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A nu patre

Poesia di Rodrigo Cieri [1] tratta dal suo libro “Memoria è Anima” Campobasso 2017.

A nu patre

Partive la matine de bon’ore
pe’ scegne a la campagne a loca bballe
che te vedeve zuppe de sudore,
eppure n’te mburtave de lu calle.

Guardive le piantine suddesfatte
ch’a ll’ucchia tì cresceve tante bbille.
Pe’ chille de la case ive matte
penzose pe’ l’arrive de le cille.

La mposte je si’ messe pe’ n’aiute
lassenne libbertà de movimente.
Le piante tutte furte so’ cresciute,

e la premura té cuntente accette.
La mana bbone ancore mo ze sente
e strette vé purtate a mmente e ‟m pette

Celenza sul Trigno, 22 dicembre 2004

 

A un padre

Partivi la mattina di buon’ora
per scendere laggiù, in campagna,
che ti vedeva zuppo di sudore,
eppure non t’importava del caldo.

Guardavi soddisfatto le piantine
che agli occhi tuoi crescevano tanto belle.
Per quelle della casa andavi matto
pensoso per l’arrivo degli uccelli.

Un paletto hai fissato per un aiuto
lasciando libertà di movimento.
Le piante tutte forti son cresciute,

e la premura tua contente accettano.
La mano buona ancora adesso si sente
e stretta vien portata a mente e in petto.

 


[1] Rodrigo Cieri, abruzzese di Celenza sul Trigno, di madre molisana, una vita dedicata alla Scuola, da docente e poi da Preside, dedito all’impegno sociale e la promozione culturale che porta avanti con testardaggine, in paese e neIl’ Alto Vastese. Coltiva un’antica passione, la pura poesia, in lingua, o più spesso in vernacolo, ottenendo consensi e premi.

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright: Altosannio Magazine

 

 

About Rodrigo Cieri

Rodrigo Cieri, abruzzese di Celenza sul Trigno, di madre molisana, una vita dedicata alla Scuola, da docente e poi da Preside, dedito all’impegno sociale e la promozione culturale che porta avanti con testardaggine, in paese e neIl’ Alto Vastese. Coltiva un’antica passione, la pura poesia, in lingua, o più spesso in vernacolo, ottenendo consensi e premi.

Un commento

  1. In due versi il nucleo bello ed essenziale del sonetto:
    ”la mposte je si’ messe pe’ n’aiute
    lassenne libbertà de movimente”.

    Poeticamente espresso il compito di un padre : delicato e difficile insieme ; sostegno e premura, senza costrizione… E l’uomo –padre allora si sente soddisfatto, come il lettore, da questa pacata e bucolica poesia.

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