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Muscialàttə e Setaccə

Filastrocche segnalate da Michele Di Ciero[1]

Nonno-e-Nipote

Ecco due filastrocche che gli adulti, ancora oggi, cantano ai loro piccolini

 

Muscialàttə

Muscialàttə,
panə e lattə,
chə tə magnìsctə
ajjérə séra?
Panə e ppérə.
Ácci, ácci ca nn’é lə vérə,
ácci, ácci ca un’é lə vérə.

 Muscialàttə  

Muscialàttə
Pane e latte
cosa mangiasti
ieri sera?
Pane e pere.
Acci, acci che non è vero,
acci acci che non è vero.

L’adulto siede a cavalluccio sulle ginocchia il piccolo, prende fra le proprie le manine e gliele porta al viso sfregando dolcemente le guance mentre scandisce i versetti. Alle ultime due espressioni accelera il ritmo e dà dei buffetti sul viso del piccolo.

 Sətaccə

Sətaccə e setaccə,
də té chə mə nə faccə.
Tə jèttə a rru purtìllə[2] tə s’arraccògljə ru pəzzəndillə,
tə jèttə a rru purtónə,
tə s’arraccògljə tatónə.

Setaccio

Setaccio e setaccio,
di te che ne faccio.
Ti butto fuori porta
ti raccoglie il pezzentino,
ti butto al portone
ti raccoglie il nonno.

 L’adulto prende tra le braccia il piccolo e lo tiene in posizione orizzontale facendolo penzolare. Al termine lo porta verso l’alto e quindi se lo lascia cadere in braccio.

….

Questo articolo è tratto da libro “Tradizioni popolari di Agnone” di Lucia Amicarelli e “Folklore di Agnone” di Michele Di Ciero, libro curato e valorizzato  dallo studioso molisano di tradizioni popolari Domenico Meo, il quale, nell’introduzione, ha voluto accennare alla storia dell’antropologia culturale e fare il punto sui contributi folklorici e di lingua dialettale riguardanti Agnone dalla fine dell’Ottocento ad oggi.
Il lavoro di Michele Di Ciero offre proverbi, cantilene, filastrocche, alcuni rimedi di medicina popolare, usi e credenze e cantilene religiose.

 

__________________________
[1] Michele Di Ciero (Agnone 1932-1970) figlio di artigiano e agnonese verace svolse dapprima l’attività di maestro elementare e poi quella di direttore didattico. Scrisse su Il Messaggero di Roma e su varie riviste. Nel 1957 collaborò alla nascita dell’as-sociazione turistica Pro Agnone, l’attuale Pro loco. Nel corso degli anni Sessanta del secolo passato si prodigò per istituire il premio di poesia dialettale intitolato a G. Cremonese. Prediligeva le tradizioni e il dialetto. La sua professione, di frequente, lo poneva a contatto con un mondo agro pastorale e genuino tanto da fargli apprezzare e ricercare “sul campo” usi, credenze, proverbi, filastrocche e canzoni narrative pubblicate sulla rivista Lares nel 1970.  Il suo amore per l’idioma agnonese è riversato con profondità di sentimenti nel libro di poesie Scterlambe che se pèrde, pubblicato postumo nel 1972. I suoi versi sono presenti nelle antologie Cento e passa poeti dialettali (1973) e Antologia critica dei poeti dialettali italiani (1975).
[2] [N.d.C.] Spazio circostante la “porta” di accesso al paese: ru purtìllə Sandə Marchə, ru purtìllə Sandə Mìddjə.

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

2 commenti

  1. la mia nonna me la cantava sempre Muscialàtta e la mia mamma (sarda tra l’altro ma impiantata qui da 30 anni ormai!) la canta a mio figlio……..trooooooooooppo bello!

  2. Flora Delli Quadri

    Sulla prima filastrocca c’è già un mio contributo su Almosava:
    http://www.almosava.it/moscia-gatte/

    Per la seconda la mia versione era questa:
    Sitaccio, mio sitaccio
    sc-ta uagliona ch’ m’ n’ faccio
    e la jetto a ru balcone
    l’arraccoglie ru pezzentone
    ru pezzentone n’ la vo’
    oh che faccia com’ vo’

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