Home / Cultura / Turismo in Altosannio / Itinerari / A Piedi / Val Fondillo Passo dell’Orso

Val Fondillo Passo dell’Orso

di Luciano Pellegrini

Parco Nazionale d'Abruzzo. Val di Rose - Val Fondillo

La Val Fondillo è una valle del PNALM (Parco Nazionale Abruzzo Lazio Molise) nel territorio di Opi AQ. Si trova lungo la strada statale Marsicana SS83 e dista 7.5 Km da Villetta Barrea AQ e 8.6 KM da Pescasseroli AQ. In una segheria utilizzata per la lavorazione del legno del faggio, ora c’è un servizio di accoglienza ed informazioni, oltre al bar e ristorante con parcheggio Da questo posto iniziano i sentieri del parco. Fondillo deriva da Fontilli, (piccole fonti) per via delle numerose fonti di acqua e sorgenti presenti e la loro particolarità è la relazione che hanno con le divinità pagane. Tutta questa acqua alimenta il torrente Fondillo, il principale affluente del fiume Sangro.

All’inizio della carrareccia che porta all’ex segheria, alla confluenza del torrente Fondillo con il fiume Sangro, la località denominata Prati San Rocco, è ricca di presenze archeologiche. Durante gli scavi effettuati dalla Soprintendenza, sono stati raccolti importanti informazioni che hanno contribuito a ricostruire il contesto ambientale dell’insediamento antico in questo luogo, iniziato intorno al VII secolo A.C., come una villa rurale romana e le lapidi.

Per l’escursione al Passo dell’Orso 1672 m, bisogna seguire la segnaletica F2. In lontananza si notano le cime innevate e la Serra delle Gravare. Il sentiero è lungo, ma immerso in un ambiente fiabesco con tante varietà di alberi. I faggi secolari superano i 40 metri. Una rarità che si trova solo in questa valle è il pino nero, che da studi potrebbe risalire al Terziario. Dai rami dei faggi sono appesi ciuffi che sembrano secchi. E’ la barba di bosco, un lichene tipico di questo ambiente. Si incontrano subito due sorgenti, la sorgente Padura e la sorgente Tornareccia dedicata alla Luna, al bivio del sentiero che porta a Monte Amaro di Opi, 1862 m. Sul prato ci sono due caverne naturali, le Grotte Fondillo, certamente utilizzate dai pastori.

Da questo punto la valle si apre ad anfiteatro, racchiusa fra il Monte Amaro di Opi e la Serra delle Gravare che segna il confine fra l’Abruzzo ed il Lazio. Il sentiero ha poco dislivello ed ogni tanto si incontra una copiosa cascata che alimenta il torrente Fondillo. L’acqua è trasparente ed è piacevole ascoltare il rumore del torrente. Fra le insenature, i salti, i vortici, i tratti pianeggianti dove l’acqua è quasi stagnante, non ci si annoia a fotografare ed ammirare. Proseguiamo io e l’amico Lelio, questa volta sono in compagnia, ed arriviamo al rifugio Acquasfranatara 1220 m, con un’area attrezzata di tavoli e panche. Vicino al rifugio c’è la sorgente Acquasfranatara costruita a due livelli per permettere agli animali grandi e piccoli di abbeverarsi. Nascosto nella faggeta ci sono i ruderi di un fortino dei briganti realizzato dai soldati piemontesi dopo l’unità d’Italia per contrastare il brigantaggio. Il bosco pur senza foglie, offre una visione profonda, ancora più spettrale e cambia di colore continuamente. Il fruscio delle foglie prodotto dagli scarponi ci assicura un ritmo rilassante. La Grotta delle Fate è vicina, ancora una cascata ed arriviamo al segnale che ci indica un sentiero in discesa. 

La Grotta delle Fate si trova a 1316 m, ha la forma di una mezzaluna, è bassa e qui sgorga una sorgente, la principale, la più copiosa, che alimenta il torrente Fondillo. L’acqua limpidissima e potabile, ha creato questa cavità con la sua erosione. La sorgente sotterranea è collegata ad un canale ascensionale a forma di sifone, che per l’energia gravitazionale, risucchia il liquido, riempie la cavità della caverna e scorre verso il torrente. Ci sono dei mulinelli e nel silenzio si ascoltano dei rumori, ti rendi conto che ti trovi in un ambiente che giustifica il nome… “fata, divinità”. Viene voglia di restare, fermarsi, essere sedotti dalle fate, meditare, allontanarsi dalla vita caotica…, ma bisogna raggiungere il Passo dell’Orso 1672 m. Ora il sentiero diventa impegnativo, ripidi strappi e verso i 1400 m inizia la neve. Non calziamo le ciaspole perché la neve era ottima, non si affondava, nuovamente l’ambiente cambia immagine ed ecco nitide, le orme di un lupo e di una povera volpe. Si vede che erano passate da poco, tracce umane nessuna. Il Passo dell’Orso è stato sempre un accesso molto importante per i montanari. In passato anche i briganti lo hanno utilizzato per rapinarli quando andavano a rifornirsi verso le città ricche.  Il Passo dell’Orso oggi è ugualmente utile all’escursionista per raggiungere i Tre Confini, la Val Canneto ed il rifugio di Forca Resuni 1952 m. Un rapido riposo e nuovamente in cammino per tornare al centro visita. La discesa è stata fatta con prudenza sia per la neve che per le foglie marce e scivolose. Il tramonto del sole ha regalato un’altra cartolina con nuove tonalità di colori che hanno abbellito l’ambiente.

Partenza                         Val Fondillo OPI AQ, centro visita antica segheria 1084 m
Arrivo                              Passo dell’Orso 1672 m
Segnaletica sentiero   F2.
Tempo percorrenza    6 ore A/R
Difficoltà                        E/EE
Dislivello                       600 m
Distanza                        20 KM

Altre foto foto sul link:
https://picasaweb.google.com/102927067766305302836/ValFondilloPassoDellOrso

____________________________
Luciano Pellegrini 
Abruzzese di Chieti, oggi in pensionecontinua, con dedizione, a praticare le sue passioni: Alpinismo, Ambientalismo, Fotografia, Reportage, Viaggi, Gastronomia, scrivendone su web, carta stampata, su riviste anche on-line.
agnpell@libero.it cell +393404904001

 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

3 commenti

  1. ciao Luciano, seguo volentieri i tuoi percorsi o meglio il resoconto delle tue escursioni in compagnia o da solo;sempre dettagliato e preciso resoconto dal quale traspare bene la voglia e l’amore che metti non solo nelle escursioni, ma del gusto provato nella scoperta di animali o delle loro orme, di fontanili e di sentieri , descritti con notevole ricchezza di dati, perché altri se ne possano servire… Animo da poeta, che “sente”quasi la presenza delle fate e della divinità in una grotta, rimane estasiato alla bellezza del tramonto, ammira e fotografa ruderi e boschi… che esplicita il suo sentire in modo mirabile e accattivante, tanto da captare anche l’attenzione di chi come me è “IN LITE CON TE “ Mi chiedo :- Come è possibile che noi uomini siamo così strani? così “Vogliamoci bene” da lontano e NEMICI da vicino? e lo dico soprattutto a me, ché infatti se ti avessi incontrato sulla mia strada, avrei cercato di evitarti. Scusa lo sfogo ,ma questa volta non mi son saputa trattenere!!!cmq COMPLIMENTI!

  2. luciano pellegrini

    Grazie del video, caro Enzo Carmine. Musica meravigliosamente bella e rilassante con il suono del violoncello toccante. Le foto spettacolari.

  3. luciano pellegrini

    carissima Marisa anche io ti stimo come maestra ma non condivido alcuni tuoi atteggiamenti presi a livello condominiali, ma questo fa parte della nostra privaci e non mi sembra questa rivista il mezzo adatto per discutere fatti personali. Scusa ma mi ha dato fastidio l’aver preso spunto dall’articolo per esternare un pensiero che nulla ha a che fare con quello che Luciano ha scritto. Buona giornata, GLORIA CORONA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.