16°e 17° anatema: Tonne pozze ‘mpenne – Tonne pozze purtà ‘n quattre

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di Bendetto di Sciullo e Giovanni Mariano

Truffatori 2
Truffatore di anziana

Tonne pozze ‘mpenneChe possano impiccarti

Non è dato sapere quando questo anatema è stato coniato, ma sicuramente non è recentissimo. La prima impiccagione sembra risalire al 1214 (il condannato era il figlio di un nobile che si era dato alla pirateria) e, nell’era moderna, non sono molti i paesi in cui ancora si esercita.
Secondo chi lanciava l’anatema, sicuramente la persona a cui era indirizzata non doveva essere proprio benvista, ma c’è da chiedersi perché la maledizione parla di impiccagione e non di decapitazione che pure è una pena di morte comminata a chi aveva commesso gravi reati.
La spiegazione va forse ricercata nel fatto che la decapitazione era considerata una morte “nobile” perché veloce e poco dolorosa (ai re e alle regine, infatti, veniva tagliata la testa), mentre l’impiccagione era riservata ai traditori e ai criminali della peggiore specie.
Ciò è sufficiente a spiegare il motivo della scelta di questa condanna a morte.

A proposito dell’impiccagione, esiste un famoso paradosso chiamato appunto “Paradosso dell’impiccagione imprevedibile” concepito da un noto matematico. Chi fosse interessato a saperne di più può visitare la seguente pagina Web:

http://it.wikipedia.org/wiki/Paradosso_dell’impiccagione_imprevedibile

 

Truffatori di anziana
Truffatori di anziana

 Tonne pozze purtà ‘n quattre – Che possano portarti in quattro 

Non credo che questa sentenza richieda ulteriori spiegazioni sul suo significato. Trattandosi di un anatema è chiaro il riferimento al feretro a meno che non si voglia fare come un nostro compaesano che, a chi gli si rivolgeva con tale sentenza, rispose con fare ironico: “I necca so’ Sante Vincenze” (Io non sono mica San Vincenzo).

 

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