Villa San Michele: la ferrovia

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di Sergio D’Andrea

È purtroppo inesistente un libro che parli di Villa San Michele, che narri la sua storia, le sue tradizioni, tutto rimane nella mente dei suoi abitanti, dai piccoli aneddoti ai proverbi, che continuano a tramandarsi di padre/madre in figlio/figlia.

L’unica “opera” che abbiamo, che ci racconta qualche cosa è il libro del compianto Michele Milano, dal quale abbiamo tratto la pagina di storia e dal quale continuiamo a “tirare fuori” notizie che ci riguardano da vicino. Spesso rileggo il libro di Michele, portando la mia mente a qualche 40ennio fa. Proprio durante una di queste “riletture” mi è capitato di trovarmi di fronte alla pagina che parla della Ferrovia nel nostro paesello.

Michele Milano, nasce a Cerreto (frazione di Vastogirardi, insieme con la nostra Villa San Michele) nel 1925. Laureatosi in giurisprudenza presso l’università degli studi di Roma, esercitò dapprima la professione forense nell’ambito del tribunale di Isernia, nello stesso periodo si interessò come corrispondente del “Messaggero” ai problemi molisani del dopoguerra. Entrato a far parte della Pubblica Sicurezza (attuale Polizia Di Stato), svolse le sue mansioni negli Abruzzi e, successivamente, nel compartimento di Polizia Ferroviaria di Verona e in Alto Adige, dove venne colpito da malattia per il clima gelido che lo costrinse ad interrompere la carriera al grado di Vice-questore. Michele Milano morì nei primi anni 90, lasciando tre figli. Mi tocca comunque ricordare la figura di Michele Milano, che resta l’unico, fino ad adesso, narratore della nostra breve storia e comunque sento la necessità di ringraziare la sua famiglia, sempre gentile e disponibile nei confronti di tutti.

Riporto quindi il brano tratto dal libro così come fu scritto da Michele Milano.

“L’impegno che il Governo aveva preso subito dopo la proclamazione del Regno d’Italia, di estendere rapidamente la rete ferroviaria alle terre d’Abruzzo, fu mantenuto.

Con una legge del 22.08.1862, infatti, firmata da Agostino De Pretis e Quintino Sella, si autorizzò la costruzione della linea Sulmona – Isernia – Campobasso e Isernia – Caianello. Fu data precedenza alla costruzione di linee che collegavano i capoluoghi di provincia; così soltanto il 20 giugno 1888 venne firmata la concessione della linea Sulmona – Isernia.

La situazione era pertanto la seguente: nel 1892 venne aperta all’esercizio la tratta Sulmona – Canzano; nel 1894 la tratta Isernia – Roccaravindola, mentre la tratta Roccaravindola – Caianello era già stata aperta nel 1886.

Le notizie che giungevano agli abitanti della nostra zona erano tali da riempire di ansia l’animo di questa gente semplice. La civiltà era in cammino e l’attesa del nuovo era evidente, mentre tecnici, operai e muratori, alloggiati nei casolari, portavano i segni del progresso ormai vicino. Ed infatti nel 1897 venne aperta all’esercizio la tratta Canzano – Isernia.

All’inaugurazione della linea suddetta intervenne il Ministro dei Lavori Pubblici l’On. Prenetti, col direttore Generale delle Ferrovie Meridionali Borgnini e altre autorità, e fu solennemente inaugurata il 18 settembre 1897 la nuova e importante linea ferroviaria che completava la Sulmona – IserniaL’inaugurazione avvenne in una splendida giornata autunnale; la popolazione della nostra zona di montagna vi prese parte con entusiasmo.

Per la sua costruzione si erano dovute superare moltissime difficoltà di ordine tecnico e topografico, data la natura difficile del terreno con monti, gole, fiumi e torrenti. In nessun’altra delle ferrovie della Catena appenninica vi sono tante gallerie.

I due treni provenienti dai lati opposti di Sulmona e Isernia si incontrarono a Castel di Sangro; cosicché il treno proveniente da Isernia, dopo Carovilli, già dentro la seconda galleria era entrato in territorio del comune di Vastogirardi ed uscendo iniziava a percorrere il lungo ponte di 27 archi che si estendeva lungo la cosiddetta piana Massari.

Quindi si fermò  allo scalo della stazione omonima imbandierata a festa, ove era convenuta, oltre ad un folto gruppo degli abitanti di Vastogirardi, anche l’intera popolazione di Cerreto e di Pagliarone (odierno Villa San Michele). Il treno inaugurale, percorrendo altri viadotti transitava alle pendici del Monte La Penna (R Pnnon come si dice a Villa San Michele) e quindi proseguiva per San Pietro Avellana e Castel di Sangro.

Per collegare Pagliarone alla fermata del treno fu necessario costruire un tronco stradale il quale fu terminato nel 1909.

I giovani chiamati alla leva – continua Michele Milano – non dovevano più raggiungere a piedi Campobasso, si radunavano allo scalo ferroviario, dove venivano salutati da parenti e amici, nello stesso scalo venivano salutati anche i nostri emigranti che partivano per terre lontane per cercare fortuna.

La ferrovia, fu interrotta al traffico negli anni della seconda guerra mondiale, e fu anche parzialmente distrutta nell’autunno del 1943, molte stazioni furono rase al suolo, – una curiosità merita che sia posta in rilievo, la tratta ferrata fu minata dai tedeschi, ma una parte di essa, ancora peraltro visibile, rimase intatta e questo grazie a qualche coraggioso uomo di Pagliarone, esperto di mine ed esplosivi che di notte e di nascosto dai tedeschi andò a disinnescare gli ordigni, solo a lui si deve se gran parte dei ponti ad archi sono ancora intatti così come furono costruiti la prima volta.  Ci fu – continua Milano – la ricostruzione della ferrovia, la gente del posto, a distanza di generazioni era nuovamente emozionata e in ansia per i lavori che riavvicinavano il treno.

Alla fine del 1950 i parlamentari Ciampitti e Sammartino protestavano per la mancata ricostruzione della tratta Roccaraso – Carpinone. Anche se lento il cammino, la ricostruzione della ferrovia si avvicinava ed infatti il 30 Novembre del 1955, l’onorevole Angelini inaugurava il tratto Roccaraso – Castel di Sangro e nel 1957 veniva riaperta al traffico la tratta Carpinone – Carovilli. Circa 3 anni dopo, precisamente nel Novembre del 1960, il Ministro On. Spataro, partendo da Isernia, riapriva al traffico il tronco Carovilli – Castel di Sangro”.

Cosicché anche Pagliarone, che ormai aveva cambiato nome in Villa San Michele aveva il suo scalo ferroviario al casello sotto il Monte La Penna.

Attualmente la strada ferrata è percorsa da pochissimi treni, che collegano Isernia con Sulmona. Solo pochissimi passeggeri si possono contare sulle “littorine” questo perché si è avuto un notevole sviluppo del trasporto su gomma, sia da parte di automobili privati, che da parte di Imprese di trasporto.

Una volta per raggiungere Isernia ci volevano circa 2 ore, con il treno, mentre adesso da Villa San Michele si raggiunge Isernia in soli 30 minuti con l’autobus e 20 minuti con l’automobile privata. Nonostante tutto, la nostra linea ferroviaria, rimane una delle più antiche  e più belle d’Italia, infatti attraversa le montagne che collegano il Molise con l’Abruzzo, ricoperte di boschi, il viaggiatore che la percorre spesso si imbatte in “acrobazie” di cervi o stambecchi e altri splendidi animali selvatici, molto presenti nella zona grazie anche alla presenza del vicino Parco Nazionale d’Abruzzo e alle riserve Demaniali di “Montedimezzo” e “Feudozzo”. Nel 1988 per festeggiare il 100° anno della storia, fu attraversata dal classico treno a Vapore, in quella occasione si rivissero le stesse emozioni, infatti ci sembrò di tornare indietro nel tempo, vedendo passare il “ciuff ciuff”.


Editing: Francesco Di Rienzo
Copyright: Amici di Villa San Michele

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