Una “Zitella” al giorno….

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di Flora Delli Quadri

Le “zitelle” nella tradizione
Questo tipo di frutto è detto “zitella” per la sua maturazione tardiva e per l’elevata attitudine a mantenersi a lungo in uno stato di buona conservazione. Sono mele che un tempo venivano coltivate tantissimo sia in Abruzzo che in Molise e anche su tutta la  dorsale appenninica, dal beneventano all’avellinese. Crescevano nei frutteti misti di tipo familiare, dove ancora qualche albero, molto vigoroso, resiste alla moderna tentazione di produrre varietà più gradite ai consumatori. Un tempo i nostri contadini le vendevano nel periodo autunnale insieme alle limoncelle. Rispetto a queste ultime erano considerate un prodotto “minore”, da consumare nella parte iniziale dell’inverno e, come le loro consorelle, si conservavano stese sulla paglia, nelle soffitte o nei magazzini o, adagiate su teli e distanziate tra loro, dentro capienti casse. Si raccoglievano quando erano ancora acerbe, verdi, per cui, per usarle, bisognava aspettarne la maturazione. Purtroppo da un certo momento in poi i loro alberi sono stati estirpati e le “zitelle” sono diventate una rarità. Su qualche sito di agraria  sono definite come una varietà a rischio di estinzione.

Caratteristiche
Si tratta di mele piccole, dalla forma rotondeggiante, asimmetrica, schiacciata ai poli, che presentano una buccia di colore giallo citrino con sfumature rosse, abbastanza sottile, liscia, lucente e molto untuosa, di spessore medio sottile. Il frutto, di grandezza media, ha polpa bianca, compatta e croccante, molto succosa e con un sapore dolce e aromatico. Talvolta si presentano anche nella forma “ghiacciata”, che dagli intenditori è considerata una vera leccornia.

Le “zitelle” sul mercato
Negli ultimi anni la tendenza a recuperare vecchie varietà di frutta ormai abbandonate, che abbiano ottime caratteristiche organolettiche e soprattutto una grandissima resistenza alle più diffuse malattie, ha fatto sì che anche le misconosciute “zitelle”, piano piano, si riaffacciassero sul mercato e riprendessero ad essere coltivate oltre che per il consumo fresco, anche nell’industria per la produzione di marmellate, succhi, gelatine e per l’essiccazione. Ne è prova il recente successo del pasticciere agnonese Germano Labbate che ha lanciato sul mercato il suo innovativo “panettone alla mela zitella” che ha  riscosso grande successo di pubblico e di critica e riportato in auge questa dimenticata varietà.

“Re panettone alla mela zitella” di Germano Labbate, dettaglio

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[1] Flora Delli Quadri, Molisana di Agnone (IS), prof.ssa di Matematica in pensione. Si occupa di cultura e politica; pur risiedendo altrove, ha conservato intatto l’amore per il suo paese d’origine che coltiva in forma attiva.

Editing: Flora Delli Quadri
Copyright: Altosannio Magazine

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