Uno sguardo, commosso, sull’Altosannio (Almosava)

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Maria Delli Quadri [1]

Vallata del Verrino

Le Parole di Maria, riportate in un post su facebook e in un articolo su altosannio.it  hanno la stessa intensità emotiva e lo stesso spessore intimistico di quelle che attraversarono la mente di Gaio Papio Mutilo, l’ ultimo grande condottiero del popolo Sannita,  quando si ritrovó, prima di morire,  nel suo nativo territorio dell’Altosannio,  al termine della Guerra Sociale che il suo popolo Sannita insieme agli altri popoli italici del centro Italia condussero contro Roma, nel nome della Prima Nazione Italia, ad iniziare dal 91 a. C. (Si legga su “Viteliú, il Nome della Libertà”, di Nicola Mastronardi)

Capracotta
Capracotta

La sera, prima di mettermi a letto, mi affaccio alla finestra (in quel di Capracotta) per respirare una boccata d’aria notturna intensa e rigenerante. Non può durare a lungo l’esposizione all’aperto, ma intanto dò una sbirciatina al paesaggio. Quando il cielo è limpido, l’occhio spazia verso l’orizzonte: luci sparse, luci di macchine, luci di paesi vicini e lontani. Ecco, a due passi, Poggio Sannita, più a destra Pietrabbondante, poi Bagnoli; in basso Fontesambuco e le campagne di Ortovecchio. Agnone, il mio bel paese, non è visibile, coperto com’è dal costone di monte Campo. Ma la visione più suggestiva è quella di Campobasso, in alto, con l’appendice di Ferrazzano, più in là Campitello Matese.

Val di sangro

 Per chi, poi, guardasse dal Nord, nella valle scorre, non visto dall’alto, il fiume Sangro, in prossimità del quale si adagia Castel del Giudice, l’ultimo comune molisano al confine tra le due regioni. Al di là del fiume si scorge l’Abruzzo aquilano con una serie di paesi e borgate: Ateleta, Carceri Basse e Carceri Alte, poi Pietransieri. Entrando con l’occhio nel Chietino, sempre nelle adiacenze delle località prima citate, appaiono Pizzoferrato, Gamberale e la Valle del Sole, località sciistica situata alla stessa altitudine di Capracotta, un tempo alpeggio estivo delle mandrie provenienti dalle Puglie. L’intero orizzonte visivo è coronato dai bastioni e contrafforti della Maiella e, più a ovest, dalle Mainarde. Sul profilo orientale della Maiella, come ultima sua propaggine, si leva, nitido, il monte Porrara e il “guado” o “passo di Coccia” sul quale d’inverno l’addensamento delle nebbie e delle nuvole è, spesso, indice premonitore del sopraggiungere di correnti gelide da nord.

Lo sguardo spazia. Mi sento a casa

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[1] Maria Delli Quadri: Molisana di Agnone (IS), prof.ssa di Lettere, oggi in pensione. Ama la musica, la lettura e l’espressione scritta dei suoi sentimenti. In questa rubrica Maria volge lo sguardo sul mondo almosaviano e nascono pensieri e ricordi.

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine

 

 

 

2 Commenti

  1. Certo nella vastità e bellezza di un tale panorama , cara prof MARIA, con vista di paesi e luoghi della giovantù anche frequentati o visitati magari insieme ad amici, quale anima può restare chiusa e indifferente?
    Anche i polmoni respirano e si allargano per far entrare quell’aria del tempo antico, familiare e pulita, pur se frizzante oltre il dovuto per la stagione ancora fredda. E CI SI SENTE A CASA!

  2. Carissima Maria, mi permetto la confidenza perchè ormai per me è come una persona di famiglia. Mi sono così abituata a leggere i suoi scritti che ne sento la necessità e spero sempre la sera di vedere aggiornato il suo stato come fossero le notizie del TG. La fluidità della narrazione mi riempie l’anima e mi si appaga il cuore come se trovassi le briciole di pane che mi porteranno a casa. Grazie

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