84 per Carovilli (dall’8 dicembre al 29 febbraio); periodo che come abbiamo potuto constatare in questa stagione è stato il più freddo dell’anno. Abbiamo deciso anche di non limitare l’osservazione alla spesa totale, ma di esaminare le singole voci che compongono l’intero importo.

Poste queste condizioni, abbiamo riscontrato che l’utente di Venafro per la voce consumi ha speso 149,64 euro, mentre quello di Carovilli 448,94 euro, cioè 3 volte di più; per la voce servizi di rete l’utente di Venafro ha speso 56,10 euro, quello di Carovilli 190,90 euro, cioè 3,4 volte di più; per le imposte l’utente di Venafro ha speso 45,33 euro, quello di Carovilli 170,66, cioè 3,76 volte di più; per l’IVA l’utente di Venafro ha corrisposto 32,73 euro, quello di Carovilli 133,29 euro, cioè 4,1 volte di più. In totale l’utente di Venafro ha speso 283,80 euro, quello di Carovilli 943,78 euro, cioè 3,33 volte di più.

Riassumiamo questi dati in una tabella:

 

La prima osservazione che si può fare riguarda il fatto che le voci che mostrano le maggiori differenze tra i due utenti presi in esame sono quella delle imposte e quella dell’IVA. Senza approfondire le motivazioni tecniche che stanno dietro a tale fenomeno, ci basta sottolineare che in linea generale l’imposizione fiscale non è lineare in rapporto ai consumi, ma ha un andamento crescente più che proporzionale. Tutto ciò dal punto di vista ideologico può avere una sua giustificazione per i consumi voluttuari, per i prodotti di lusso, per i beni non essenziali, ma il riscaldamento nei paesi di montagna è un elemento essenziale perché senza di quello non si sopravvive. Ne è la prova il fatto che nelle generazioni che ci hanno preceduto le malattie polmonari erano di gran lunga le maggiori cause di morte.

Un pensiero a parte merita l’IVA che si applica sulle imposte: è una tassa applicata sulle tasse, come se le imposte dessero un valore aggiunto. Se fosse così basterebbe vendere imposte a tutto il mondo come avviene per le scarpe, i vestiti, le auto, le barche ecc. per risanare il bilancio dello Stato. Ebbene per l’utente di Venafro tale voce è ammontata a 5,87 euro, mentre per l’utente di Carovilli è stata di 28,51 euro, cioè 4,86 volte di più. Quindi l’imposizione dell’IVA sulle imposte raggiunge una crescita ancora maggiore di tutte le altre voci, tra le quali quella che è meno distante tra i due comuni è proprio quella che riguarda i consumi.

Va sottolineato anche che abbiamo considerato un utente di Carovilli non uno di Capracotta (posto a 1420 metri) o Vastogirardi (1200 metri) o Pescopennataro (1190 metri), altrimenti le differenze sarebbero state anche maggiori.

E’ evidente che il forte scarto tra i consumi dipende esclusivamente dalle condizioni climatiche nettamente differenti, quindi c’è corrispondenza diretta con la realtà, ma quello che non è accettabile è che l’abitante di Carovilli, nello stesso periodo di meno di 3 mesi, debba pagare di imposte e di IVA la bella cifra di 304 euro, mentre l’abitante di Venafro versa appena 78 euro. Estendendo tali valori a tutto l’anno, possiamo sicuramente stimare che in un anno l’abitante di Carovilli si trovi a versare all’Erario per la sola fornitura di gas da riscaldamento una cifra di circa 1.000 euro mentre quello di Venafro forse 250 euro. la differenza di 750 euro non è affatto trascurabile!

Poiché di fronte allo Stato i cittadini sono tutti uguali, o dovrebbero essere tali, e siccome nelle nazioni moderne le tasse servono per assicurare i servizi essenziali e per aiutare i cittadini che si trovano in difficoltà, abbiamo la sensazione che i cittadini che abitano le zone di montagna in ALMOSAVA (Alto Molise Sangro Vastese) siano considerati di serie C, tanto che vengono privati dei servizi essenziali e sono chiamati a contribuire alle spese dello Stato con cifre molto più elevate degli altri. Cerchiamo di essere chiari: nessuno vuole che vengano aumentate le tasse agli abitanti delle città di pianura o della costa, con i tempi che corrono qualcuno potrebbe arrivare a farci un pensierino, occorre invece comprendere la situazione di disagio degli abitanti dei paesi montani ai quali viene ogni giorno tolto qualche servizio, dalle scuole ai trasporti, dai presidi ospedalieri alle preture ed altro, mentre nello steso tempo si trovano a versare allo Stato cifre superiori a quelle di altri che nelle città possono facilmente usufruire di tutti i servizi pubblici.

Verrebbe da chiedersi allora: perché rimanere in montagna? Giusto! Ma come fare? Le famiglie non hanno risparmi tali da poter acquistare un appartamento in città; dovrebbero vendere le case in cui abitano, ma queste non le vuole nessuno. Ecco, quindi, che i giovani vanno a costruire il loro futuro altrove e gli anziani restano ad affrontare tutti i disagi dello spopolamento e della mancanza di servizi sociali, fino a quando non chiuderà l’ultimo negozio di generi alimentari e l’ultimo bar. Poi? Chissà!

E’ indispensabile restituire al più presto un barlume di fiducia e di ottimismo, senza il quale non si va da nessuna parte, e adottare interventi mirati, a cominciare da una fiscalità di vantaggio ed aiuti alle giovani coppie, che si costituiscono e mettono al mondo figli, e ad una piccola imprenditoria capace di produrre ricchezza.

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

2 commenti

  1. Un’analisi semplice, veritiera e amara.

  2. Esther Delli Quadri

    Splendido articolo!

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