Uno sguardo in versi sull’Altosannio: Antico Soffitto

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Marisa Gallo dedica questi versi, in formato Tanka (componimento poetico d’origine giapponese di 31 sillabe.), al soffitto del Chiosco del Palazzo San Francesco di Agnone, riportato nella foto.

 

Soffitto ligneo: Il dragone

A San Francesco
di Agnone, è singolare,
attrae e inquieta,
la gran raffinatezza
di un antico soffitto!

Linee curve.
Colori tenui e caldi
la sua cornice
tra i fior racchiude il mondo
nel ligneo ovale.

Nel mare azzurro
allegorico il sole
splende, e sui monti !
Nel cielo cupo e basso
pur volano gli uccelli…

L’uomo e la donna ,
in un sol corpo uniti
han conquistato
con amore e potere
le altre creature!?

In sé regina
bifronte e coronata-
la terra al sole
le chiavi del suo regno
offre con gran speranza !

La creazione
eterna e originaria
di cielo e terra,
significata ad arte
da una mano fantastica!

Nella foto è riportato uno dei 4 soffitti lignei di Palazzo San Francesco ad Agnone (qui il fragone si morde la coda attorno a un albero. Nel saggio del prof. Mino Gabriele dell’Università di Udine “IL DRAGO CHE NON MUORE MAI” si legge
“Basta salire le scale al primo piano del Convento di San Francesco ad Agnone, oggi sede della Biblioteca Comunale, per rimanere  affascinati da quattro controsoffitti lignei della seconda metà del XVIII secolo dipinti a tempera con sorprendenti ed enigmatiche scene: ornano altrettante sale e, una dopo l’altra, mostrano l’immortale dragone che si rivela sotto vari aspetti: avvolge tra le spire una fanciulla nuda, si morde la coda attorno a un albero, viene impugnato come una lancia in resta da una regina, è innalzato trionfalmente dalla stessa sovrana.  Il mostruoso serpe cifra ogni scena, narrata dalla mano di un abile illustratore, ponendo non pochi problemi interpretativi sulla sua presenza presso i Frati Minori e sul senso e l’origine di così singolare sequenza simbolica. I quattro plafonds istoriati, è bene sottolinearlo, costituiscono l’unica, eccezionale e inedita testimonianza di iconografia alchemica francescana giunta fino a noi.

 


[1] Marisa Gallo, molisana di Montefalcone nel Sannio, insegnante, amante e cultrice della Poesia, più per hobby che per professione, impegnata a restare al passo dei tempi, ma con animo caldo, non sclerotizzato dai media aggressivi.

3 Commenti

  1. Ammirando la foto di questo soffitto, l’avevo scambiata per una maiolica e mi ha anche un po’ “inquietata” tanto da vederci il Vesuvio, l’Uroboro, il dio Giano ecc E La mia mente è andata alla CHIESA DI POLENTA, a Bertinoro , e ai versi di Carducci: “
    ….“Da i capitelli orride forme intruse
    a le memorie di scalpelli argivi,
    sogni efferati e spasimi del bieco
    settentrïone,……
    ma poi con puerile “fantasia” ci ho visto la CREAZIONE e UN INNO AL SOLE…

  2. Ammirando la foto di questo soffitto, l’avevo scambiata per una maiolica e mi ha anche un po’ “inquietata” tanto da vederci il Vesuvio, l’Uroboro, il dio Giano ecc E La mia mente è andata alla CHIESA DI POLENTA, a Bertinoro , e ai versi di Carducci: “
    ….“Da i capitelli orride forme intruse
    a le memorie di scalpelli argivi,
    sogni efferati e spasimi del bieco
    settentrïone,……
    ma poi con puerile “fantasia” ci ho visto la CREAZIONE e UN INNO AL SOLE…

  3. Ammirando la foto di questo soffitto, l’avevo scambiata per una maiolica e mi ha anche un po’ “inquietata” tanto da vederci il Vesuvio, l’Uroboro, il dio Giano ecc E La mia mente è andata alla CHIESA DI POLENTA, a Bertinoro , e ai versi di Carducci: “
    ….“Da i capitelli orride forme intruse
    a le memorie di scalpelli argivi,
    sogni efferati e spasimi del bieco
    settentrïone,……
    ma poi con puerile “fantasia” ci ho visto la CREAZIONE e UN INNO AL SOLE…

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