Munn è sctat’ e munn è – Il mondo non cambia mai

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di Nunzia Zarlenga [1]

Di mio padre mi manca tutto, ma non c’è momento della giornata in cui non sia presente, come ora…e voglio ricordarlo così: quando ero molto giovane e discutevo con lui sui commenti della gente che non capivo o che mi infastidivano (qualunque fosse l’oggetto) soleva raccontarmi il seguente aneddoto che riusciva puntualmente a farmi sorridere.

Un giorno un contadino e suo figlio decisero di raggiungere il centro del paese per effettuare delle spese. Sellarono il loro asinello e partirono alla volta del paesello.
Il figlio, rispettoso dell’età del padre, lo invitò a prendere posto sul dorso dell’asino per evitargli lo sforzo del cammino: lui, essendo giovane e forte, avrebbe camminato senza difficoltà.
Arrivati all’ingresso del paese incontrarono un gruppo di persone che, dopo averli osservati attentamente, commentarono con stupida superiorità morale: “Che padre degenere: lui grande e grosso in groppa all’asino e quel povero figlio a piedi ….!”
Colpiti dal commento i due si guardarono in faccia e decisero all’istante di cambiare posizione: il figlio salì sull’asino e il genitore proseguì a piedi.
Percorse poche centinaia di metri s’imbatterono in un altro gruppetto di persone che disse “Non c’è più religione! Che vergogna …. il padre anziano a piedi e quel bellimbusto giovane e forte a cavallo! Dove andremo a finire ….”.
I due si guardarono sgomenti e decisero che per tagliare la testa al toro sarebbe stato opportuno salire entrambi in groppa all’asino.
Soddisfatti della decisione salomonica ripresero il cammino, ma poco dopo furono additati da un altro gruppo di persone che li apostrofò:”Vergogna,vergogna … ma non avete cuore? Volete che quel povero animale ci lasci il cuore a trasportarvi entrambi? Non avete pietà ….”.
I due, sempre più in ansia, presero la decisione finale: sarebbero andati entrambi a piedi … volevano proprio vedere se qualcuno avesse avuto  ancora qualcosa da ridire!
Non fecero neanche in tempo a formulare il pensiero che sentirono ridere di gusto un altro gruppo di persone  :”Ma guardate quella coppia di fessi:hanno l’asino e vanno a piedi!”.

Questa è la storiella che mio padre concludeva dicendomi… agisci sempre secondo la tua coscienza e ricorda che essa è composta da testa e cuore, a lei dovrai sempre rispondere … e sui commenti della gente vola alto con sguardo benevolo: ci sarà sempre qualcuno a cui non piacerà come usi l’asino, ma, se fosse diversamente, neanche ci sarebbe gusto e forse non impareresti niente: vedrai che certe cose ti serviranno per diventare più forte!”

Nunzia Zarlenga

L’aneddoto raccontato dal papà di Nunzia è passato, intatto, di bocca in bocca, da padre in figlio, attraverso i secoli, dalla lontana, nel tempo, Cina (fiaba anonima), ai romani (Esopo), agli europei (La Fontaine).
Munn è sctat, e munn è. (Il mondo è stato, il mondo è): il mondo, la realtà e il modo di essere delle  persone non cambiano mai)

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[1] Nunzia Zarlenga, molisana di Agnone, insegnante in pensione, ha scelto di vivere in campagna con il suo compagno “inglese nei modi ma altosannita-almosaviano doc”, in un ambiente salùbre e immacolato, non tralasciando di esercitare un ruolo “politico”, non partitico, nel suo, non del tutto, adorato Paese.

[divider] Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine [divider]

 

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