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A fine anno, a casa del medico ..…

di Giovanni Paglione [1]

Siamo all’ultimo giorno dell’anno e, nel paese nel quale mio padre era medico condotto, era uso a mezzanotte portare gli auguri al proprio medico per un felice fine anno e felice anno nuovo.

Ai rintocchi del campanone, a mezza notte, nel piazzale antistante la nostra casa esplodeva il finimondo, per via di una nutrita band paesana che, armata di rudimentali strumenti musicali, veniva a porgere gli auguri: Pifferi, Zampogne, Trik Trak, Piatti (coperchi di pentole), Fisarmonica e l’immancabile bufù (strumento preistorico dell’era sannitica). Riempivano la notte di suoni e allegria.

Fine anno con bufu trik trak e raganelle (la foto non è dell’epoca, serve solo a dare una idea del fine anno)

A un certo momento della notte, il padrone di casa apriva, personalmente, il portone e invitava tutti ad accomodarsi. Il grande tinello, arricchito da luci multicolori e, dal fuoco di un grande camino, si riempiva di una folla di bene auguranti che si predisponevano a ventaglio. Il più autorevole, tra i tanti, rivolgeva il rituale sermone augurale; rispondeva mio padre con frasi di circostanza. Partiva, quindi, il coro che, a sua volta, porgeva auguri di ogni bene all’intera famiglia.

Un anno successe che il coro iniziò il canto augurale con la frase “e pozzano murì tutti ri miedici” (traduco: e possano morire tutti i medici) frase ripetuta una, due,t re ed altre volte ancora fino all’esaurimento della pazienza di mio padre che chiaramente stava per esplodere in una di quelle sue memorabili levate di scudi, non tollerando quegli auguri in casa propria. Però, al momento giusto, giunse la frase che completava il voto augurale cioè “e solo ru nuostr pozza rimané” (traduco: e solo il nostro possa rimanere).

Rasserenato mio padre, fu festa per tutti con servizio di dolci, spumante a gogò, allegria e buon umore.

Dopo una, due ore di tale trambusto, la casa si svuotava; ricordo l’espressione di angoscia di mia madre che guardava con disperazione gli effetti della invasione, mentre mio padre si affannava a minimizzare nel vano tentativo di rabbonire la consorte.

Bei Tempi


[1] Giovanni Paglionemolisano di Capracotta

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright: Altosannio Magazine

 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

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