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Anatema: Ti puozze murì, ca è meglie plàgnete muorte nno vive

di Bendetto di Sciullo e Giovanni Mariano 

 

Spero che tu muoia, ché è meglio piangerti morto piuttosto che vivo

Augurare la morte a qualcuno non è sicuramente una bella cosa, ma in questo caso l’anatema è ancora più tremendo perché presuppone che la persona a cui si augura di morire non valga assolutamente nulla. La maledizione è, infatti, solitamente indirizzata agli inetti.
Un individuo incapace di portare a compimento una qualsiasi cosa non è meglio che muoia? Scomparendo da questo mondo non arreca danni e, soprattutto, sono risparmiati tanti dispiaceri e tante lacrime a chi lo deve sopportare ed accudire. Rimane da chiedersi come si possa piangere per la dipartita di una persona a cui si è augurata la morte.

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Gli anatemi (in dialetto, “sintienzie”, cioè sentenze), sono entrati a far parte del linguaggio comune del nostro paese tanto che, spesso, anche i più pesanti ed offensivi, sono utilizzati alla leggera senza curarsi dell’effettivo significato della frase. Nonostante ciò, riteniamo che così come i proverbi ed i modi di dire, “li sintienze” e “li mmallizzune” (maledizioni) rientrino nelle tradizioni popolari del nostro paese e che, come tali, non debbano andare perse.

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

2 commenti

  1. Vittorio Battista

    Ho dinanzi agli occhi le persone a cui andrebbero rivolti questi anatemi!Qualcuna si trova ancora nel mio paese d’origine,Agnone.
    Si aggiunga anche quest’altro :”nce puozz’armanì nè fume e nè nejja”(che il tuo essere,su
    q
    uesta Terra, non lasci traccia e ne rimanga meno di un pò di fumo e di un pò di nebbia”.
    E anche quest’altro:” t’ pozz’aff’rrà ru tocco”-ti possa venire un colpo apoplettico (raccomanda-
    to per quei loschi,politici e non,proprio nel momento in cui allungano la viscida mano per
    raccogliere la mazzetta).Vittorio.

  2. ” t puozz struie” ” ch sci cisi ” ( non so scrivere meglio il dialetto castelverrinese) , queste espressioni vengono usate in senso cattivo verso persone che si vogliono rimproverare per aver commesso cose abbastanza gravi. In sostanza è un pò simile al detto che sto commentando

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